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mercoledì 11 agosto 2021

Monte Barro con family



Approfittando della visita di Paolo in Brianza per fare una breve escursione sulla vetta del Monte Barro. Luogo sempre apprezzabile per la vista che sa offrire grazie alla sua posizione privilegiata.

La vetta è raggiungibile da diversi punti come Galbiate, Lecco, Malgrate o Sala al Barro, con percorsi di difficoltà variabili: da creste rocciose ed esposte a comode salite su sentieri. Il versante più suggestivo è probabilmente quello Ovest con la vista dei tre laghi brianzoli e tramonti suggestivi.

Stanche della pedalata del giorno prima, e con i bimbi al seguito, abbiamo fatto la tratta più semplice e corta, ovvero dall'eremo alla vetta. Il sentiero è adatto a tutti e in 40' di cammino si arriva alla croce, il secondo tratto è un po' più ripido e si arrampica sulle rocce.

Marta e Chiara sono state bravissime a salire e ormai si arrampicano come stambecchi, mentre Giorgio ha dovuto ancora far ricorso allo zainetto per il pezzo più duro.

Giunti alla vetta la vista a 360° è incantevole, si potrà spaziare dal Cornizzolo al Moregallo, i Corni di Canzo, le Grigne, il Coltignone, il Due Mani e l'Ocone, giù fino a Val Cava e poi anche Colle Brianza. Inoltre si potranno vedere i laghi di Annone, Pusiano, Alserio, Olginate, Garlate oltre all'angolo del lago di Como su cui si affaccia Lecco. Nelle giornate più limpide di potrà anche scorgere Milano all'orizzonte e più lontano ancora intravedere gli Appennini piacentini. A recitare il ruolo da protagonista però non può che essere il Resegone con la sua caratteristica "grande sega" che si mostra in tutto il suo splendore.

Tornati all'eremo, dopo aver prenotato, abbiamo mangiato i loro piatti tipici che ancora una volta ho trovato squisiti e il pranzo completo ad un prezzo veramente ottimo.

domenica 25 aprile 2021

Serina e Dossena - Coppa Italia 2021


Ci sono voluti oltre 14 anni ma alla fine ce l'hanno fatta!

Correva l'anno 2006 e, organizzare una prova di Coppa Italia a Dossena, era l'idea che Paolo Mario Grassi e Simone Grassi mi avevano confidato.
Intorno alla casetta di Dossena di Maurizio e Grazia, infatti, i fratelli Grassi avevano realizzato una mappa di orienteering che si caratterizzava per dislivelli importanti e ampi prati ma anche per una morfologia interessante e zone tecniche.

In più occasioni sono stato invitato per garette tra amici come 'notturne di San Silvestro' e 'Battistin Fest'. Ricordi stupendi immortalati da foto e brevi racconti come orienteering a Dossena, Dossena 2006 e, a cura di Alessio Tenani, Capodanno in Valle Brembana.


Alla fine ci sono riusciti e, con l'aggiunta della prova sprint a Serina, hanno offerto agli orientisti vogliosi di tornare alla normalità una due giorni di gare stupenda anche grazie a giornate calde e soleggiato.

Come detto si inizia con la 4^ prova di Coppa Italia Sprint di Serina, un piccolo comune con un centro storico grazioso ricco di scalinate e salite spacca-gambe. Il tracciato di Lorenzo Pinna e Tommaso Civera offre diverse scelte e ci porta dal parchetto comunale (4 punti in 100 metri) al centro del paese.
Al mio ritmo riesco a fare una gara senza sbavature, mi sorpassa Giuliano Rampado mentre io riesco a passare Alessandro Selleri e Omar Causin. Con quest'ultimo arrivo al finish praticamente insieme e, non capisco come, per errore prendo i suoi split time.

Assurdo che non mi accorga dell'errore commentando i miei tempi (che in realtà non erano i miei) con l'amico Andrea Gianotti, il quale farebbe registrare uno splendido tempo di 19' salvo scoprire di aver sbagliato la penultima lanterna. Il mio foglietto parla di 25' e soprattutto riporta un errore di oltre 3' alla lanterna 6. Per quanto sia andato piano non mi capacito di averci messo tutto quel tempo, si tratta di un stradina in discesa_
Devo aspettare qualche ora per accorgermi che in classifica il mio tempo di gara è di 20', cinque meno di quanto ci fosse scritto sugli split. Finalmente colgo il malinteso e scrivo subito al Giana sottolineando quanto fossi fuso!

Finita la gara non ho voglia di riprendere la macchina, rifare quei tornanti, tornare a casa, dormire sul divano in taverna (la casa è in ristrutturazione) e l'indomani all'alba rifare il viaggio a ritroso. Trovo in Chiara Magni un alleato con le mie stesse perplessità. Decidiamo di chiamare gli alloggi della zona per vedere se ci sono due posti per la notte. Logicamente le strutture sono piene di orientisti. Al telefono ci rispondono alcuni personaggi bizzarri, ultima tra loro la signora Lucia che ci dice che l'albergo "Tranquilla" è pieno ma ci offre ospitalità a casa sua. Il tutto risulta un tantino curioso e buffo ma decidiamo di accettare di buon grado visto anche il buon prezzo comprensivo di colazione e cena.

Poco dopo Marco Ponteri ci offre alloggio nel suo furgone-camper che ci fa vacillare ma decidiamo di dare una possibilità alla signora Lucia. La scelta alla fine si rivelerà azzeccata anche grazie all'abbondante e ottima cena con casoncelli alla bergamasca, penne al salmone, polenta taragna con brasato e tiramisù o fragole e gelato.
Dopo cena torniamo nell'ampio appartamento a noi prestato che sembra non esser più abitato da dicembre 2010. Per casa sono esposti un paio di addobbi natalizi, agende e calendari del 2009-2010, caffè scaduto nel 2010 e foto in età scolare del piccolo Kevin, il figlio della signora Lucia. Kevin però ora, secondo i racconti della signora Lucia avrebbe 18 anni. La camera del ragazzo però è arredata con giocattoli e vhs di cartoni che mal si abbinano a un diciottenne. La situazione è tra il buffo e l'inquietante. A me e a Chiara frullano per la testa improbabili scenari di cronaca nera che però non turberanno il mio sonno profondo agevolato da un comodo ed enorme letto!


L'indomani, dopo un'energetica colazione, è il fatidico giorno della gara a Dossena.
La mia aspettativa di pratoni e dislivello viene confermata, soprattutto la seconda voce che supera le aspettative. Al posto dei 315 metri di dislivello dichiarato, infatti, alla fine ne farò registrare 533, percependone molti di più. Come mi aveva consigliato Lorenzo Pinna prima della gara mi consolo con delle vedute panoramiche stupende: tutto intorno si possono ammirare alcune cime innevate e vallate incontaminate. 

Le prime 5 lanterne sono tutte in salita e mi servono quasi 50' per completarle. Andando alla 6 mi supera il ticinese Michele Ren già vincitore a Serina con un tempo incredibile. Vederlo correre nel bosco è poetico: bello, magro, leggero ed elegante. Quando mi passa sembra danzare sul terreno, come se non ci fossero sassi ne rami in quel terreno accidentato fuori dai sentieri. Lui è l'immagine che ho io in testa dell'orientista tipo! In quel momento non mi demoralizza la differenza di andature (e di tutto il resto) tra me e lui, ma anzi mi inorgogliosisce la consapevolezza di aver fatto la stessa scelta di percorso. Quel momento dura un attimo perché non faccio a tempo ad arrivare alla lanterna 6 che è già sparito.

La zona con meno prati e sentieri mi restituisce soddisfazioni trovandomi particolarmente a mio agio nella lettura della mappa e arrivando alla 10 senza sbavature. Qui raggiungo Andrea Gianotti e Federico Caldini. Avendo avuto il tempo di studiare la mappa nelle salite parto deciso per il lungo trasferimento che mi porta alla 11. Sono molto soddisfatto della prima parte di scelta di percorso mentre mi rammarico di non aver preso in considerazione le due alternative nella seconda metà di tratta. Alla fine probabilmente le scelte sarebbero state equivalenti, ma non aver pensato che i fratelli Grassi avessero in serbo una tratta con tante alternative mi stupisce.

Il finale di gare è tra le grotte della vecchia miniera e la pista di motocross: nel finale faccio il mio unico errorino, alla lanterna 13, partendo a ovest dimenticandomi quasi della lanterna 14. Il cronometro si ferma sotto le due ore di gara e nel complesso sono soddisfatto della mia prova e più in generale di tutta la due giorni. Tornare a fare orienteering mi mette felicità.


Come spesso mi campita torno a casa con una gran voglia di fare altre gare, allenarmi e magari mettermi a dieta. I soliti splendidi propositi che però spesso disattengo.

domenica 5 aprile 2020

京都市 Kyōto


5 Aprile 2020
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Navigatore: Walter
Aiuti Navigatore: Mariaelena e Zoe
Diario di Viaggio: Gaia
Fotografo: Elisabetta/Alessandro
Musica e cultura del posto: Elisabetta
Gastronomia: Maria

Valerio ci accompagna all’aeroporto e ci augura “Buon Viaggio”


Mentre aspettiamo il nostro aereo facciamo una pausa tea.

Walter ed Elisabetta, che hanno già visitato il Giappone, ci mostrano le tazze originali per il tea ed il pennellino in bambù (che ricorda i vecchi pennelli da barbiere) che serve a mischiare il tea in polvere con l’acqua bollente… mi raccomando DEVE FARE LE BOLLE! Elisabetta lo beve all’italiana.

Maria propone il colino e Gaia mostra l’infusore utilizzato come decorazione per capelli.

Alessandro ricorda che il viaggio che ci porta da Tōkyō a Kyōto è lo stesso ripercorso nel gioco in scatola Tokaido. Durante il trasferimento ne approfitta per parlarci anche di Hanabi, gioco sui fuochi d’artificio che abbiamo fatto poco prima di partire, spiegandoci che l’ideogramma giapponese della parola Hana-bi (花火) significa letteralmente “fiori di fuoco”.



Anche il nome della città di Kyōto (京都市) è formato da 2 ideogrammi: Kyō (京) e To (街) che significano grande città.

Tra parentesi si tratta degli stessi ideogrammi, invertiti, che formano la parola Tōkyō (東京).

Ci prepariamo alla vista curiosando alcuni estratti della città con un’esperienza virtuale di Kyōto.

Finalmente arriviamo alla stazione ferroviaria principiale di Kyōto che, a detta di Walter… 

“da fuori è una cagata pazzesca”

L’interno della stazione è invece più gradevole

Siamo ancora sui binari quando, all’improvviso, vediamo arrivare un treno ad alta velocità tutto rosa: lo Shinkansen di Hello Kitty

Anche se noi non ne abbiamo incontrato nemmeno uno, ci informano che in Giappone ci sono gli spingi-dentro, personale dai guanti bianchi che letteralmente spinge i passeggeri dentro i vagoni della metropolitana (solitamente sono presenti nelle ore di punta).

Su consiglio di Maria decidiamo di avviarci a piedi vero la bettola Hakata-Nagahama-Ramen Miyoshi. Il trasferimento è più lungo del previsto e ad accoglierci c’è una sgradevole puzza di maiale.

Non ci facciamo demoralizzare dall’odore e ci accomodiamo al suo interno assaggiando il rāmen (ラーメン) che, a onor del vero, si rivela DELIZIOSO.

Per dimostrarne l’apprezzamento è usanza ed educazione fare il tipico rumore del risucchio con la bocca mentre lo si mangia. Se non ci si riuscisse, nessun problema, ci penseranno gli indigeni a farlo anche per voi (come è successo a Walter)

Il rāmen ci costa 900¥ (poco meno di 9€). Scopriamo nel frattempo una piccola curiosità sulle monete: i giapponesi sono molto superstiziosi e considerano, misticamente parlando, la loro moneta dorata e forata da 5¥ molto fortunata in quanto “go en”, ovvero 5 yen, potrebbe essere scritto anche come “御縁” e acquisendo il significato di connessione, legame.

Alessandro nota che anche alcune banconote hanno, al centro, un cerchio bianco come fosse, anch’esso, un grande foro.

Andiamo quindi a verificare se questi caratteristici buchi nelle monete hanno un particolare significato.

Scopriamo che la scelta è stata fatta per risparmiare parte dei metalli, spesso preziosi come rame e zinco, riducendo così pesi e costi.

È ora di muoverci verso alcuni dei più importanti tempi della città.

Proprio per via della sua importanza religiosa Kyōto fu risparmiata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e il centro storico è rimasto pressoché intatto. Gli Stati Uniti avevano preso in considerazione l'idea di sganciare sulla ex-capitale giapponese la bomba atomica, centro intellettuale del Giappone, per convincere l'imperatore ad arrendersi. Alla fine la città fu rimossa dall'elenco degli obiettivi e sostituita da Nagasaki.

Il primo luogo religioso che andiamo a visitare è il Tempio Ryōan-ji (竜安寺) famoso per il suo giardino zen.

Sul marmo nero laterale e sulle pietre che circondano il giardino zen NON SI POSSONO METTERE I PIEDI, il rischio, come ci racconta Walter è un SACROSANTO CAZZIATONE!

Il giardino zen ha la ghiaia al posto della terra e ci sono dei massi con del muschio. Questo particolare ordine crea armonia all’interno del giardino. La ghiaia viene rastrellata, il percorso del rastrello fa un movimento circolare, partendo dalla pietra più grande per poi coprire l’intera area del giardino senza soluzione di continuità.

L’effetto finale è che nessun elemento prevale sugli altri, tutto convive in armonia. Questo equilibrio aiuta i monaci nella meditazione mentre contemplano il giardino.

Durante le visite dei turisti, i monaci che vestono gonne-pantaloni arancioni-rosse (come in Saylor Moon), tendono a non mostrarsi.

Elisabetta coglie il momento meditativo per allietarci con la musica tipica giapponese, riprodotta dal suo flauto… “che brava che è a suonare!”

Poi ci mostra il SHAKUHACHI: un flauto ricavato da una canna di bambù che serviva ai monaci per la meditazione e per l’elemosina.

È uno strumento difficile da suonare perché il suono esce solo con una tecnica particolare. Il flauto può avere diverse misure (quello che noi vediamo è uno dei più grandi) e presenta da 4 a 5 fori per le dita nella parte superiore e 1 foro in quella inferiore.

Per ottenere dei particolari effetti sonori, come il vibrato o per cambiare il timbro della nota, l’esecutore muove la testa e modifica la posizione delle labbra.

Il suono del flauto è particolare perché “sporcato” e “vibrato”. È un genere di musica che si concentra maggiormente sugli effetti timbrici che sulle note e la pulizia del suono.


Elisabetta ci legge due storie tratte dal libro 101 STORIE ZEN, il libro si può trovare in PDF qui: link al libro 

Le due storie zen sulla vita sono riportate in questo blog
1) Ryokan, un maestro di Zen, viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capanna ai piedi di una montagna.
Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c’era proprio niente da rubare. Ryokan tornò e lo sorprese. 
“Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare” disse al ladro, “e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo”.
Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò. Ryokan si sedette, nudo, a contemplare la luna. “Pover’uomo” pensò, “avrei voluto potergli dare questa bella luna”.

 

2) Un maestro Zen vide cinque dei suoi studenti di ritorno dal mercato, in sella alle loro biciclette.
Quando arrivarono al monastero, l’insegnante chiese agli studenti: “Perché andate bicicletta?”
Il primo studente rispose: “La bicicletta sta portando questo sacco di patate. Sono contento di non dover portare il peso sulla schiena”. L’insegnante disse: “Tu sei un ragazzo intelligente. Quando sarai vecchio, non camminerai curvo come me”.
Il secondo studente rispose: “Mi piace vedere altri posti, guardare gli alberi e campi lungo il sentiero”. L’insegnante lo elogiò: “I tuoi occhi sono aperti e in grado di vedere il mondo”.
Il terzo studente rispose: “Il ritmo della pedalata fluida libera la mia mente e il mio corpo”. L’insegnante lo applaudì: “La tua mente rotolerà con la facilità di una ruota”.
Il quarto studente rispose: “In sella alla mia bicicletta, vivo in armonia con la natura, l’ambiente e tutti gli esseri senzienti”. L’insegnante disse: “Stai pedalando sul sentiero d’oro della compassione”.
Il quinto studente rispose: “Io vado in bicicletta per andare in bicicletta”. L’insegnante seduto ai piedi del quinto studente rispose: “Io sono il tuo studente”.

 

Ora è Gaia che ci recita un proverbio giapponese:

“Un sorriso nasce dal cuore”

E ce ne dona molti altri.

Anche Maria vuole partecipare e ce ne regala uno dei suoi:

“Se nel futulo vedele tutto gligio… …tu spostale glande elefante!”

Mariaelena e Zoe hanno urgente bisogno di un gabinetto!

Usciamo di corsa del tempio e corriamo alla ricerca della toilette (トイレ) scoprendo che tutti i bagni giapponesi, compresi quelli pubblici, sono molto tecnologici ed hanno una particolarità; un bracciolo dove è possibile azionare diverse funzioni quali: un getto d’acqua calda che simula il bidet, un finto scroscio d’acqua (per coprire scorregge ed il rumore della pipì che imbarazza le donne), un deodorante e una sedia riscaldata.

La forza del getto d’acqua si può regolare. Prestare attenzione alla potenza scelta perché al massimo della forza c’è il rischio di creare l’effetto “Sedile Eject”.

Dopo la meditazione e la contemplazione decidiamo di sgranchirci le gambe con una passeggiata fuori città, nei pressi di Ōtzu (大津市), sul lago Biwa.

Tornando verso Kyōto, Alessandro ci racconta che ad Essen ha comprato alcuni giochi giapponesi della EmperorS4: Hanamikoji, Shadows in Kyoto e Mystery of the Temples. Tutti ambientati a Kyōto e più precisamente a Hanami-koji, (花見麹) la principale via del distretto delle geishe.

Eccoci finalmente nei pressi del santuario Fushimi inari-taisha (伏見稲荷大社), dove è stato girato il film “Memorie di una geisha”. 


Il santuario è molto caratteristico, istintivo per noi immortalarlo da ogni angolazione così come tutte le strutture adiacenti.

In fondo a questa via scorgiamo un muro che raccoglie diverse preghiere.

Subito dopo i bagni pubblici (a destra) inizia il lungo biscione di porte rosse che si snoda sulle pendici della montagna. Queste porte sono chiamate Torii (鳥居) e rappresentano gli accessi a luoghi sacri. Il percorso nella natura attraverso questi pali a supporto di una trave verticale, tutto color vermiglio, è lungo una decina di km e formato da oltre diecimila torii, e rappresenta il connubio uomo-natura. Qui un filmato mentre si attraversano i torii: https://www.sognandoilgiappone.com/kyoto/santuario-fushimi-inari-taisha/ Ai lati del santuario vediamo le statue delle volpi (animale che rappresenta il messaggero della divinità Inari 稲荷) con le chiavi del granaio al collo, in segno propiziatorio. La volpe (Kitsune 狐) in Giappone è un animale sacro dai poteri soprannaturali. Ha la facoltà di cambiare aspetto e assumere sembianze umane, è molto saggia e vigila su cose e persone per proteggerle. È anche simbolo di prosperità e fertilità, nonché di lussuria. La Volpe è anche l’animale totem di Elisabetta, che ci mostra un mandala con la codina (fatto a mano da lei). Ci spostiamo ora al mercato di Kyōto e notiamo che i vengono venduti, allo stesso banchetto, sia prodotti alimentari che altri articoli come gadget, giochi e oggettistica. In questa bancarella vendono anche i daruma (達磨), bambole senza gambe né braccia. Queste hanno un volto stilizzato e gli occhi sono dei cerchi di colore bianco. Usando dell'inchiostro nero bisogna disegnare un solo occhio esprimendo un desiderio; se il desiderio dovesse avverarsi, verrà disegnato anche il secondo occhio. Nel bel mezzo della nostra passeggiata ci raggiunge Claudia, arrivata con un volo privato che la paracaduta esattamente al nostro fianco. Decidiamo di cercare insieme dei dolci tipici giapponesi. I primi che troviamo, questi pesciolini, non sono di nostro gradimento anche perché contrariamente all’apparenza, non sono ripieni di crema di nocciole e cioccolato, ma contengono una marmellata molto dolce a base di fagioli.  Walter e Mariaelena ci consigliano i dorayaki (どら焼き) che effettivamente soddisfano i nostri palati occidentali. Il dolcetto ha aperto una voragine e optiamo per andare a provare le specialità di una gelateria dove Walter e Mariaelena erano soliti fare colazione. Nel tragitto abbiamo l’opportunità di ascoltare musica tradizionale giapponese: flauto e strumento a corde pizzicate con plettri. https://www.youtube.com/watch?v=IITn9XHXT8k La gelateria (https://hirakata46.com/post-3262) che cercavamo è un posto famoso anche per via del suo gelato fatto col maiale fritto. https://www.tripadvisor.ca/LocationPhotoDirectLink-g298564-d3753488-i64106354-Karafuneya_Coffee_Shop_Sanjo_Main_Shop-Kyoto_Kyoto_Prefecture_Kinki.html La vetrina è un menù gigante dove si possono vedere realizzate molte coppe gelato C’è anche quello con la tempura di gamberi (frittura di gamberi). Alcune coppe sono giganti, da condividere, e possono costare anche 400€! Vicino alla gelateria ci infiliamo in una stradina strettissima. Quella dietro al camioncino parcheggiato, parzialmente chiusa dal distributore automatico. Entriamo quindi nella galleria di un mercato coperto dove è possibile fare shopping. Curiosando tra le viette di questo quartiere moderno rimaniamo stupiti trovandoci all’improvviso nel giardinetto di un tempio antico. A stupirci ancora di più è il fatto che le statue di questo tempio, raffiguranti diverse divinità, sono vestite o in parte coperte per non far sentire loro freddo… Scopriamo che questa usanza non è specifica solo di questo tempio ma coprire e proteggere le statue, con vestiti donati dalla popolazione, è usanza molto diffusa. Walter e Mariaelena vorrebbero comprare una di queste statuette ma non trovano abbastanza spazio nel loro bagaglio e quindi devono rinunciare al desiderio.  Anche Elisabetta ne vorrebbe una… Camminando tra le vie della città ci imbattiamo nel Caffè Lucca Qui troviamo il miglior caffè espresso di Kyōto e forse dell’intero Giappone. Immortaliamo anche l’eccentrico proprietario del locale e scopriamo, sorprendentemente, che non è mai stato in Italia!!! Scopriamo alcune curiosità giapponesi, ad esempio che se sporchi la città rischi una multa di quasi 3.000¥. E che in Giappone le persone cercano di non far vedere i liquidi emessi dal proprio organismo, ecco spiegato l’utilizzo così diffuso delle mascherine! Ci dirigiamo verso il Nishiki Market (錦 市場) una stretta strada commerciale di cinque isolate con oltre centro negozi. Oltre ad una tradizionale farmacia giapponese qui trovano spazio esercizi alimentari e gastronomici tanto da donare la mercato il soprannominato di “cucina di Kyōto”. https://www.google.com/search?q=mercato+coperto+kyoto&sxsrf=ALeKk008aVo62Id5pLTYd40wqjHBxjPzNA:1586105304092&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjB6-fZ3tHoAhVNR5oKHQdYAN0Q_AUoAnoECBQQBA&biw=1920&bih=968#imgrc=bceTQ--7Jy83EM&imgdii=GPA7s_CKo5xxVM Troviamo subito dei dolcetti a forma di riccio Degli spiedini di polipetti Un ristorante dove fanno cucina flambé …e un ambulante di strada che prepara delle polpette di polpo: https://youtu.be/YU2HNY-rvvQ Ci facciamo subito girare la ricetta: https://www.cookist.it/takoyaki/ A proposito di cibo Elisabetta ci mostra il libro Jirō e l'arte del sushi Malgrado i tanti mercatino visitati Claudia riflette su quanto i prezzi medi qui in Giappone siano elevati, ad eccezione di alcuni negozietti, e quindi non sia possibile fare dello shopping sfrenato Ci fermiamo a guardare come viene fatto il rāmen flambé https://www.youtube.com/watch?v=HPeJRlEiSaA Abbandoniamo i negozi gastronomici e ci prepariamo a tornare a casa. Elisabetta ci mostra i Taiko (太鼓), strumenti musicali giapponesi. I Taiko sono degli enormi tamburi con membrana di pelle che tradizionalmente erano utilizzati in guerra per dare comandi all’esercito o per spaventare i nemici. Assistiamo ad una rappresentazione: https://www.youtube.com/watch?v=C7HL5wYqAbU&list=RDC7HL5wYqAbU&start_radio=1 Elisabetta ci racconta anche un’antica leggenda sui Taiko che narra la loro nascita: http://win.ilguerriero.it/codino/cultura/taiko.htm In un remoto passato, il dio dell’uragano Susanowo-no-Mikoto decise di lasciare la propria dimora per andare a devastare la terra. La sua collera impetuosa sconvolse anche la sorella, dea del sole, Amaterasu Ohmilkami, che, terrorizzata, trovò rifugio in una caverna davanti al cui ingresso fece rotolare un pesante masso e si ripromise di non uscire più da quel rifugio. Così calò sul mondo un buio totale che favorì l’uscita dai loro nascondigli dei diavoli i quali, con la protezione del buio, poterono girovagare indisturbati sulla terra. Tutti gli dei della terra e del cielo capirono che ogni forma di vita sarebbe stata irrimediabilmente condannata se la dea del sole non fosse nuovamente uscita dalla caverna in cui si era rifugiata. Così andarono davanti all’entrata della caverna per cercare di far ragionare la dea, pregandola e infine arrivando addirittura a minacciarla. Sembra che alla fine fossero riusciti a spostare l’enorme masso che ostruiva l’entrata alla caverna, ma la dea non voleva saperne di uscire. A questo punto pareva davvero che tutto il creato fosse destinato a soccombere sotto le ire del dio della tempesta e a quanto egli aveva scatenato. Gli dei non sapevano che fare e, mentre cercavano una soluzione per convincere la dea del sole ad uscire, si fece largo in mezzo a loro Ame-no-Uzume-no-Mikoto. Questa era una piccola dea, ormai vecchia e piena di rughe che dichiarò davanti a tutti che sarebbe riuscita a far uscire Ameterasu dalla caverna. Naturalmente gli dei più potenti la guardarono con superficialità, sogghignando per le dichiarazioni di quella piccola e insignificante dea. Ma questa non si perse d’animo, sorrise loro e si avviò verso una enorme botte di sakè, la capovolse e ci saltò sopra, iniziando a danzare selvaggiamente, quasi senza controllo. I suoi piedi si muovevano freneticamente sulla botte di sakè, con un ritmo martellante, producendo un forte e violento suono che mai si era sentito prima. Quel ritmo frenetico cominciò a coinvolgere anche gli altri dei, tanto che in breve tempo tutti i presenti avevano cominciato a muoversi, a ballare e cantare, trascinati da quei suoni e ritmi incalzanti della dea Ame-no-Uzume-no-Mikoto. Quel suono così forte si propagò per tutta la terra, tanto che Ameterasu Ohmikami, la dea del sole, non poté fare a meno di affacciarsi dalla caverna e, vedendo tutti quei volti gioiosi, ritornò sulla terra ridandole finalmente la luce. Susanowo-no-Mikoto, il dio della tempesta, fu esiliato. Ci rendiamo conto che è ormai tardi, anche Amaterasu Ohmikami sta scendendo a riposarsi, dobbiamo correre a prendere il nostro aereo. Non abbiamo fatto a tempo a vedere il Kinkaku-ji (金閣寺), ovvero il Golden Pavilion Temple, ma siamo convinti di aver comunque fatto uno splendido viaggio in ottima compagnia… Ci vediamo a Stockholm!

martedì 29 ottobre 2019

Essen 2019 - Resoconto finale

Dopo aver descritto i giochi provati a Essen (day1, day2, day3, day4) passiamo al contorno.

Intanto vi propongo due video per entrare in clima: Internationale Speiltage e Spiel Messe Highlight

L'edizione 2019 è stata personalmente impegnativa ma molto positiva.
Come ogni post fiera sto leggendo commenti del tipo: "è stata un'edizione sotto tono" "sono mancati i capolavori", più o meno le stesse frasi di ogni anno, spesso pronunciate o scritte da chi non c'era.

Io ho riempito il bagagliaio della macchina con tanti giochi, alcuni per me ed altri per amici meneghini. Nel complesso sono soddisfatto di tutto: viaggio, compagnia, serate e giochi acquistati.

Il viaggio: per il secondo anno consecutivo optiamo per la soluzione in auto. Certo faticoso, ma al momento mi pare ancora la scelta migliore, viaggiando di notte si evita il traffico, ma non i tanti cantieri, inoltre si possono portare a casa tanti giochi. I cambi alla guida (grazie ad Anto e Claudia) hanno reso il tutto fattibile (grazie anche a Maria per l'intrattenimento). Per l'occasione abbiamo anche passato gran parte del viaggio ascoltando i podcast di Radio Goblin, a qualcuno sono venuti anche a noi...

La compagnia: come detto ho condiviso il viaggio con Claudia (2^ Essen), Maria e Anto (esordienti). Una bella scommessa viste le  esigenze differenti. Al gruppo si è aggregato Oscar (esordiente), mentre completavano l'appartamento  di Anjelica i gobin Agz, Killa, Tania e Paolino (4° al torneo di Carcassonne, complimenti!). La convivenza (malgrado i soli due bagni) è stata perfetta e colorita dalle diretta sul vlog de La Tana dei Goblin di Agz e Killa che si chiudevano in cucina. In fiera poi ognuno per la sua strada, i primi giorni ho fatto un po' da traduttore e cicerone per gli esordienti, col tempo sono invece diventati autonomi.

Sabato mi sono perso la tradizionale foto di gruppo Goblin perché impegnato al tavolo di Cooper Island, nel complesso comunque mi sembra di aver incontrato meno amici del solito. I più incrociati sono stati Pupina e Davide, GrandeMu, Pennuto e il suo team. Qualche incrocio con Plombiers e Nonna Papera, un saluto a Iago, Omopelo, 1bez e TexWiller. Tra i meneghini ho incrociato Gionata e Francesca, Pierino, Inzi e i torneisti: BlackIndy, Fedone e Alberto (sesti agli European Master, complimenti!), infine Ilaria e Sante. Ho incrociato di sfuggita il Giullare Barbuto mentre non ho visto Damiano e Luca ma nemmeno MDM e Giulio quest'ultimo che era nell'appartamento sotto al nostro. Mi ha sedotto e abbandonato il buon Aibi che mi aveva promesso una toccata e fuga. Ho visto da lontano anche Matteo di Brescia.
Ultimo, ma sempre piacevole incontrarlo, è Ken (quello vero) from USA. Ci si vede una volta all'anno, sempre qui ad Essen, ma è sempre una festa! Con lui sono riuscito ad intavolare quattro partite a quattro giochi.

Le cene: quest'anno tutte le cene in posti diversi. Partiamo con Don Camillo, classico e comodo perché sotto casa di Anjelica, cucina italiana e la possibilità di ridere e scherzare facendo il solito casino. Le cozze iniziali sono sempre derise ma poi apprezzate da tutti.
Le altre serate in posti tipici tedeschi cominciando dal periferico e tranquillo (almeno prima che arrivassimo noi) Zum Bluechertum; adoro questo posto crucco fino al midollo, nessuno al suo interno parla inglese, gli orari sono tipici tedeschi, alle 21 chiude la cucina, e il menù tipico m scritto solo in crucco.
Sabato passiamo al centralissimo Balkanhof, posto ormai storico per noi della Tana perché è uno dei pochi che ci accoglie anche se siamo in tanti e chiamando all'ultimo, l'ambiente è accogliente e ha salette che permettono di ritrovaci raccolti, l'acustica è migliore degli altri due posti e sembra di far meno casini, qui ho rivisto con piacere Nicola (tdg Cagliari) ormai trasferitosi in Finlandia.
Ultima sera, già sulla strada di casa, in un posticino molto grazioso che se capiterà tornerò a visitare: Gasthaus: Au den 12 Uhren, locale trovato da Claudia, non lontano dall'autostrada e a una trentina di minuti dalla fiera: ambiente familiare, caloroso, cucina tipica, gestito da marito e moglie sorridenti. Indimenticabile la mia forella, non so perché ero convinto fosse una cotoletta invece forella in tedesco è trota.

Giochi acquistati: anche quest'anno la lista non è corta, qualche gioco vecchio recuperato a buon prezzo, diverse promo ed espansioni ma soprattutto molte novità che spero di giocare a breve. Faccio una rapida carrellata:

Giochi
ESPANSIONI, PROMO e ACCESSORI

SPUNTI
Ho perso il conto delle volte che sono stato alla fiera di Essen ma ormai ho le mie convinzioni, una di queste è l'interesse verso i padiglioni 4 e 5. Qui passo la maggior parte del tempo controllando gli editori minori, quelli orientali, quelli esotici e quelli che probabilmente non sbarcheranno nel mercato italiano. Gli inflazionati e affollati padiglioni 1, 2 e 3 li passo velocemente per rapidi commissioni, ormai anche gli sconti Heidelberg e Spiele Offensive mi lasciano freddino, senza parlare del tunnel dell'amore che ormai ha perso tutto il suo fascino, quest'anno ci sono entrato, e l'ho girato in 30" un attimo prima della chiusura della fiera, quando ha messo il 50% sui prezzi già molto bassi, ma nulla, ormai solo invendibili. Nel padiglione 6 invece troviamo principalmente miniature e anche qui ci passo di sfuggita. Quest'anno hanno riaperto l'entrata Nord e questo ha dato un po' più di respiro a tutto l'ambiente.

Guardaroba, spedizioni, galleria e bagni. Devo dire che per essere una fiera la SpielMesse di Essen è proprio ben organizzati, da quest'anno il guardaroba offre anche il servizio di deposito giochi appena acquistati, una bella comodità che ha ridotto il numero di carrelli che avevo visto gli altri anni. Altro supporto per i visitatori è il servizio di spedizione, in fondo al padiglione 4 infatti c'è uno stand che raccoglie e spedisce scatoloni in tutto il mondo. All'interno della fiera poi ci sono diversi bagni, non tantissimi per la verità ma costantemente puliti dal personale predisposto. Anche se i prezzi non sono bassissimi troviamo, specie nella galleria, diversi chioschi dove poter mangiare, bere e il giusto spazio per sedersi un attimo.

Altro tema dibattuto e quello dell'ultim'ora della domenica. Il momento dove si possono fare affari; non ovunque e non sempre, sia ben chiaro. Spesso però facendo offerte in gruppo, al momento giusto e al posto giusto, si riescono a portar via giochi a prezzi pazzi. Ricordo gli acquisti di gruppo per Olifield nel 2016 o per Verona Twist lo scorso anno dove ci siamo fatti fare degli sconti incredibili (pazienza se ne ho dovute comprare 20 copie e molte mi sono rimaste sul groppone per mesi). Quest'anno si è provato a fare un acquisto di gruppo da Capstone Games (Bus, Maracaibo e Cooper Island) chiedendo il 50% ma logicamente ce lo hanno negato, mentre con orgoglio sono riuscito a portarmi a casa il ricercato Isaribi e l'espansione di Age of Empire III a 25 €.

Come sempre a Essen si possono trovare giochi vecchi, cioè dal 2018 e precedenti, in super offerta (alcuni anche a 2/3 €). Mentre i giochi nuovi hanno prezzi alti, consapevoli che il prossimo anno molti si potranno ritrovare a molto meno.

In questi giorni di fiera ho anche sentito dire che ormai il kickstarter, e in generale gli ordini su Internet, faranno morire le fiere come Essen. Personalmente trovo la cosa impossibile, o per lo meno non nel breve. Ogni anno il numero di metri quadrati, di visitatori, di editori e di giochi (oltre 1.200 nel 2019 ) presenti in fiera è in aumento. Senza sottovalutare che il mercato retail a volte è più tempestivo dei kickstarter e che permette la prova del gioco e la verifica della componentistica.

Anche quest'anno non potevano mancare un paio di peripezie. La prima ha rischiato di non farmi arrivare ad Essen perché, un'ora prima di partire, quando ho prelevato, il mio portafoglio è caduto dentro una grata non rimovibile. Per fortuna ho chiamato rinforzi (IL SOCIO) che con i pali delle lanterne da orienteering è riuscito a recuperare il portafoglio (documentato nelle foto sotto). La seconda disavventura riguarda il flash che ci ha abbagliato in autostrada in Svizzera e che di solito si traduce in letterina dal tal Cantone con relativa multa.

Un momento simpatico è stato quando, camminando per i padiglioni, ci siamo imbattuti in una scatola del gioco Essen the Game, non ricordo chi mi strattona per un braccio, mi ferma e mi dice: "quel gioco ha rubato l'immagine della nostra manifestazione Essen@Milano".

Cose utili da appunarsi:
  • il pass auto (fondamentale, non so come riuscirò a farne senza il giorno che capiterà)
  • un marsupio (ormai ho abbandonato carrelli ikea e zaini, specie quando si ha la macchina sotto la fiera)
  • una ricarica per il cellulare
  • la compagnia giusta
  • un thermos per il caffè
  • un panino fatto fuori dalla fiera la mattina (meglio evitare code e prezzi da fiera, portarsi un panino dalla bäckerei sotto casa è la soluzione migliore)




Questi i nuovi giochi provati nell'immediato dopo Essen:

44. Tal Der Wikinger - 2019 - HABA - 6.5
Giocato subito lunedì con i bimbi che si sono divertiti prima a costruire le navi vichinghe e poi a giocarlo. Giochino di tattica e abilità, vincitore anche del Kinderspiel des Jahres Kritikerpreis. Si tratta di cimentarsi nella tradizionale gara di "butta giù il barile". Due regolette e si inizia a giocare. Un gioco che fa molto bene il suo anche se non passerà alla storia.


45. Terramara - 2019 - Quined - 7.5
Tanta aspettativa per questo gioco da molti già apprezzato. Al mio tavolo il gradimento è stato freddino, un buon gioco che non ha entusiasmato, a me invece è piaciuto e voglio farci presto una nuova partita. Tante le cose da approfondire come la forte asimmetria con i poteri iniziali che determinano poi la strategia da seguire; simpatica anche la scelta di perdere il proprio bonus trasformandolo in versione adulta. Le tante tessere non utilizzate mi fanno pensare anche ad un gioco molto longevo e lo studio delle varie track mi affascina perché mi paiono tutte molto importanti. Un gioco non semplice, ma che diventa fluido una volta compresi flussi e iconografia.

46. Sprawlopolis - 2018 - Quined - 6
Gioco di carte compatto che inaugura una nuova serie della Quined: giochi veloci, tascabili a prezzi contenuti. Si tratta di un mazzo di poche carte con un regolamento e dei segnapunti. Cooperativo, si può giocare fino a quattro giocatori; personalmente lo trovo altrettanto valido e interessante in solitario. Le prima tre carte determinano le regole del gioco, che ogni volta saranno diverse e questo fornisce un po' di longevità; inoltre le stesse regole potrebbero tra loro ostacolare la strategia da seguire. In modalità cooperativo vige solo la regola di non far vedere la carta in mano ma viene stimolato il dialogo e il confronto tra i giocatori. 


47. Circle the Wagons - 2017 - Quined - 7
Mentre leggevo le regole sono rimasto incredulo nel constatare che si trattasse di un gioco identico a Sprawlopolis: unica differenza, questo è competitivo e si gioca solo in due giocatori. Approfondendo ho scoperto che, anche se nella nuova collana della Quined viene dopo a Sprawlopolis, in realtà è un gioco più vecchio. Strategicamente lo trovo anche più interessante perché a ogni turno mette i giocatori di fronte ad una scelta che determina non solo il proprio risultato, ma anche quello dell'avversario. Un giochino da pochi minuti con pochissima ambientazione, ma che richiede un minimo di valutazione. Già fatte tante partite in famiglia e alla fine è diventato il nostro preferito tra i tre giochini compatti.

48. Era of Tribes - 2019 - Black Beacon Gams - 8
Fantastico gioco che richiama il vecchio Advanced Civilization ma che elimina le tante carte (sviluppi tecnologici e commercio) ma aggiunge una parte di combattimento molto più articolata che, a mio avviso, strizza l'occhio all'idea di Cry Havoc. Un concentrato di civilizzazione che rimane comunque bello lungo, eliminando la parte di contrattazione commerciale e inserendo una meccanica di sviluppo tecnologico molto interessante e originale. Un gioco che necessita di molte partite per essere padroneggiato ma che ha tutto per piacere agli amanti del genere, anche se l'inserimento di tre dadi potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

49. Stew - 2018 - Quined - 5
Terzo e ultimo giochino di carte della Quined. In comune con i fratellini ha: l'ambientazione inesistente, un piccolo mazzo di carte e un regolamento semplice. Il gioco è elementare tanto da apparire banale. Si tratta di preparare un minestrone senza dimenticare però di nutrire gli animali presenti nei dintorni e il vagabondo. A mio avviso è molto difficile riuscire ad avere un controllo sul gioco (anche nella versione a due giocatori) e questo lo rende casuale. La partita termina nel momento in cui un giocatore dice "stop", immaginate un po' la meccanica del sette e mezzo. Adatto a tutte le età e semplice da intavolare anche se comunque non so quante volte mi verrà voglia di cucinare.

50. Chai - 2018 - Quined - 6.5
Il gioco sui the. Puccettosissimo, con materiali gradevoli, piastrelle colorate, carte fumettose, tazzine di the di gomma, un tappetino (è un extra) che fa da tabellone e apparecchia la tavola attirando tutti i giocatori. Sì, il colpo d'occhio è il valore aggiunto di questo gioco che risulta poi essere gradevole anche se non così originale e imperdibile. Semplice e adatto ad ogni età è mio avviso perfetto per attirare ad un tavolo di gioco chi solitamente non ne è molto avvezzo.

51. Point Salad - 2019 - Alderac Entertainment Group - 6.5
Andato esaurito il giovedì ad Essen, questo giochino di carte, ha saputo conquistare tutti quelli che lo hanno provato; be', quasi tutti. Io sono rimasto freddino, ma in famiglia e in associazione è piaciuto a molti. Il gioco si spiega in pochi minuti, le carte hanno due facce, una che determina in che modo il giocatore che se la aggiudica farà punti vittoria e il secondo lato con una delle sei verdure raffigurate. Al proprio turno un giocatore potrà prendere una carta punti oppure due carte verdura. Devo ammettere che una partita tira l'altra e vedere anche mio figlio giocarlo con piacere ed allenarsi in matematica mi ha favorevolmente impressionato.

52. Barrage - 2019 - Cranio Creations - 9
Finalmente, dopo tanta attesa è arrivato e sono riuscito a provare Barrage, lo dico perché era da prima di Essen 2017 che lo tenevo d'occhio con interesse anche se nel frattempo, più che del gameplay, si è parlato di problematiche di altro genere. In questo caso però l'effetto 'purché se ne parli' è stato a mio avviso una grande pubblicità.
Partendo dai materiali non posso che concordare su molte perplessità rimanendo allibito per le 'gocce inutilizzabili' (già sostituite nelle nuove edizioni) e i macchinari inutilmente particolareggiati ma poi in numero insufficiente. I pezzi differenziati per ogni fazione sono un orpello non indispensabile, il tabellone è cupo e non di immediata lettura ma in poche partite sono certo risulterà familiare.
Detto questo il gioco è godibile, punitivo, stretto, strategico e tattico. Amo anche io le fazioni asimmetriche, ma dopo una partita non mi permetto di parlare di bilanciamento, anche se ho già maturato delle prime preferenze. Il gioco necessita di un minimo di esperienza, piazzare dighe o fabbriche al posto giusto e al momento giusto è fondamentale, così come risolvere contratti e far girare le rondelle.
Ho apprezzato meno la concessione finale di punti bonus (pochi) per le 'frattaglie' avanzate, lo trovo un contentino che premia chi non ha massimizzato la propria produzione. Altre evidenti critiche non ne trovo, anzi muoio dalla voglia di rigiocarci perché è un gioco (come dovrebbero essere tutti) che necessita di diverse partite per essere compreso e padroneggiato con maggior cognizione.
I paragoni con Terra Mystica e Brass mi sono parsi eccessivi. Sì, un paio di cose in comune ma il gioco non fa il verso a nessuno e anzi direi che splende di luce propria.
Al momento parto con una valutazione complessiva alta (9) ma sono desideroso e curioso di rigiocarlo più volte per emettere la sentenza: 'fu vera gloria'?

53. Mysthea - 2019 - Tabula Games - 8.5
Gioco di maggioranze molto interessante con card driver. Personalmente mi ricorda Blood Rage ma lo trovo più pimpato. Offre tante opportunità strategiche, migliorie, espansioni, battaglie (che però come in Scythe non sono così preponderanti e frequenti).
Una spolverata di cooperazione per sconfiggere i mostri, per il resto sono botte da orbi anche se spesso subdole, ovvero avvengono per il sorpasso in quella maggioranza preziosa o il riposizionamento dei territori. I differenti poteri dei leader aggiungono ulteriore variabilità ad un gioco già molto ricco. Promosso.



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giovedì 7 febbraio 2008

Altre schifezze...

Dopo la prima trance di ristorantini consigliati, e visto il gradimento che mi avete segnalato, vi giro altri posticini da provare:

BELVEDERE – Ristorante – Situato sopra Cogne, a Gimillan, vicino al ripetitore che domina tutta la stretta valle. Come dice il nome la vista è spettacolare e grazie ad un’ampia terrazza si può apprezzare l’inizio del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Consigliatissimo. La specialità è la Raclette! I prezzi non sono bassissimi. Antipato (ottimi), secondo con contorno, vino e caffè sui 30 Euro * tel.0165-751812 e 0165-74059 – sito - Frazione Gimillan, 79 Cogne AO

AUTO CLUB – Ristorante Pizzeria – Un tempo c’era proprio un AutoClub in questo negozio all’angolo, poi il gestore si è stancato e ha cambiato; ora, mantenendo il nome originale, c’è un particolarissimo ristorante, pavimento con sanpietrini in stile vie del centro; come arredamento pezzi di motore e altre diavolerie meccaniche, ma in mezzo un accogliente forno a legna. Un posticino carino da scoprire, ottimi i piatti e squisità la simpatia del gestore e delle cameriere. Prezzi bassi per le pizze e in media-Milano per il risotrante. E’ in zona Ospedale Maggiore * tel.02-66106110 – Via Graziano Imperatore, 33 Milano

HOTEL GENZIANELLA – Trattoria – Che mangiata! Polenta, antipasti, carni… tutto molto buono, ad esclusione dei dolci e della cortesia… I valdostani si sono mostrati spesso un po’ scortesi. “Il turista viene anche se non lo tratto bene”. Questo sembra il modo di comportarsi di molti commercianti. Atteggiamento che ho riscontrato spesso in Liguria e che spiacevolmente ho ritrovato in diversi posti valdostani. Non fa eccezione questo ristorante, ed è un peccato perché la cucina è molto soddisfacente e il clima accogliente. Prezzi ragionevoli, da andarci anche per lo spettacolo che si può dominare dal Belvedere, piccola terrazza naturale di fronte al complesso del Monte Bianco raggiungibile con una breve e pianeggiante passeggiata di 15 minuti. Il ristorante si trova 10 minuti da Morgex subito dopo Arpy * tel.0165-841689 – Colle San Carlo, Morgex AO

LA MAGOLFA – Pizzeria Spaghetteria – Una volta vi ho parlato della Magolfa di Via Orti, ho capito che si tratta solo del figlioccio di questa spaghetteria in zona Navigli. Gestita da egiziani (credo) è un ottima pizzeria/ristorante dove il servizio è cortese, i prezzi sono bassi e la cucina niente male. E’ nelle viuzze interne e quindi non c’è la vista sul Naviglio, ma ve la consiglio ugualmente. Spesso organizzaimo degli Hash con ritrovo proprio lì. Locale caratteristico della vecchia Milano, pizzeria con forno a legna, veranda coperta e giardino estivo * tel.02-8321696 – Bia Magolfa, 15 (Navigli) Milano

LA CASA NEL BOSCO – Ristorante – Imboscato, dietro il colle Maddalena e un po’ fuori dal mondo, c’è questo bel ristorantino bresciano dove non raramente svolgono cene con delitto. La cucina è apprezzabile anche se i prezzi non sono bassi. Locale elegante con una buona cantina di vini, consigliato, chiuso il lunedì * tel.030.2533220 - sito – Via Maddalena, 410 Nave BS

SAN MARCO – Ristorante – Non stiamo parlando di Venezia, anche se il nome e il bigliettino lo lascerebbero supporre, ma più semplicemente di un ristorantino ad Arosio sulla via Valassina. Personalmente lo trovo ideale per grandi compagnie, ci vado ogni tanto con gli amici del basket, pizze ottime, come i dolci! Pesce molto fresco. Nella Brianza sono sparzi altri 4 ristoranti dello stesso gruppo a Erba CO (Ristorante San Marco e Locanda Grighelon) a Oggiono LC (Miravalle Ristorante San Marco) e a Mozzate CO (Ristroante San Marco). Chiuso il mercoledì * tel.031-764056 – Via Don Sirtori, 1 Arosio CO

ADVENTURE KITCHEN – Ristoro con cucina - All’interno del Rifugio del Parco Monte Moria c’è questo ristorante. Ambiente molto familiare, molta cortesia e prezzi bassi, salone grande. Ideale per divertirsi in compagnia. Il Rifugio è completamente immerso nel Bosco del Monte Moria ed è isolatissimo * tel.0523-909019 – sito – Località Morfasso (PC) a 15 km da Castell’Arquato PC

LA MIRANDOLINA – Ristorante Osteria tipica trentina – Per la prima volta vi parlo di un ristorante che non ho provato, ve lo consiglio solo per l’ubicazione e l’ambiente. E’ posizionato sopra Passo del Tonale, sulla stradina che porta al niente, verso nord… Il locale sembra scavato in una grotta, proprio carino, d’estate da lì partono diverse belle passeggiate, mentre d’inverno è a pochi passi dalle piste da sci, a oriente di quelle più ad oriente… * tel.0364-903933 – sito – Località Ospizio, 3 Passo del Tonale TN

PLANET ASIAGO – Ristorante – Ottimo e semplice ristorante nel nuovo complesso di Asiago. Grande salone, adatto per grandi compagnie, ottima la pizza, sotto c'è il Bowling è vicino al Wine Bar Falco Rosso, un ottimo pub * tel.0424-64431 – Via Rendola, Strada Asiago-Gallio Asiago VI

CAIRONI – Caffè Ristorante con Alloggio – Siamo a Bergamo, abbastanza in centro in una via tranquilla, qui troviamo questo semplice ristorante, luogo accogliente ma non lussuoso, esercizio famigliare con tanti piatti tipici, prezzi ottimi 5 Euro i primi e 8 i secondi, ve lo consiglio anche perché la cucina non è male, io come al solito mi sono orientato suoi casoncelli… Chiuso il lunedì * tel.035-243083 – Via Torretta, 6B BERGAMO

SPORTING – Ristorante Pizzeria – E’ il mio ristorante preferito di Ponte di Legno, e non si può dire che non ci sia un’ampia scelta (posti come Il Ceppo, La Brasa, Il Tabià ecc…). Ma lo Sporting resta il migliore, camerieri simpatici, gli stessi da 20 anni(!), menù sulla lavagna, ampissima la scelta dei primi e dei secondi, tutti molto buoni e tipici. Locale veramente accogliente che prepara anche ottime pizze, gradita la prenotazione, specie il venerdì sera o il sabato sera. Consigliatissimo non farete brutta figura, il ristorante non ha prezzi bassissimi, 6/7 Euro un primo, 10/14 un secondo. Si trova in Zona Piscina. Chiuso il martedì * tel.0364-91775 – Viale Venezia, 46 Ponte di Legno BS

TRATTORIA DEL CACCIATORE – Trattoria – Se nell’ultima recensione vi avevo parlato della Trattoria Croce Bianca (che rimane la mia preferita) definendola molto alla buona, è perché non avevo ancora visto questa! Incredibile, il bigliettino da visita logicamente non esiste, la scelta del menù è tra il paio di piatti che i gestori hanno voglia di fare, il servizio è ‘spontaneo’, nel senso che è sempre cortese ma a volte inopportuno o meglio bizzarro… del tipo abbiamo chiesto: “Ci sono dolci, torte?” “Non lo so vado a chidere – poi torna – No, non so perché ma mio papà oggi li ha già venduti tutti” (!?!?), ecco bizzarro… Il cibo comunque è buono e gli antipasti straabbondanti, da andare a vedere… cucina tipica piacentina * tel.0523-371186 – Via Mazzini, 35 San Giorigio PC

TRATTORIA TOSCANA – Trattoria – IL MIGLIORE DI QUESTA PAGINA! Dopo questa chicca piacentina non potevo che riportare la mia preferita trattoria di Milano, si trova in Viale Molise, è a gestione familiare, ai fornelli il signor Marino e ai tavoli la squisita moglie, un posto d’ecisamente d’altri tempi segnalatomi anni fa da Laura, tavoli con la classica tovaglia a quadrettoni, vino rigorosamente sfuso, clientela… anche quella d’altri tempi. Ma la cucina e la cortesia rimangono spettacolari. Non c’è mai ampia scelta nel menù, piatti semplici ma sostanziosi, come i dolci… un altro posto che non mi farei sfuggire. Manco a dire che i prezzi sono contenutissimi. Specialità cacciagione. Chiuso la domenica. spettacolare il bigliettino da visita scritto a mano… * tel.02-55195935 – Viale Molise, 61 MILANO

CELTIC SOUL – Restaurant con Pizzeria – Arredamento eccentrico, ristorante celtico, situato in una zona della città un po’ infelice, il locale però è accogliente, ottime le pizze. Nel complesso caruccio ecco il sito. Chiuso il martedì * tel.02-8240500 – Via Isonzo, 16-18 Quinto Stampi di Rozzano MI

RISTORANTE LE GIRAFFE – Ristorante – all’interno dell’UCI Cinema di Paderno Dugnano. Pizzeria e ristorante, niente di speciale ma la cucina non è male, ideale per le attese pre-spettacolo, non è uno di quei posti con le pizze di plastica in stile americano, se vi capita fermatevi senza timori - sito – Via Brasile, 4 nel Centro Le Giraffe Paderno Dugnano MI

EL BIÖL – Bar Ristorante – E’ una casetta defilata, isolata, nella bassa valle, spettacolare d’inverno in mezzo alla neve. Ambiente grande ideale per compagnie numerose a gestione famigliare, cucina tipica, affettati saporiti e ampia vasta di grappe. Un tipico posto di montagna, caruccio. Gradita la prenotazione * tel.0364-906147 – Via Cavaione di Fuori, 32 Temù BS

martedì 18 dicembre 2007

Un po’ di schifezze...

Per non postare un pezzo dopo ogni sera passata a mangiare fuori, ho raccolto tutti i migliori (e il peggiore) ristorantini e pizzerie provati in questi ultimi tre mesi e li ho elencati qui:

RED SKY – Pizzeria Ristorante partenopeo. Locale molto grande, servizio veloce. Prezzi nella norma, dalle pizze economiche (4 euro) a menù più complessi: antipasti, primi, secondi. Molti dolci sono fatti in casa e il carrello degli antipasti è apprezzabile, buona cucina. Due forni a legna, chiuso il lunedì e il sabato a mezzogiorno. Se passate da quelle parti non disdegnatelo, vicino alla Milano-Meda * tel.0362-554250 cell. 338-5637060 – Viale Merano, 14 Valera di Varedo (MI)

BREK – Ristorante. Dev’essere una catena, io vi parlo di quello a Venezia vicinissimo alla stazione. All’ingresso c’è un bancone per le consumazioni più veloci al tavolo: aperitivi, cioccolate… sul retro c’è il ristorante a self-service. Locale ampio e comodo (specie per Venezia), abbastanza pulito (specie per Venezia) * tel.041-2440158 – Cannareggio, 124 Lista di Spagna Venezia

AL PORTICO – Ristorante Pizzeria. Locale semplice, ampio, pezzi bassi, pizza buona con forno a legna, dalle parti di Affori/Novate, vicino a via Bovisasca, Centro Commericale Metropoli. Specialità pesce e carne alla griglia, anche se io non l’ho assaggiata * tel. 02-33200500 – Via Cicogna Mozzoni, 3 Milano

CROCE BIANCA – Trattoria. Consigliatissima, casualmente uscendo dalla Milano-Torino ci siamo diretti in questa trattoria. L’oste ci accoglie chiedendoci se vogliamo qualche schifezza, e ci riempie di ogni tipo di antipasto: sottolio, affettati… tutte porzioni incredibilmente abbondanti e squisite... le acciughe da 10 e lode. Poi arrivano i primi, poca scelta ma sempre squisiti. Anche i dolci non sono male, alla fine, il solito oste che per tutta la cena ci ha divertito con i suoi giochi e scherzi da oste/pestigiatore ci fa pagare a testa, a prescindere da quello che abbiamo preso, 15 Euro! Posto poco turistico, alla fine ho chiesto il bigliettino da visita e me ne ha dato uno con dietro il calendario del 2004…* tel.0161-720985 – Via Umberto I, 6 Greggio (VC)

IL BISOGNO – Ristobirreria del 1982. Per bere nel vasino da notte… proprio così, le portare vengono servite nel vasino da notte. C’è un po’ di tutto, da bere, da stuzzicare e un'ampia gamma di primi freschi… io ho fatto una gaffe chiedendo se i primi erano surgelati. Posto comunque giovanile e carino, da provare * tel.011-9586436 – Via Rombò, 44 Rivoli (TO)

LA BRUSCHETTA – Ristorante Pizzeria. Squisito ristorante nel centro di Bergamo (città bassa), elegante e ben arredato con piatti tipici, prezzi alti: i primi dagli 8 Euro in sù, i secondi dai 12 Euro… ottimi i piatti tipici dai casoncelli alla polenta con funghi. Spettacolare il risotto ai fughi servito in un piatto di grana… buone e molto più economiche le pizze. Consigliato. Chiuso il lunedì * tel.035-221265 – Via Guglielmo D’Alzano, 1 BERGAMO

LA VOLTA DEL VESCOVO – Ristorante, Ricevimenti. Ideale per ricevimenti, io ci sono stato per il matrimonio di Ale e Ste. Ambiente elegante, bello e spazioso con vasto parco. Cibo molto buono. Aperto non solo per i ricevimenti. Da provare ma non ho idea dei prezzi * tel.0523-380700 – www.lavoltadelvescovo.it – Via Moizo, 24 inizio Strada Valnure PIACENZA

TRATTORIA DEI CACCIATORI – Trattoria. Si mangia di brutto! Antipasti ricchissimi, come i primi e i secondi, io ci sono stato per un addio al celibato. Non hanno mai mancato di riempire le caraffe e offrire bis a chi li richiedeve. Sfilata di cameriere molto carine. Noi abbiamo mangiato troppissimo e con ciupiti vari abbiamo speso 35 Euro a testa, consigliatissimo. Gradita la prenotazione. Chiuso la domenica * tel.039-870785 – Via dei Mille, 1 Brugherio (MI)

LA FAVORITA – Ristorante & Equitazione. Non mi era mai capitato di star male da tanto avessi mangiato, ora mi è capitato. In questa Azienda Agrituristica si mangia tantissimo a prezzi onesti. Bell’ambiente, curato e abbastanza elegante. Si inizia con antipasti vari… tanti... dagli affettati all’immancabile gnocco fritto, buonissimo ma anche unto e pesante. Ricercati i primi. Ottime anche le carni. Non all'altezza i dolci... Da visitare perché veramente non ho mai mangiato così tanto. Come vino sfuso portano del gutturnio, molto… e pericoloso, specie perché la strada è tutta curve… Chiuso lunedì e martedì sera * tel.0523-877412 – www.agriturismolafavorita.it – Bicchignano di Vigolzone (PC)

LA RATERA – Ristorante. Ecco finalmente un posto di cui posso parlare male. Ambiente carino a Nord del Parco di Trenno. Prezzi alti e servizio un po’ scazzato, ma quel che più mi ha fatto specie è la qualità e soprattutto la quantità del cibo. Ad esempio i ravioloni vengono presentati in un pianto molto elegante con 5 ravioli di numero, uno in mezzo e quattro in stile quadrifoglio… Anche i pizzoccheri non si presentano meglio, porzione decente ma che sembrano gli stessi che escono dalla busta della Buitoni e finiscono nel forno… Cortile interno. Sconsigliatissimo * tel.02-48202932 – www.laratera.it – Via L. Rattu, 22 MILANO

OSTERIALNOVE – Osteria. Molto alternativo, locale carino con menù ricercato, prezzi medio alti, avrò mangiato con 25 Euro ma ho mangiato molto bene con primo secondo e dolce. Consigliato, non farete brutta figura. Giardino interno, chiuso la domenica * tel.02-66825162 – Via Thaon di Revel, 9 MILANO

AJO BLANCO – Ristorante. Pochi metri dopo l’osteria di cui sopra c’è questo ristorante spagnolo con arredamento caratteristico. Ci sono tutte le specialità spagnole: tapas di carne, pesce e vegetariane oltre al prosciutto spagnolo. Logicamente presenti anche vini spagnoli e sangria. Prezzi accettabili. Chiuso il lunedì * tel. 02-6686577 - Via thaon de revel, 11 MILANO

GIULIO PANE E OJO – Osteria Romana. Osteria squisita, ambiente caldo e accogliente, ampia cantina di vini, piatti gustosissimi, posto consigliatissimo, prezzi buoni da andarci di sicuro. Aperto fino a tardi ma chiuso la domenica * tel 02-5456189 – Via Muratori, 10 MILANO

CASA TUA – Osteria. Credo sia la stessa gestione di “GIULIO PANE E OJO”, praticamente speculare ma chiuso il lunedì * tel.02-5514269 – Via Muratori ang. Via Corio MILANO

ITALIA – Ristorante Pizzeria. Tipica pizzeria di paese, locale spazioso, il servizio è veramente buono, cortesia e gentilezza non mancano. Ricca scelta di pizze e anche il menù di primi e carni non è male. Nel centro pedonale di Gorgonzola * tel.02-9513187 – Piazza Italia, 26 Gorgonzola MI

CASCINA CAFE’ – Ristorante. Elegante ristorante in piena Brianza, a due passi dal centro sportivo di Besana, menù molto sfizioso, presenti però anche delle buonissime pizze. Arredamento molto simpatico a partire dalla mostra di quadri/opere. Ideale anche per matrimoni e cerimonie. Prezzi non elevati, consigliato. Chiuso il lunedì sera; è un po’ imboscato… * tel.0362-917727 – www.cascinacafe.it – Via A. De Gasperi, 31 Montesiro di Besana Brianza MI

IL CRISTALLO DI NEVE – Ristorante Enoteca. Se capitate a Subiaco dovete passarci. L’ambiente è molto accogliente, la gentilezza dei padroni è sublime e anche la loro compagnia. La riseva di vini è da competizione e il menù è fantastico e vario, tutto molto buono. Unica pecca i prezzi non proprio a buon mercato. Comunque molto consigliato. Contattare prima perché, specie fuori stagione, potrebbe essere chiuso * tel.339-8434903 – Località Campo dell’Osso, Piazzale Campo dell’Osso, 9 Subiaco RM

WALLISERSTUBE
– Restaurant. Passiamo all’estero, vi segnalo questo fantastico ristorante all’interno dell'Hotel Beau-Séjour. Ambiente caldo e accoglienza, i gestori parlano quel piacevole italiano con cadenza tedesca, molto simpatici e cortesi. Da segnalare anche la bellissima cameriera. Prezzi giusti e soprattutto un menù tipico molto buono. Se decidete di fare un week-end a Leukerbad ve lo consiglio senza dubbi. Ottimi anche i dolci. Molte serate vengono accompagnate da una piacevole e rilassante musica dal vivo * tel.027-4722800 – www.hotel-beau-sejour.ch – 3954 Leukerbad SVIZZERA

SCARABEO – Enoteca con cucina. Ottimo localino sui viali di Brescia. Cucina tipica delle valli servita con classe, posto non economico ma sicuramente molto gradevole. Il menù spazia dalle carni al pesce ma personalmente adoro i primi. Solitamente il menù varia a seconda del giorno e viene illustrato a voce. Buoni anche i dolci. Ampia scelta di vini * tel.030-3775477 – Via dei Mille, 15/a BRESCIA

Zà-Zà – Trattoria. Tipica trattoria fiorentina in zona centrale. Ottimo cibo e piatti tipici, prezzi onesti, specie considerando la posizione. Locale rustico e caratteristico, molto consigliato. Belli i bigliettini da visita. Aperto tutte le domeniche * tel.055-215411 – www.trattoriazaza.it – Piazza del ercato Centrale, 26r FIRENZE

“U” PUSSU – Vineria Ristorante. In quello spettacolo di posto che sono le Cinque Terre segnalo questo ristorantino specializzato (manco a dirlo) in pesce (freschissimo). Ottime le pizze e i primi. Prezzi buoni (attenzione in giro per Monterosso ho trovato ristorantini con prezzi da paura), possibilità di mangiare anche fuori nelle caratteristiche viuzze del paese * tel.0187-817688 – www.alpozzoristorante.it – Via XX Settembre, 27 Monterosso al Mare SP

DEL CENTRO – Ristorante Pizzeria. A due passi dal centro di Monza, sul Lambro c’è questa enorme e spaziosissima pizzeria. Piccola saletta interna più ampio salone all’aperto ma coperto e adeguatamente riscaldato. Buone le pizze. Ottima anche la grigliata di mare ma non certo a buon mercato, la cosa che però contraddistingue il locale è il dolce. Vengono servite infatti tutte le torte a disposizione del locale con assaggi illimitati. Una caratteristica geniale che ha conquistato tantissimi clienti. Aperto tutte le sere, chiuso il martedì a mezzogiorno * tel.039-322264 – Spalto Isolino, 9 Monza MI