Visualizzazione post con etichetta Amici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amici. Mostra tutti i post

lunedì 20 febbraio 2023

MOO 2023

Ci sono gare per le quali non si dorme la sera prima e la sera dopo, ognuno ha le sue, io ad esempio ho il MOO. Solitamente la sera prima sono un po’ teso, non tanto per la prestazione ma perché è una gara che coinvolge anche il compagno di squadra e poi c’è l'aspettativa da parte degli avversari che ti riconoscono come outsider. La notte successiva invece mi trovo a ripensare ad errori, dettagli, scelte che avrei potuto fare in maniera diversa.

Il ritrovo dell’edizione del ’23 del MOO è a sud della fermata Romolo della Metro, in un accogliente e avveniristico edificio gestito da Amiacque. Ai nastri di partenza un numero impressionante di squadre (54), tantissimi amici orientisti, i soliti noti che non mancano mai a queste gare pazzerelle, inoltre qest'anno vedo alcuni inaspettati besanesi. Al gruppone si aggiunge la mia collega Ilaria, in compagnia di Giuseppe e di altri due suoi amici a formare i Tutto Arrosto. Io, come nelle ultime edizioni, corro con Eu. I preparativi tra noi sono stati pochissimi, da coppia collaudata abbiamo dato un po’ per scontato tutto e ci siamo presentati al via senza troppi briefing.

Remo, l’organizzatore dell’evento, come al solito illustra a cosa andremo incontro con dovizia di particolari, specie quando parla della mappa 3 SCALO FARINI che pare decisamente avventurosa. La spiegazione complessiva dura più del solito e ammetto di essermi perso alcune informazioni che si riveleranno importanti. Terminata l’ultima parola di Remo, quasi improvvisamente, ci troviamo in gara, io sono intento a decodificare la chiave d’accesso dell’app che ci fornirà le domande da rispondere, Eu parte alla ricerca della mappa e con passo sicuro mi porta verso il primo punto di controllo.


Il giro del prologo è abbastanza semplice e velocemente recuperiamo anche le mappe successive. Ci dirigiamo subito verso i binari della metro per sentire in lontananza la ripartenza di un convoglio. Siamo sulla banchina insieme alla squadra di Tasso e Ruspetta (Bugo e Chiara), stiamo definendo e disegnando il percorso migliore da seguire ma senza trovare il pennarello adatto che avevo preparato. Nel frattempo la stazione si riempie di squadre e concorrenti. All’improvviso sentiamo arrivare un treno, ma nel binario di fronte. L’insegna luminosa che indica la destinazione del treno recita ABBIATEGRASSO, esattamente dove c’è la mappa 4 STADERA, visto che la linea verde della Metro ha una biforcazione penso non sia male approfittarne e salire su quel treno. Rapido scambio di sguardi con Eu e decidiamo di lanciarci su quel treno dove troviamo, tra gli altri, i team Ruska muha (ovvero il Grilli in solitaria), Quelli del 67 (SteGal + Giovannini) e Gli Scappati di Casa (Giada + Damiano).


Avendo effettuato all’ultimo il cambio di programma non siamo pronti. Eu, che conosce la zona, parte con la mappa verso i punti di controllo. La sezione è la più originale e interessante della giornata, si devono trovare le risposte alle domande ma, allo stesso tempo, bisogna riconoscere la posizione di negozi raffigurati in vecchie foto, in punti precisi dove oggi il negozio è stato soppiantato da un appartamento fronte strada. Noi non siamo brillantissimi nella risoluzione del tutto perdendo qualche minuto di troppo ma come per il prologo rispondiamo esattamente a tutte le domande senza accumulare penalità.


L’errore lo commetteremo nel punto speciale che ci costerà 60’ aggiuntivi. Simpatica l’idea di dover cercare, a sud di ogni punto, delle tracce microscopiche di vernice viola. Peccato che una volta trovate le tracce e seguita la pista non ci accorti della biforcazione finendo fuori zona (pare che Remo abbia precisamente spiegato il tutto durante il briefing ma me lo sono bevuto). Una volta giunti al termine della traccia viola abbiamo cercato vanamente il portone da fotografare perdendo tantissimo tempo senza trovare la soluzione. Frustrante veder passare via via verso le mappe successive Quelli del 67 e a Gli Scappati di Casa.


Rinunciato al punto bonus, mentre ci stiamo ridirigendo verso la mappa 3 SCALO FARINI, un messaggio su whatsapp di Remo che ci informa di non fare i 4 punti più impervi della zona perché offlimits ed inoltre presidiati dalla vigilanza.

Risolviamo così agilmente i punti rimasti velocemente e riprendiamo treno e poi metro per giungere a nella mappa 2 CENTRALE. Qui non sono per nulla soddisfatto dell’ordine con cui abbiamo risolto i vari punti di controlli. I diversi livelli, la tanta gente presente e la particolarità delle stazioni sotterranee che si intersecano, non ci aiutano a valutare il percorso più efficiente. Inoltre Il punto di controllo 29, quello all’aperto ci mette in crisi: la domanda con relative specifiche ci complica la vita e ci disorienta, passiamo qualche minuto con Gli AGO nel pagliaio e i Bella zio ad interrogarci sulla risposta, alla fine fortunatamente scegliamo la risposta corretto. Peccato però che io canno la risposta 21 che fa riferimento alle bocchette antincendio su una colonna; a mia parziale discolpa la presenza dell’omino che stava facendo manutenzione proprio lì e impallava la visuale corretta, la realtà è che ho risposto con troppa fretta e poca attenzione.


E’ il momento di arrivare alla stazione di Lambrate. Qui incontriamo tante squadre che stanno cercando di salire su ascensori guasti (la risposta di una domanda era proprio lì). In questo punta sezione 7 LAMBRATE, non c’è una mappa ma dobbiamo seguire un video e ripercorrerne le gesta. L’idea è molto suggestiva e simpatica, la velocità del video però è frustrante per chi sta cercando di guadagnare secondi preziosi, allora decidiamo di procedere più velocemente saltando dei pezzi di video, questo ci farà perdere alcune domande e alla fine perdere più tempo.

Al termine del video prendo io la mappa 5 TANGENZIALE e lascio a Eu l’app. E’ il momento di una mappa di orienteering classica, ci troviamo sotto la tangenziale Est di Milano, in un angolo della città decisamente poco frequentato. La mappa si presta a correre un po’ e questo ci permette di superare qualche altra squadra come c’è realmente da correre e superiamo qualche squadra come i Besanemucho, Rossopiuma Felix e i Noi ci siamo, ma soprattutto, i Tutto Arrosto di Ilaria. Al termine del percorso dobbiamo scavalcare una cancellata per nulla bassa, vedo però che agilmente tutti i team non si fanno problemi.


Ora siamo lontani da ogni nuovo punto di controllo e anche da ogni Metro. Anche se la fortuna con i mezzi pubblici fino ad ora non ci ha sorriso facendoci attendere troppo, proviamo a dirigerci verso la fermata dell’autobus 54. Appena vediamo un autobus in lontananza ci lanciamo di corsa verso la fermata, sfortunatamente non si tratta del nostro autobus ma di un 39. Prendo anche il rimprovero di una signora un po’ in là con gli anni che mi ammonisce per l’ignoranza: “Ma non vedi che è arancione? L’autobus 54 è verde” Sempre detto che c’è sempre da imparare dai più esperti!


Malgrado la buona volontà ci tocca farci di corsa tutto il trasferimento fino a Largo Murani alla ricerca del disco dei Pink Floyd da selfare. Sono abbastanza provato dallo sforzo ma Eu mi tira il collo anche per portarci verso la mappa 6 ARGONNE dove, nostro malgrado, commettiamo il secondo errore contando male le prese per arrampicata presenti sul complesso attrezzo ginnico del parchetto. In realtà calcolo erroneamente anche il numero di facce di un dodecaedro (i monoliti che formano l'attrezzo ginnico) pensando fossero 10 e non 12.

Questa mappa ci porta fino a Piazzale Susa e poi Dateo, ma soprattutto ci sono due punti da risolvere stando sul treno nella tratta Porta Vittoria - Forlanini. Correndo in banchina vediamo un treno che sta per partire (il primo mezzo preso al volo della giornata) peccato si diriga in direzione opposta e ci porta in Porta Venezia. Una volta preso il treno giusto non riusciamo a leggere le risposte corrette anche perché ci troviamo sul binario più lontano rispetto agli edifici. Decidiamo quindi di riprendere il treno in direzione opposta e con maggior cognizione di cosa stiamo cercando. La scelta si rivela vincente perché rispondiamo correttamente alle due domande, anche se la seconda la tiriamo ad indovinare aggiungendo una lettera alla parola che eravamo riusciti a leggere visto il suggerimento che specificava 7 lettere. A conti fatti però non sappiamo se abbiamo impiegato meno dei 40 minuti che ci sarebbero stati abbonati grazie a queste due risposte.


A questo punto non è nemmeno tanto presto, ci mancano solo 2 punti speciali, ma solo dislocati in posizioni scomode della città. Il primo selfie da fare è di fronte al negozio Louis Vuitton in San Babila. Le zucche sono state rimosse e quindi ci accontentiamo di beccare la scritta facendo la foto da lontanissimo. Ora però ci tocca arrivare fino allo scomodissimo mosaico al Parco Ravizza. 


Partiamo a piedi verso Piazza Fontana sperando di intercettare il 15 o addirittura il 3. Smanetto un po' con l'app dei mezzi pubblici ma mi dice che dirigendomi a piedi o aspettando i mezzi ci avremmo impiegato lo stesso tempo. Decidiamo di correre. Ad un certo punto intercettiamo un tram, anche se non siamo ad una fermata chiedo al conducente di aspettarci alla prima fermata. Facciamo una corsa tremenda di circa 400 metri per prenderlo, l'autista effettivamente ha tardato a partire malgrado il verde per attenderci, una volta sul tram però mi accorgo che non è il 15 e nemmeno il 24 che in qualche modo mi sarei fatto andare bene comunque ma si tratta del 16 che a Crocetta avrebbe girato in direzione Lamarmora e non in Porta Vicentina. Scendiamo alla prima fermata dal tram e continuiamo di corsa fino a questo maledetto Viale Sebastiano Bach.

Giusto il tempo di fare l'ultimo selfie e ci vediamo partire all'altra estremità del parco la 90 che avremmo voluto prendere. Non ho più le forze di correre dietro al filobus anche se Eu accenna un'ultima sfida contro i mezzi pubblici che inesorabilmente perderemo. Ci tocca aspettare una decina di minuti alla fermata, nel frattempo ci raggiungeranno gli SpaceX di Anna Sedran, i xente MOOlesta e ancora Quelli del 67. Ci tocca lo sprint finale per arrivare al ritrovo.

Finalmente la gara è conclusa, non sono riuscito a far partire l'orologio per tempo e quindi non so quanti km abbiamo percorso a piedi ma immagino una ventina. La classifica non sarà clemente, infatti oltre ai 2 errori e al punto speciale errato si aggiungono due errori di battitura. La classifica ci relega al 16° posto, mio peggior risultato di sempre ad un MOO, poco importa, ho passato una bella giornata e ora chissà per quanto tempo andrò avanti a ripensare all'ordine corretto migliore per rifare tutto e a gli errori che l'anno prossimo non vorrò più rifare!

sabato 9 ottobre 2021

MOO Challenge GENOVA 2021

Un altro MOO, una nuova città, nuove mappe, nuovi errori ma i soliti sentimenti di soddisfazione e gratitudine post gara verso chi ha organizzato (Remo) e chi mi ha invitato e corso con me (Eu).

Così in estrema sintesi potrei riassumere questa giornata vissuta a correre per le vie tristemente note per i fatti del G8 del 2001 e poi nel quartiere colpito dal disastro del Ponte Morandi; avvenimenti drammatici che in maniera differente è stato giusto ricordare.

Diciannove squadre iscritte sparse nelle sette mappe di zone di Genova scelte da Remo.

Andando con ordine noi siamo partiti con il quartiere Certosa, arrivandoci con la metropolitana fino a Brin. Il quartiere popolare è caratterizzato da graffiti e opere murali che dovremo riconoscere per rispondere alle domande ed infine, immortalaci davanti Paolo Villaggio. Chiudiamo il quartiere insieme alla squadra di Samuele e poco davanti a quella di Andrea Immovilli passando dalla nuova area giochi costruita al poso dei palazzi devastati dal crollo del ponte.

Una piccola odissea il trasferimento per spostarci verso la seconda mappa, dopo aver perso tempo e cambiato 3 mezzi (autobus+treno+treno), arriviamo a Cornigliano, quartiere con una moderna pista ciclabile affiancata a ferrovia e vecchi palazzi addobbati da numerose parabole. Qui il selfie ci vuole davanti ad una ciminiera.

Ancora una volta i mezzi pubblici non ci aiutato e, per non aspettare 50' il treno, optiamo per il lentissimo autobus n°1, in compagnia di Mark e Jason, che attraversa tutta la città fino al Porto Antico. Qui la mappa più particolare raffigurante solo i pali e gli alberi della zona. Subito dopo aver fatto il selfie davanti ad una gru del 1888 incontriamo la coppia di Giorgio Gatti ed amico che da quel momento incroceremo troppe volte.

E' la volta dello splendido quartiere dei Caruggi caratterizzato dai suoi colori, sapori, odori, e da vicoli stretti e sporchi. Un quartiere vivo e popoloso, pulsante e controverso con splendide dimore che si alternano al degrado e ad angoli abbandonati. Un rione angusto che sembra nato apposta per ospitare prove di orienteering. Seguendo il suggerimento in mappa il selfie decidiamo di farlo alla fine della gara ma questo si rivelerà un errore interpretativo.

Arriviamo alla funicolare di piazza Zecca e come al solito ci scappa via per pochi secondi. Nella lunga attesa Eugenia provvede ad acquistare dei tramezzini che si riveleranno fondamentali. Pochi attimi prima della partenza della funicolare ci raggiunge ancora la coppia di Giorgio e amico che ci farà compagnia per gran parte delle due mappe successive malgrado un mio grave errore di navigazione. Lungo la mappa dei Forti, che ci fa attraversare il Parco delle Mura, ammiriamo uno splendido panorama a 360° sopra Genova.

Attendendo un tempo accettabile prendiamo la cremagliera a Granarolo, buffo veder salire alla fermata dopo uno stupito Giorgio che non si aspettava di vederci già accomodati. La penultima mappa è quella di Bari, un particolarissimo quartiere della città che si sviluppa quasi più verticalmente che orizzontalmente, con interminabili scalinate. Qui il selfie davanti a una alternativa Gioconda. mentre per rispondere ad una domanda devo fare una foto ad una trattoria per poi riuscire a leggere il suo nome zoomando.

Ultima mappa intorno alla stazione Principe con i suoi tre livelli. Più che la morfologia a metterci in difficoltà la domanda sul matitone che oltre a farci perder tempo non riusciremo a rispondere correttamente. Qui ci capita un'altra cosa buffa, dopo aver incrociato Beniamino & Marta, una signora ci viene incontro con tante banconote in mano chiedendoci se erano nostre. Rifiutato il facile guadagno ci lanciamo verso gli ultimi selfie.

Il primo è da inseguire tra le saracinesche del quartiere dei Caruggi e, ovvero in ogni grata troviamo l'indirizzo della prossima via da trovare. L'ultimo è quello sopra il Bar Margherita che, a causa di un file audio volutamente incomprensibile, mi metterà in grande difficoltà e solo la caparbietà di Eugenia riuscirà a risolvere. Qui incrociamo Davide & Stefania e Paolo Bianchi alle prese anche loro con l'enigma.

Il cerchio si chiude riportandoci al luogo di partenza: l'area riqualificata e piena di vita dei Giardini Luzzati dove tra birre e focacce liguri discutiamo su scelte di percorso, errori (noi ne abbiamo fatti 4) e ricordi passati. Sempre bello rivedere amici che non incontravo da anni come Andrea Rebora e Danilo, i neo nonni Luigino & Carla, con lo zio Fabio, la sorprendente famiglia Volpi, la Fede Friz e i nirvanici Hiroki e Oscar.

domenica 19 settembre 2021

Darcy Con

Bissando la splendida esperienza dello scorso anno rieccomi a Porlezza, a casa di Darcy, per un week-end ludico.

Diciamo che questa è la scusa ufficiale perché il primario piacere è stato quello di rivedere cari amici come MichyLo e Luca, Noemi e Christian, Tania e Agz, Giangi, Mu, Elena ed appunto il signor Darcy.
Oltre a tutto questo non sono mancate grigliate di costine e alette, formaggi e salami di Mel (pare essere il posto dove sono nati), le Nuvole di Como o Erba (un dolce molto apprezzato), la birra che scorreva a fiumi e tante altre prelibatezze comprese quelle donateci dal vicino di casa Darcy.

Numerosi anche i giochi che ho giocato che, in ordine, sono stati:

- Bus con Luca, Giangi e Darcy
- Nova Luna sempre con Luca e Giangi
- Big Shot ancora noi tre.
Dopo pranzo siamo passati ai party game:
- Time's Up Family, vittoria di MichyLo e Agz contro me-Tania e Luca-Noemi
- Wavelength con pronta rivincita mia con MickyLo e Luca ai danni di Tania, Agz e Noemi
- Duplik Duplik dove Agz e Tania hanno stracciato tutti, ma pare anche perché mettevano pressione ai propri secondini.
Dopo cena tutti insieme a:
- Cards Against Humanity, un gioco decisamente deprecabile dove sono riuscito a impormi
- Ensemble un cooperativo dove abbiamo miseramente perso, ma io ho trovato il modo di dire di aver vinto
- Trapwords dove con Agz e Noemi non siamo riusciti a battere Christian MichyLo e Luca

Domenica, dopo la notte in tenda sotto la pioggia:
- nuova partita a a Bus con Christian, Mu e Darcy
- Avalon, in 8 che non poteva mancare
- Polynesia con Darcy e Agz, che mi ha fatto scoprire il maestro Domenico Bini
- 7 Wonders dominato da Agz
- War Chest in coppia con Agz battendo Darcy e uno schifato Mu.
Ed infine dopo pranzo
- Palast Gefluster un gioco di carte che conciliava col sonno.

Tra gli altri flash del weekend ricordo:
- la splendida collezione di Lego di Darcy: Star Wars, quelli modulari, lo spazio a quelli che riprendevano serie televisive
- l'ospitalità e la cordialità dei genitori di Darcy, sempre carini e generosi così come il già menzionato vicino, anche se ho scoperto che il padre di Darcy è interista
- il nuovissimo bagno esterno completato in tempo per la Con
- la pioggia torrenziale che ci accompagna in questo week-end
- la notte passata in tenda malgrado la pioggia perché è bello dormire in tenda anche quando ti offrono un caldo letto

Alla prossima

mercoledì 11 agosto 2021

Milano - Lecco - Briosco

Più che una pedalata un'avventura!

Grazie alla visita di Paolo Romendil in Brianza abbiamo programmato questo suggestivo viaggio che ci ha impegnato tutto il giorno:

Milano - Cassano d'Adda, lungo il Naviglio della Martesana

Cassano d'Adda - Lecco, costeggiano l'Adda

Lecco - Briosco, passando per i laghi di Annone e Pusiano e quindi lungo il Lambro

Il secondo tratto dell'avventura fatto in compagnia anche di Roccoccodrillo che poi da Lecco è tornato a Bergamo in solitaria.


Il giro è stato bellissimo, siamo partiti alle 7 dalla Casa dei Giochi a Milano e in Viale Monza abbiamo incrociato il Naviglio. Mi piace molto la prima parte della pista ciclabile urbana tra case che si affacciano sul canale, murales e parchetti, anche se in bici non si ha quasi il tempo di apprezzarli. Con l'energia di chi è appena partito affrontiamo velocemente la prima periferia di Milano superando gli abitati di Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Cassina de' Pecchi fino a Gorgonzola dove ci fermiamo per la prima fotografia. Ci rendiamo contro che stiamo andando troppo spediti e siamo in anticipo rispetto all'appuntamento con Roccoccodrillo.

Arriviamo infatti al luogo dell'appuntamento, il Pattinodromo di Cassano d'Adda, in anticipo. Qui però è tutto chiuso, quindi ci dirigiamo a Groppello d'Adda, in un angolo stupendo dove sul Naviglio si affaccia un vecchio lavatoio e 'el Rudun', una noria, ovvero una grande ruota del 1.600, progettata da Leonardo da Vinci, per convogliare l'acqua necessaria a irrigare orti e giardini della Villa Arcivescovile. Nel centro del paese troviamo anche un bel baretto dove facciamo la seconda colazione e incontriamo/conosciamo Roccoccodrillo.


Rinfoccilati ripartiamo per il tratto più bello della nostra avventura. Continuiamo a tenerci il calmo Naviglio sulla sinistra mentre sulla destra appare l'impetuoso Adda.

A Vaprio d'Adda incontriamo un vecchio mulino d'acqua, questo più tradizionale per muovere ingranaggi e macinare cereali.  


Poco prima di Trezzo d'Adda, all'altezza in cui il Naviglio si stacca dall'Adda, consigliati da un vecchietto, decidiamo di fare una piccola deviazione verso il villaggio operaio di Crespi, patrimonio dell'Umanità Unesco. 



Un video su youtube di Crespi

Eccolo


domenica 25 aprile 2021

Serina e Dossena - Coppa Italia 2021


Ci sono voluti oltre 14 anni ma alla fine ce l'hanno fatta!

Correva l'anno 2006 e, organizzare una prova di Coppa Italia a Dossena, era l'idea che Paolo Mario Grassi e Simone Grassi mi avevano confidato.
Intorno alla casetta di Dossena di Maurizio e Grazia, infatti, i fratelli Grassi avevano realizzato una mappa di orienteering che si caratterizzava per dislivelli importanti e ampi prati ma anche per una morfologia interessante e zone tecniche.

In più occasioni sono stato invitato per garette tra amici come 'notturne di San Silvestro' e 'Battistin Fest'. Ricordi stupendi immortalati da foto e brevi racconti come orienteering a Dossena, Dossena 2006 e, a cura di Alessio Tenani, Capodanno in Valle Brembana.


Alla fine ci sono riusciti e, con l'aggiunta della prova sprint a Serina, hanno offerto agli orientisti vogliosi di tornare alla normalità una due giorni di gare stupenda anche grazie a giornate calde e soleggiato.

Come detto si inizia con la 4^ prova di Coppa Italia Sprint di Serina, un piccolo comune con un centro storico grazioso ricco di scalinate e salite spacca-gambe. Il tracciato di Lorenzo Pinna e Tommaso Civera offre diverse scelte e ci porta dal parchetto comunale (4 punti in 100 metri) al centro del paese.
Al mio ritmo riesco a fare una gara senza sbavature, mi sorpassa Giuliano Rampado mentre io riesco a passare Alessandro Selleri e Omar Causin. Con quest'ultimo arrivo al finish praticamente insieme e, non capisco come, per errore prendo i suoi split time.

Assurdo che non mi accorga dell'errore commentando i miei tempi (che in realtà non erano i miei) con l'amico Andrea Gianotti, il quale farebbe registrare uno splendido tempo di 19' salvo scoprire di aver sbagliato la penultima lanterna. Il mio foglietto parla di 25' e soprattutto riporta un errore di oltre 3' alla lanterna 6. Per quanto sia andato piano non mi capacito di averci messo tutto quel tempo, si tratta di un stradina in discesa_
Devo aspettare qualche ora per accorgermi che in classifica il mio tempo di gara è di 20', cinque meno di quanto ci fosse scritto sugli split. Finalmente colgo il malinteso e scrivo subito al Giana sottolineando quanto fossi fuso!

Finita la gara non ho voglia di riprendere la macchina, rifare quei tornanti, tornare a casa, dormire sul divano in taverna (la casa è in ristrutturazione) e l'indomani all'alba rifare il viaggio a ritroso. Trovo in Chiara Magni un alleato con le mie stesse perplessità. Decidiamo di chiamare gli alloggi della zona per vedere se ci sono due posti per la notte. Logicamente le strutture sono piene di orientisti. Al telefono ci rispondono alcuni personaggi bizzarri, ultima tra loro la signora Lucia che ci dice che l'albergo "Tranquilla" è pieno ma ci offre ospitalità a casa sua. Il tutto risulta un tantino curioso e buffo ma decidiamo di accettare di buon grado visto anche il buon prezzo comprensivo di colazione e cena.

Poco dopo Marco Ponteri ci offre alloggio nel suo furgone-camper che ci fa vacillare ma decidiamo di dare una possibilità alla signora Lucia. La scelta alla fine si rivelerà azzeccata anche grazie all'abbondante e ottima cena con casoncelli alla bergamasca, penne al salmone, polenta taragna con brasato e tiramisù o fragole e gelato.
Dopo cena torniamo nell'ampio appartamento a noi prestato che sembra non esser più abitato da dicembre 2010. Per casa sono esposti un paio di addobbi natalizi, agende e calendari del 2009-2010, caffè scaduto nel 2010 e foto in età scolare del piccolo Kevin, il figlio della signora Lucia. Kevin però ora, secondo i racconti della signora Lucia avrebbe 18 anni. La camera del ragazzo però è arredata con giocattoli e vhs di cartoni che mal si abbinano a un diciottenne. La situazione è tra il buffo e l'inquietante. A me e a Chiara frullano per la testa improbabili scenari di cronaca nera che però non turberanno il mio sonno profondo agevolato da un comodo ed enorme letto!


L'indomani, dopo un'energetica colazione, è il fatidico giorno della gara a Dossena.
La mia aspettativa di pratoni e dislivello viene confermata, soprattutto la seconda voce che supera le aspettative. Al posto dei 315 metri di dislivello dichiarato, infatti, alla fine ne farò registrare 533, percependone molti di più. Come mi aveva consigliato Lorenzo Pinna prima della gara mi consolo con delle vedute panoramiche stupende: tutto intorno si possono ammirare alcune cime innevate e vallate incontaminate. 

Le prime 5 lanterne sono tutte in salita e mi servono quasi 50' per completarle. Andando alla 6 mi supera il ticinese Michele Ren già vincitore a Serina con un tempo incredibile. Vederlo correre nel bosco è poetico: bello, magro, leggero ed elegante. Quando mi passa sembra danzare sul terreno, come se non ci fossero sassi ne rami in quel terreno accidentato fuori dai sentieri. Lui è l'immagine che ho io in testa dell'orientista tipo! In quel momento non mi demoralizza la differenza di andature (e di tutto il resto) tra me e lui, ma anzi mi inorgogliosisce la consapevolezza di aver fatto la stessa scelta di percorso. Quel momento dura un attimo perché non faccio a tempo ad arrivare alla lanterna 6 che è già sparito.

La zona con meno prati e sentieri mi restituisce soddisfazioni trovandomi particolarmente a mio agio nella lettura della mappa e arrivando alla 10 senza sbavature. Qui raggiungo Andrea Gianotti e Federico Caldini. Avendo avuto il tempo di studiare la mappa nelle salite parto deciso per il lungo trasferimento che mi porta alla 11. Sono molto soddisfatto della prima parte di scelta di percorso mentre mi rammarico di non aver preso in considerazione le due alternative nella seconda metà di tratta. Alla fine probabilmente le scelte sarebbero state equivalenti, ma non aver pensato che i fratelli Grassi avessero in serbo una tratta con tante alternative mi stupisce.

Il finale di gare è tra le grotte della vecchia miniera e la pista di motocross: nel finale faccio il mio unico errorino, alla lanterna 13, partendo a ovest dimenticandomi quasi della lanterna 14. Il cronometro si ferma sotto le due ore di gara e nel complesso sono soddisfatto della mia prova e più in generale di tutta la due giorni. Tornare a fare orienteering mi mette felicità.


Come spesso mi campita torno a casa con una gran voglia di fare altre gare, allenarmi e magari mettermi a dieta. I soliti splendidi propositi che però spesso disattengo.

domenica 29 marzo 2020

#State A... Budapest

Il Covid-19 e l'appello #StateACasa non potevano fermare la nostra voglia di viaggiare. Con questo spirito abbiamo inaugurato il progetto di viaggi virtuali in compagnia. 
Di seguito il racconto del primo viaggio:

Domenica 29 Marzo 2020

Partiamo in 6: Elisabetta, Alessandro, Gaia, Walter, Mariaelena e Zoe.

Prima di lasciare Città del Vaticano, località di partenza, Alessandro non manca di farci gustare un piatto tipico: spaghetti cacio e pepe.

La destinazione del viaggio, dopo aver scartato le località balneari, sarà una capitale europea: Budapest.
Gaia prepara i passaporti mentre Alessandro pregusta un buon piatto di gulash.

BUDAPEST SI PARTE!


Alessandro ci racconta che la città si divide in Buda e Pest.

Il nostro giro parte dalla Colonna della Santissima Trinità, che si trova di fronte alla Chiesa di San Mattia e vicino al Bastione dei Pescatori. Ammiriamo la colonna da diverse angolazioni:




CHIESA DI MATTIA

Come detto di fronte alla colonna troviamo la Chiesa di Mattia (Mathias Templum) una bellissima chiesa gotica. Alessandro rimane affascinato dalla bellezza e in particolare dal tetto colorato.

Intorno alla chiesa c’è un’ampia zona pedonale. Nel parchetto lì vicino Elisabetta si sofferma a leggere il menù di un chioschetto all'aperto perché gli spaghetti cacio e pepe non le sono bastati…


Nei pressi ci sono dei lavori in centro : ( ma noi li aggiriamo e andiamo verso il Bastione dei Pescatori (bastione neogotico situato a Buda e che si affaccia sulla riva del Danubio)


Elisabetta, che aveva visitato la città anni fa, condivide un ricordo:
“Da qui ho ammirato la parata di aerei dell'aviazione civile e militare ungherese”.
Quindi ci racconta le acrobazie e ci lascia immaginare l’intera sfilata.


Passiamo sotto ad uno dei tanti archi del Bastione dei Pescatori e scendiamo la scalinata.


Da qui si può ammirare Pest e...

...IL DANUBIO

CHE SPETTACOLO!!!


Alessandro ci legge la storia della città e alcuni cenni storici, scopriamo che Budapest nasce dall'unione di tre città storiche:
Buda, Óbuda e Pest. 

Continuiamo lungo la riva del fiume andando alla ricerca del Parlamento… Dopo aver preso una cantonata, scambiandolo con l’edificio della televisione ungherese, finalmente troviamo...

IL PARLAMENTO


Come abbiamo fatto a sbagliare? Il Parlamento ci appare GIGANTESCO.

Raggiunge i 268 metri di lunghezza, i 123 metri di larghezza ed è alto 96 metri. L'edificio ha la stessa altezza della Basilica di Santo Stefano di Pest (una forma di equilibrio tra mondo civile e religioso all'interno della città).

La visita interna, di circa 20 minuti, ci permette di entrare nella Camera dei Deputati e sederci sui banchi dei membri del Parlamento. L’edificio dispone di un numero assurdo di ingressi, stanze, cortili e corridoi. Quando ci comunicano tutti questi dati non ci pare quasi possibile mettendo addirittura in dubbio l’attendibilità.

Fuori dal Parlamento Elisabetta nota la cura dei giardini che circondano l'edificio.

Alessandro ci propone una romantica vista del parlamento in notturna.


Mariaelena propone un giro turistico sul battello, una cosa trash ma da fare ASSOLUTAMENTE ^_^

Mentre navighiamo sul Danubio la guida, metaforicamente, ci descrive Buda e Pest come fossero due innamorati che alla fine non avrebbero potuto far altro che unirsi per sempre!

LE TERME

Terminato il giro in battello siamo un po’ stanchi. E’ ora di concederci un momento di riposto e optiamo per le famose terme pubbliche della città. Ci dirigiamo verso i Bagni Széchenyi che si trovano all'interno di un grandissimo parco dove c’è anche un laghetto.

Non sappiamo se l’acqua dei bagni sia termale o meno... verificheremo... questo non ci impedisce ad ogni modo di beneficiare del relax che ci offre questo ambiente.


Questi bagni popolari risultano molto curati a cominciare dalla volta dell'ingresso


Ci impressiona anche il colonnato che circonda i bagni e il tanto vapore che si propaga nelle giornate fredde come oggi.


Dopo aver visto i Bagni Széchenyi decidiamo di andare anche alle Terme Gillert


Queste si trovano dentro un imponente hotel che offre la possibilità di usufruire delle proprie terme a tutti i visitatori.
Qui ci sono grandi vasche all'interno dell'edificio ma anche vasche esterne. Quelle interne sono in un autentico tempio gotico.


IL CASTELLO

E’ ora di dare un'occhiata al Castello che spicca per via di una grande cupola azzurra


Alessandro ricorda di quando nel 2011 ha fatto una gara di orienteering al suo interno e condivide quanto aveva scritto in quei giorni sul suo blog:
ottobre31.blogspot.com/ho-battuto-jorgen-mortenson

Terminato il giro del Castello scendiamo per il boschetto che lo circonda e percorriamo suggestive  scalinate e stradine. Proviamo a cercare la fontana del vino. Anche se Mariaelena prontamente ci sconsiglia di assaggiare quel vino che ha per lo più il sapore di aceto.

IL PONTE DELLE CATENE

Il moderno Ponte delle Catene è il ponte più famoso di Budapest che unisce le due parti della città (Buda e Pest).


Distrutto e ricostruito nel 1959 presenta statue di leoni senza lingua ed è percorribile in auto.
Il nome “Ponte delle Catene” deriva probabilmente dal fatto che la parte centrale del ponte è sospesa e unita appunto da alcune catene... la spiegazione non ci convince del tutto, ma forse non è nemmeno così importante.



Mariaelena ci spiega che ad unire le due sponde della città ci sono altri due ponti: il Ponte Elisabetta dedicato alla Regina Sissi e il Ponte Margherita che collega anche l'Isola Margherita al resto della città.

Ci manca il centro storico e la Sinagoga... vero, ma si è fatta una certa… e Zoe ha proprio sonno… sarà per la prossima volta :)

martedì 4 febbraio 2020

VeNotte 2020

Dopo oltre 10 anni torno a Venezia, logicamente non da turnista ma da orientista, pronto a sfidare calle e campi della città lagunare.

Venezia è uno spettacolo per noi patiti di carta e bussola, intricata con sottopassi e ponti che si intrecciano come fossero un gomitolo di lana. Per me è la prima volta in notturna, devo dire che l'esperienza è stata stupenda così come mi avevano garantito i miei compagni di viaggio.
I tracciati delle Anedda Sister sono perfetti con alternanza di tratte lunghe e tratte nervose nel quartiere a Ovest di Rialto. Mai un momento di relax mentale per tutta la gara.

Per potermi confrontare con i compagni di viaggio, Oscar, Marco, Alessandra, Eugenia e Davide, mi lancio sul percorso Nero, il più lungo e difficile. Decidiamo di allargare la nostra sfida, a loro insaputa, anche al 'canguro', a Hiroki, a Federica N e a Paolo B e improvvisiamo un pronostico dove ognuno stila la propria previsione di classifica finale. Alla fine il migliore di noi in gara sarà Davide poi tutte le fanciulle alle spalle di Alessandra.
Io concludo la prova con un dignitoso tempo di 65'. Ridicolo se paragonato ai 41' di Alessio Tenani il vincitore del MoNotte. Gli split time

Dopo la gara birretta in campo Santa Margherita e rientro a casa. Una toccata e fuga molto piacevole per un sabato sera diverso dal solito nel quale abbiamo ricordato le tante avventure passate insieme dai tempi degli Stankanov!

martedì 29 ottobre 2019

Essen 2019 - Resoconto finale

Dopo aver descritto i giochi provati a Essen (day1, day2, day3, day4) passiamo al contorno.

Intanto vi propongo due video per entrare in clima: Internationale Speiltage e Spiel Messe Highlight

L'edizione 2019 è stata personalmente impegnativa ma molto positiva.
Come ogni post fiera sto leggendo commenti del tipo: "è stata un'edizione sotto tono" "sono mancati i capolavori", più o meno le stesse frasi di ogni anno, spesso pronunciate o scritte da chi non c'era.

Io ho riempito il bagagliaio della macchina con tanti giochi, alcuni per me ed altri per amici meneghini. Nel complesso sono soddisfatto di tutto: viaggio, compagnia, serate e giochi acquistati.

Il viaggio: per il secondo anno consecutivo optiamo per la soluzione in auto. Certo faticoso, ma al momento mi pare ancora la scelta migliore, viaggiando di notte si evita il traffico, ma non i tanti cantieri, inoltre si possono portare a casa tanti giochi. I cambi alla guida (grazie ad Anto e Claudia) hanno reso il tutto fattibile (grazie anche a Maria per l'intrattenimento). Per l'occasione abbiamo anche passato gran parte del viaggio ascoltando i podcast di Radio Goblin, a qualcuno sono venuti anche a noi...

La compagnia: come detto ho condiviso il viaggio con Claudia (2^ Essen), Maria e Anto (esordienti). Una bella scommessa viste le  esigenze differenti. Al gruppo si è aggregato Oscar (esordiente), mentre completavano l'appartamento  di Anjelica i gobin Agz, Killa, Tania e Paolino (4° al torneo di Carcassonne, complimenti!). La convivenza (malgrado i soli due bagni) è stata perfetta e colorita dalle diretta sul vlog de La Tana dei Goblin di Agz e Killa che si chiudevano in cucina. In fiera poi ognuno per la sua strada, i primi giorni ho fatto un po' da traduttore e cicerone per gli esordienti, col tempo sono invece diventati autonomi.

Sabato mi sono perso la tradizionale foto di gruppo Goblin perché impegnato al tavolo di Cooper Island, nel complesso comunque mi sembra di aver incontrato meno amici del solito. I più incrociati sono stati Pupina e Davide, GrandeMu, Pennuto e il suo team. Qualche incrocio con Plombiers e Nonna Papera, un saluto a Iago, Omopelo, 1bez e TexWiller. Tra i meneghini ho incrociato Gionata e Francesca, Pierino, Inzi e i torneisti: BlackIndy, Fedone e Alberto (sesti agli European Master, complimenti!), infine Ilaria e Sante. Ho incrociato di sfuggita il Giullare Barbuto mentre non ho visto Damiano e Luca ma nemmeno MDM e Giulio quest'ultimo che era nell'appartamento sotto al nostro. Mi ha sedotto e abbandonato il buon Aibi che mi aveva promesso una toccata e fuga. Ho visto da lontano anche Matteo di Brescia.
Ultimo, ma sempre piacevole incontrarlo, è Ken (quello vero) from USA. Ci si vede una volta all'anno, sempre qui ad Essen, ma è sempre una festa! Con lui sono riuscito ad intavolare quattro partite a quattro giochi.

Le cene: quest'anno tutte le cene in posti diversi. Partiamo con Don Camillo, classico e comodo perché sotto casa di Anjelica, cucina italiana e la possibilità di ridere e scherzare facendo il solito casino. Le cozze iniziali sono sempre derise ma poi apprezzate da tutti.
Le altre serate in posti tipici tedeschi cominciando dal periferico e tranquillo (almeno prima che arrivassimo noi) Zum Bluechertum; adoro questo posto crucco fino al midollo, nessuno al suo interno parla inglese, gli orari sono tipici tedeschi, alle 21 chiude la cucina, e il menù tipico m scritto solo in crucco.
Sabato passiamo al centralissimo Balkanhof, posto ormai storico per noi della Tana perché è uno dei pochi che ci accoglie anche se siamo in tanti e chiamando all'ultimo, l'ambiente è accogliente e ha salette che permettono di ritrovaci raccolti, l'acustica è migliore degli altri due posti e sembra di far meno casini, qui ho rivisto con piacere Nicola (tdg Cagliari) ormai trasferitosi in Finlandia.
Ultima sera, già sulla strada di casa, in un posticino molto grazioso che se capiterà tornerò a visitare: Gasthaus: Au den 12 Uhren, locale trovato da Claudia, non lontano dall'autostrada e a una trentina di minuti dalla fiera: ambiente familiare, caloroso, cucina tipica, gestito da marito e moglie sorridenti. Indimenticabile la mia forella, non so perché ero convinto fosse una cotoletta invece forella in tedesco è trota.

Giochi acquistati: anche quest'anno la lista non è corta, qualche gioco vecchio recuperato a buon prezzo, diverse promo ed espansioni ma soprattutto molte novità che spero di giocare a breve. Faccio una rapida carrellata:

Giochi
ESPANSIONI, PROMO e ACCESSORI

SPUNTI
Ho perso il conto delle volte che sono stato alla fiera di Essen ma ormai ho le mie convinzioni, una di queste è l'interesse verso i padiglioni 4 e 5. Qui passo la maggior parte del tempo controllando gli editori minori, quelli orientali, quelli esotici e quelli che probabilmente non sbarcheranno nel mercato italiano. Gli inflazionati e affollati padiglioni 1, 2 e 3 li passo velocemente per rapidi commissioni, ormai anche gli sconti Heidelberg e Spiele Offensive mi lasciano freddino, senza parlare del tunnel dell'amore che ormai ha perso tutto il suo fascino, quest'anno ci sono entrato, e l'ho girato in 30" un attimo prima della chiusura della fiera, quando ha messo il 50% sui prezzi già molto bassi, ma nulla, ormai solo invendibili. Nel padiglione 6 invece troviamo principalmente miniature e anche qui ci passo di sfuggita. Quest'anno hanno riaperto l'entrata Nord e questo ha dato un po' più di respiro a tutto l'ambiente.

Guardaroba, spedizioni, galleria e bagni. Devo dire che per essere una fiera la SpielMesse di Essen è proprio ben organizzati, da quest'anno il guardaroba offre anche il servizio di deposito giochi appena acquistati, una bella comodità che ha ridotto il numero di carrelli che avevo visto gli altri anni. Altro supporto per i visitatori è il servizio di spedizione, in fondo al padiglione 4 infatti c'è uno stand che raccoglie e spedisce scatoloni in tutto il mondo. All'interno della fiera poi ci sono diversi bagni, non tantissimi per la verità ma costantemente puliti dal personale predisposto. Anche se i prezzi non sono bassissimi troviamo, specie nella galleria, diversi chioschi dove poter mangiare, bere e il giusto spazio per sedersi un attimo.

Altro tema dibattuto e quello dell'ultim'ora della domenica. Il momento dove si possono fare affari; non ovunque e non sempre, sia ben chiaro. Spesso però facendo offerte in gruppo, al momento giusto e al posto giusto, si riescono a portar via giochi a prezzi pazzi. Ricordo gli acquisti di gruppo per Olifield nel 2016 o per Verona Twist lo scorso anno dove ci siamo fatti fare degli sconti incredibili (pazienza se ne ho dovute comprare 20 copie e molte mi sono rimaste sul groppone per mesi). Quest'anno si è provato a fare un acquisto di gruppo da Capstone Games (Bus, Maracaibo e Cooper Island) chiedendo il 50% ma logicamente ce lo hanno negato, mentre con orgoglio sono riuscito a portarmi a casa il ricercato Isaribi e l'espansione di Age of Empire III a 25 €.

Come sempre a Essen si possono trovare giochi vecchi, cioè dal 2018 e precedenti, in super offerta (alcuni anche a 2/3 €). Mentre i giochi nuovi hanno prezzi alti, consapevoli che il prossimo anno molti si potranno ritrovare a molto meno.

In questi giorni di fiera ho anche sentito dire che ormai il kickstarter, e in generale gli ordini su Internet, faranno morire le fiere come Essen. Personalmente trovo la cosa impossibile, o per lo meno non nel breve. Ogni anno il numero di metri quadrati, di visitatori, di editori e di giochi (oltre 1.200 nel 2019 ) presenti in fiera è in aumento. Senza sottovalutare che il mercato retail a volte è più tempestivo dei kickstarter e che permette la prova del gioco e la verifica della componentistica.

Anche quest'anno non potevano mancare un paio di peripezie. La prima ha rischiato di non farmi arrivare ad Essen perché, un'ora prima di partire, quando ho prelevato, il mio portafoglio è caduto dentro una grata non rimovibile. Per fortuna ho chiamato rinforzi (IL SOCIO) che con i pali delle lanterne da orienteering è riuscito a recuperare il portafoglio (documentato nelle foto sotto). La seconda disavventura riguarda il flash che ci ha abbagliato in autostrada in Svizzera e che di solito si traduce in letterina dal tal Cantone con relativa multa.

Un momento simpatico è stato quando, camminando per i padiglioni, ci siamo imbattuti in una scatola del gioco Essen the Game, non ricordo chi mi strattona per un braccio, mi ferma e mi dice: "quel gioco ha rubato l'immagine della nostra manifestazione Essen@Milano".

Cose utili da appunarsi:
  • il pass auto (fondamentale, non so come riuscirò a farne senza il giorno che capiterà)
  • un marsupio (ormai ho abbandonato carrelli ikea e zaini, specie quando si ha la macchina sotto la fiera)
  • una ricarica per il cellulare
  • la compagnia giusta
  • un thermos per il caffè
  • un panino fatto fuori dalla fiera la mattina (meglio evitare code e prezzi da fiera, portarsi un panino dalla bäckerei sotto casa è la soluzione migliore)




Questi i nuovi giochi provati nell'immediato dopo Essen:

44. Tal Der Wikinger - 2019 - HABA - 6.5
Giocato subito lunedì con i bimbi che si sono divertiti prima a costruire le navi vichinghe e poi a giocarlo. Giochino di tattica e abilità, vincitore anche del Kinderspiel des Jahres Kritikerpreis. Si tratta di cimentarsi nella tradizionale gara di "butta giù il barile". Due regolette e si inizia a giocare. Un gioco che fa molto bene il suo anche se non passerà alla storia.


45. Terramara - 2019 - Quined - 7.5
Tanta aspettativa per questo gioco da molti già apprezzato. Al mio tavolo il gradimento è stato freddino, un buon gioco che non ha entusiasmato, a me invece è piaciuto e voglio farci presto una nuova partita. Tante le cose da approfondire come la forte asimmetria con i poteri iniziali che determinano poi la strategia da seguire; simpatica anche la scelta di perdere il proprio bonus trasformandolo in versione adulta. Le tante tessere non utilizzate mi fanno pensare anche ad un gioco molto longevo e lo studio delle varie track mi affascina perché mi paiono tutte molto importanti. Un gioco non semplice, ma che diventa fluido una volta compresi flussi e iconografia.

46. Sprawlopolis - 2018 - Quined - 6
Gioco di carte compatto che inaugura una nuova serie della Quined: giochi veloci, tascabili a prezzi contenuti. Si tratta di un mazzo di poche carte con un regolamento e dei segnapunti. Cooperativo, si può giocare fino a quattro giocatori; personalmente lo trovo altrettanto valido e interessante in solitario. Le prima tre carte determinano le regole del gioco, che ogni volta saranno diverse e questo fornisce un po' di longevità; inoltre le stesse regole potrebbero tra loro ostacolare la strategia da seguire. In modalità cooperativo vige solo la regola di non far vedere la carta in mano ma viene stimolato il dialogo e il confronto tra i giocatori. 


47. Circle the Wagons - 2017 - Quined - 7
Mentre leggevo le regole sono rimasto incredulo nel constatare che si trattasse di un gioco identico a Sprawlopolis: unica differenza, questo è competitivo e si gioca solo in due giocatori. Approfondendo ho scoperto che, anche se nella nuova collana della Quined viene dopo a Sprawlopolis, in realtà è un gioco più vecchio. Strategicamente lo trovo anche più interessante perché a ogni turno mette i giocatori di fronte ad una scelta che determina non solo il proprio risultato, ma anche quello dell'avversario. Un giochino da pochi minuti con pochissima ambientazione, ma che richiede un minimo di valutazione. Già fatte tante partite in famiglia e alla fine è diventato il nostro preferito tra i tre giochini compatti.

48. Era of Tribes - 2019 - Black Beacon Gams - 8
Fantastico gioco che richiama il vecchio Advanced Civilization ma che elimina le tante carte (sviluppi tecnologici e commercio) ma aggiunge una parte di combattimento molto più articolata che, a mio avviso, strizza l'occhio all'idea di Cry Havoc. Un concentrato di civilizzazione che rimane comunque bello lungo, eliminando la parte di contrattazione commerciale e inserendo una meccanica di sviluppo tecnologico molto interessante e originale. Un gioco che necessita di molte partite per essere padroneggiato ma che ha tutto per piacere agli amanti del genere, anche se l'inserimento di tre dadi potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

49. Stew - 2018 - Quined - 5
Terzo e ultimo giochino di carte della Quined. In comune con i fratellini ha: l'ambientazione inesistente, un piccolo mazzo di carte e un regolamento semplice. Il gioco è elementare tanto da apparire banale. Si tratta di preparare un minestrone senza dimenticare però di nutrire gli animali presenti nei dintorni e il vagabondo. A mio avviso è molto difficile riuscire ad avere un controllo sul gioco (anche nella versione a due giocatori) e questo lo rende casuale. La partita termina nel momento in cui un giocatore dice "stop", immaginate un po' la meccanica del sette e mezzo. Adatto a tutte le età e semplice da intavolare anche se comunque non so quante volte mi verrà voglia di cucinare.

50. Chai - 2018 - Quined - 6.5
Il gioco sui the. Puccettosissimo, con materiali gradevoli, piastrelle colorate, carte fumettose, tazzine di the di gomma, un tappetino (è un extra) che fa da tabellone e apparecchia la tavola attirando tutti i giocatori. Sì, il colpo d'occhio è il valore aggiunto di questo gioco che risulta poi essere gradevole anche se non così originale e imperdibile. Semplice e adatto ad ogni età è mio avviso perfetto per attirare ad un tavolo di gioco chi solitamente non ne è molto avvezzo.

51. Point Salad - 2019 - Alderac Entertainment Group - 6.5
Andato esaurito il giovedì ad Essen, questo giochino di carte, ha saputo conquistare tutti quelli che lo hanno provato; be', quasi tutti. Io sono rimasto freddino, ma in famiglia e in associazione è piaciuto a molti. Il gioco si spiega in pochi minuti, le carte hanno due facce, una che determina in che modo il giocatore che se la aggiudica farà punti vittoria e il secondo lato con una delle sei verdure raffigurate. Al proprio turno un giocatore potrà prendere una carta punti oppure due carte verdura. Devo ammettere che una partita tira l'altra e vedere anche mio figlio giocarlo con piacere ed allenarsi in matematica mi ha favorevolmente impressionato.

52. Barrage - 2019 - Cranio Creations - 9
Finalmente, dopo tanta attesa è arrivato e sono riuscito a provare Barrage, lo dico perché era da prima di Essen 2017 che lo tenevo d'occhio con interesse anche se nel frattempo, più che del gameplay, si è parlato di problematiche di altro genere. In questo caso però l'effetto 'purché se ne parli' è stato a mio avviso una grande pubblicità.
Partendo dai materiali non posso che concordare su molte perplessità rimanendo allibito per le 'gocce inutilizzabili' (già sostituite nelle nuove edizioni) e i macchinari inutilmente particolareggiati ma poi in numero insufficiente. I pezzi differenziati per ogni fazione sono un orpello non indispensabile, il tabellone è cupo e non di immediata lettura ma in poche partite sono certo risulterà familiare.
Detto questo il gioco è godibile, punitivo, stretto, strategico e tattico. Amo anche io le fazioni asimmetriche, ma dopo una partita non mi permetto di parlare di bilanciamento, anche se ho già maturato delle prime preferenze. Il gioco necessita di un minimo di esperienza, piazzare dighe o fabbriche al posto giusto e al momento giusto è fondamentale, così come risolvere contratti e far girare le rondelle.
Ho apprezzato meno la concessione finale di punti bonus (pochi) per le 'frattaglie' avanzate, lo trovo un contentino che premia chi non ha massimizzato la propria produzione. Altre evidenti critiche non ne trovo, anzi muoio dalla voglia di rigiocarci perché è un gioco (come dovrebbero essere tutti) che necessita di diverse partite per essere compreso e padroneggiato con maggior cognizione.
I paragoni con Terra Mystica e Brass mi sono parsi eccessivi. Sì, un paio di cose in comune ma il gioco non fa il verso a nessuno e anzi direi che splende di luce propria.
Al momento parto con una valutazione complessiva alta (9) ma sono desideroso e curioso di rigiocarlo più volte per emettere la sentenza: 'fu vera gloria'?

53. Mysthea - 2019 - Tabula Games - 8.5
Gioco di maggioranze molto interessante con card driver. Personalmente mi ricorda Blood Rage ma lo trovo più pimpato. Offre tante opportunità strategiche, migliorie, espansioni, battaglie (che però come in Scythe non sono così preponderanti e frequenti).
Una spolverata di cooperazione per sconfiggere i mostri, per il resto sono botte da orbi anche se spesso subdole, ovvero avvengono per il sorpasso in quella maggioranza preziosa o il riposizionamento dei territori. I differenti poteri dei leader aggiungono ulteriore variabilità ad un gioco già molto ricco. Promosso.



FOTO