domenica 3 marzo 2019

MOO 2019 - Raccolta di ricordi



Dopo il lungo briefing il via alla gara è quasi improvviso, noi ci adeguiamo partendo quasi impreparati. Seguiamo il flusso di gente per strappare dallo stenditoio la mappa del prologo quindi ci dirigiamo un po’ a caso verso il parco.

Faccio andare più le gambe che la testa ed effettivamente non scelgo il miglior ordine per risolvere il labirinto di lanterne. Dopo pochi passi incerti ci convinciamo a proseguire verso est per raccogliere uno dei 13 nastri blu che consegneranno 5 punti bonus.

La mappa del PARCO CASSINIS è la classica cartina da orienteering con delle bande bianche per confondere le idee. Prima di arrivare al nastro blu rispondiamo a 3 domande, una sbagliandola ma poi correggendoci, siamo tra i primissimi a strappare il nastrino, una volta fatto ripieghiamo verso ovest per recuperare le lanterne non fatte.

Approfittando della concessione di non stare necessariamente insieme nel prologo lancio zia papera verso la 7. Io, in solitudine, mi avvio verso la pietà di Rogoredo. E’ proprio in questo momento che sento il ‘socio’, mio grande estimatore, urlare ai sui compagni una frase che più o meno suona così: “Ve l’ho detto, se il Dipa è andato di là significa che era meglio andare di là”. Mi gonfio il petto.

Malgrado il vantaggio sulla zia arrivo al punto fotografico pochi secondi prima di lei ma perdo un minuto per disabilitare il risparmio energetico e fare la foto, la zia mi si spazientisce. 

Ora ci tocca risolvere un’equazione, a spanne ci sembra il risultato sia 5, ma è il flusso di persone che corre che ci conferma che il punto di consegna mappe è proprio al binario numero 5 della stazione ferroviaria!

Mentre zia papera prova a convincermi a scrivere la soluzione dell’equazione sul foglio (ma non c’è lo spazio) arriviamo alla banchina mentre un treno, direzione Stazione Centrale, ci parte sotto il naso. Fossimo arrivati un secondo prima, e con il senno di poi, avrei preso volentieri quel treno. Dobbiamo invece ripiegare sulla metro gialla. Anche qui perdiamo il convoglio per un soffio e vediamo andar via le squadre più competitive. Noi dobbiamo aspettare 7’ per la metro successiva.

Zia papera si concentra sulla risoluzione dell’enigma numerico che ci svelerà il punto misterioso da 100 punti. Io pianifico il percorso, come al solito scelgo il punto più lontano sulla stessa direttrice per avere il tempo di leggere e analizzare tutto, scelgo quindi Dergano come destinazione. Mio malgrado quella piazza non è da visitare, anche se evidenziata, perché non abbiamo la corrispettiva mappa. Mandiamo un sms all'organizzatore chiedendo spiegazioni in merito ma non riceveremo immediata risposta.

Appena ci convinciamo che è un errore di stampa decidiamo di saltare giù dalla metro a Repubblica per poi correre fino alla BIBLIOTECA degli ALBERI. La zia ha un altro passo ma mi aspetta senza lamentarsi. Il primo punto prevede di contare i componenti di legno di una panchina. Zia Papera conta per decine e ha il dubbio tra 163 o 173, il mio conteggio conferma il secondo numero e senza ricontarle partiamo verso gli altri cerchietti tra giostre e angoli nascosti.

A metà mappa veniamo distratti da un team seduto su un tavolo che ci guarda con sospetto e poi scappa via come se fossimo lì per copiare le loro risposte. La zia mi si deconcentra mentre risponde ad una domanda, vedendola perplessa le chiedo “sei sicura?”. Questa domanda la manda su tutte le bestie! “Certo che NON sono sicura” mi risponde! Ridendo ce ne andiamo, alla fine scopriremo che la risposta era sbagliata avendo scritto 8 e non 0,8.

Pochi passi più in là bisogna fare il selfie, la zia per coprire il volto userà in questa e nelle successive foto mascherine con baffi e occhiali, purtroppo non verranno condivise nel resoconto sul sito dall’organizzatore e quindi rimarranno solo un nostro ricordo. Il selfie di questa mappa doveva essere una foto del team davanti ad un ingresso con arco in mattoni. Siamo esattamente nel cerchietto ma non troviamo l’arco in mattoni, alla fine convinco la zia di fare la foto alla parete alle nostre spalle, anche se senza arco. Nella mappa successiva realizzeremo che la zia aveva letto la descrizione della foto seguente, hihihihihihi, per fortuna eravamo proprio nel posto giusto e la foto ci verrà data per buona.

Corriamo verso l’ultimo punto della mappa e incontriamo i Barenghi. Insieme alla coppia di Tradate ci buttiamo giù per la scalinata di Piazza Gae Aulenti, e poi giù per la metro. Loro corrono come due folletti dei boschi, leggiadri, veloci, contenti. La mia grazia nel correre invece fa capire perché vengo soprannominato ‘il cinghiale’.

Con i nostri acerrimi amici poco distanti prendiamo la lilla verso LOTTO MM, pianifichiamo l’ordine e decidiamo di procedere con calma in quella che sembrava una mappa intricata, ma che in realtà si rivelerà molto easy. Ancora in metro ci spostiamo verso la porta che si aprirà proprio davanti all’estintore oggetto di domanda come se questi 2” guadagnati facessero la differenza sulle 5 ore di gara. In superficie incontriamo anche Kri e Metka, ma siamo troppo sul pezzo e filiamo come saette senza quasi curarcene. Finite le lanterne propongo di fare di corsa fino alla mappa PIAZZA D’ARMI sperando di venir sorpreso dall’autobus 93 e in caso salirci sopra.

Logicamente non passerà nessun autobus e il tratto, che quasi tutte le squadre sane di mente avranno fatto in metro, si rivela più lungo e duro del previsto. Corro più che posso con la zia sempre avanti 20 metri ma con il freno a mano tirato per aspettarmi.

Entriamo in mappa e incrociamo 'LaMuccaEIlCanguro', la squadra che ci siamo imposti di battere a tutti i costi, poi incrociamo il rassicurante Luigi Fantin che ci dice: “prestate molta attenzione lì dentro”. Effettivamente la mappa ci catapulta in una zona di Milano ai limiti del surreale con sentierini tra immondizie, rovi e orti delimitati da lamiere di fortuna. Dopo aver cercato invano un fiocco su un albero in un punto dove dovevamo identificare il colore di un bidone (hihihi) e dopo aver incrociato ‘Twocats’, Ale e Chiara e altre coppie, ci troviamo nel centro della mappa, nella zona bianca non cartografata, …persi. Il tutto proprio quando avevo appena detto: “questa è una zona molto orientistica”. Perdendo molto tempo e setacciando tutta la zona troviamo quella malefica ‘palina’ bianca che attaccata da sud, come devono aver fatto tutte le altre squadre, probabilmente non ci avrebbe dato gli stessi problemi che abbiamo trovato attaccandola dal nulla.

Attraverso una feritoia non più larga di 20cm usciamo da quel posto che non credo mi rivedrà più. Chiedo a due sçiure di passaggio dove fosse la metro più vicina, inaspettatamente ci restituiscono informazioni corrette.

Saliamo in metro verso il punto misterioso di Sant’Agostino, ma sia la rossa che la verde non hanno le nuove sedute tanto care all’organizzatore. Nel frattempo ci consoliamo bevendo un po’ di whisky che ci eravamo portati in una comoda e discreta fiaschetta. Al secondo tentativo sulla verde riusciamo a trovare le sedute, mentre con la rossa non siamo altrettanto fortunati e dobbiamo aspettare il terzo convoglio per trovare quello a noi utile. La cosa comica è che mentre arriva il treno zia papera fosse in giro per la metro di Cadorna alla ricerca di una pozza d’acqua (distributore automatico) per abbeverarsi. La chiamo, urlo, ma la zia non arriva, solo quando ormai avevo perso le speranze spunta come un miraggio dall’altro corridoio e ci infiliamo in carrozza. La metro è piena e abbiamo solo una fermata per fare il selfie alle sedute. Siamo costretti a chiedere a un passeggero di alzarsi e ci buttiamo sul sedile per aggiudicarci i 30 punti.



Arriviamo ai BINARI del TRAM una mappa che non mi è piaciuta perché affrontata con troppa frenesia facendo qualche imprecisione di spostamento e dove abbiamo impiegato troppo tempo per risolvere alcune domande (42 e 43). Sul punto 45, quello del civico 3, perdiamo tantissimo tempo, ma qui recrimino una mappa che non riportava tutti i binari presenti in loco. Ultimo rammarico della mappa aver sbagliato il punto 47, sono ancora convinto che fossimo esattamente sul punto, non so se ho sbagliato io a comunicare il numero alla zia o lei a trascrivere l’informazione, sta di fatto che sarà il secondo errore a fine gara.

E’ circa l’una e un quarto e ci mancano solo due mappe. Una delle due è quella del treno che prevede però il passaggio dello stesso al minuto 17’ di ogni ora. Nostro malgrado non faremo in tempo e andiamo quindi verso la simpatica mappa scala 1:400 di ANGILBERTO. Anche per arrivare a questa piazza accuso la fatica e non riesco a tenere il passo della zia. Gli enigmi da risolvere sono semplici e facciamo tutto in pochi minuti. Visto il larghissimo anticipo decidiamo di dirigersi camminando verso la mappa TREN-O. Dopo aver invertito le domande dei selfie delle due stazioni, e corrette grazie al suggerimento della nipote di PLab, e realizzato grazie ad una passante che eravamo sulla banchina sbagliata, ci siamo quindi fatti 8 volte quelle lunghe scalinate, ci accomodiamo per oltre 30’ sulla panchina della stazione come due pendolari.

Poco alla volta vediamo arrivare tutte le altre squadre: i liguri, i Barenghi, SteGal e Marco, Kri e Metka, gli amici degli animali, Mariano e donna, la Friz e uomini e tanti altri gruppi. Ad ogni squadra che arriva rosico di più, penso a tutto il vantaggio che avevamo e che verrà vanificato e deciso solo allo sprint finale. Alle 14:17 arriva il treno, siamo concentrati, conosciamo ormai le domande a memoria, stiamo rispondendo perfettamente ma a metà viaggio compare il controllore che ci chiede i biglietti poi, incuriosita, ci chiede anche cosa stessimo facendo. Trattandosi di una ragazza carina le rispondo educatamente e le spiego un po’ il tutto, malgrado l’imprevisto siamo stati brillanti e abbiamo risposto a tutte le domande tranne 3, ma abbiamo il viaggio di ritorno per rimediare.

Nella stazione di Romolo corriamo a fotografare il graffito ma sbagliamo personaggio, fortunatamente i Barenghi, in maniera fin troppo sportiva (non credo noi saremmo stati altrettanto eleganti), ci fanno venire il dubbio e correggiamo il selfie. Nel viaggio di ritorno recuperiamo solo una delle tre domande che non avevamo risolto all’andata, ma anche quell’unica risposta, per colpa della dislessia, riusciamo a sbagliarla scrivendo W12 al posto di W21.



Il finale è tutta una gara di velocità, siamo tantissimi, si sono aggiunte al gruppo anche Le Sovversive, il team Spomladanske luze, con Fabrizio Donadini, I Mal di Fianco del socio e chissà quante altre squadre. Si aprono le porte della metro e tutti ci buttiamo giù con foga, ai tornelli il primo imbuto, lo supero incollandomi alle chiappe dell’ispanico. Poi cerco di stare al fianco della zia per tagliare la linea del traguardo insieme anche se alcune squadre ci superano anche solo con un concorrente. Poco importa è finita.

Come al solito mi sono divertito tantissimo. La zia è stata la solita grandissima compagna di avventura. Al momento pensavamo di aver sbagliato solo le 2 risposte mancanti. Gli errori saranno in realtà 5 che ci relegheranno al 9° posto su 49 squadre partite. Siamo davanti agli Animali, ma la vera costatazione che mi viene da fare è che questa gara mi diverte tantissimo. Viva il MOO.


Note: la prima foto è stata rubata da questo blog