venerdì 31 gennaio 2020

MOO 2020


Clamoroso secondo posto malgrado il tifo conto di ATM

Con questa frase riassumo il MOO2020 che, come sapete, è per me molto più che una corsa. Non vorrei sovraccaricarlo di pressioni che farei fatica a gestire i prossimi anni, ma questa è la mia gara preferita, quella che mi diverte e a cui tengo di più.

Facciamo qualche passo indietro: 21 NOVEMBRE 2019:


I miei propositi erano buoni, da metà dicembre mi sarei allenamento 30' tutti i giorni: Bergamo/Bolettone con il socio/corse in montagna...
Supero agilmente il periodo delle feste ma poi un improvviso rigetto. L'8 gennaio mi passa la voglia, sarà pigrizia, freddo, stanchezza o il lieve stiramento muscolare, sta di fatto che mi blocco e non mi alleno più.

Intanto, fronte iscrizioni, tentiamo di aggiudicarci il pettorale numero 7, numero caro a Eugenia. Sfortunatamente non ci riusciamo e ripieghiamo sul 17.

26 GENNAIO 2020: eccoci ai nastri di partenza, tantissime squadre iscritte, credo una sessantina, in prevalenza orientisti ma non solo. Prima della gara tradizionale briefing che, come un'adolescente, col passare degli anni si allunga sempre più. Remo condisce le importanti informazioni specifiche di ogni mappa con riflessioni personali motivando e facendoci apprezzare la scelta di visitare determinati luoghi di Milano spesso recuperati o in evoluzione. Non si dimentica nemmeno di catturare mode del momento come il tram Atmosfera e i servizi di food delivery che dovremo selfiare.

Il briefing si conclude con il classico ‘pronti, partenza, via!’
Siamo catapultati nel prologo che propone 3 domande nel Centro Sportivo Tuberose (mappa da ori) e le restanti nelle vie attigue da ricercare in un vecchio Tuttocittà del 1985!
Bellissima idea e ancora di più la scelta di non mettere il cerchietto in alcuni punti ma di sfruttare le pubblicità dell'epoca prestampate.

Eugenia ed io partiamo come al solito a bomba, probabilmente troppo forte visto che sbaglio la risposta al terzo punto, quella dei # e @ non vedendo l’# piccolissimo. Fuori dal Centro Sportivo, con il senno di poi, avrei fatto tutto un altro giro, più lineare, anche se questa soluzione ci ha permesso alle 10:07 di risolvere il punto con il QR Code senza ressa.

Concludiamo il prologo in pochi minuti, presumo fossimo tra i primissimi se non proprio i primi visto che ci becchiamo i complimenti di Remo. E' giunto il momento di immergerci nella metropolitana rossa ed avvertiamo subito i primi tentativi di sabotaggio da parte dell'ATM.
Così recita il cartello luminoso sulla banchina:


Prendiamo la mappa e cerchiamo alternative, non ne troviamo, ci tocca aspettare 12 minuti e assistere all'arrivo di tutti nostri avversari. Mi sembra di essere ad una gara di F1 dove, dopo un’ottima partenza, arriva la safety-car a ricompattare il gruppo.
I tanti minuti ci permettono in compenso di pianificare la strategia. Decidiamo di fare subito i punti del centro città e di cacciare il tram Atmosfera per poi passare nei quartieri periferici e affidarci alla circonvallazione esterna che per i milanesi ha il nome del filobus 90-91.

Primo selfie sul ponte pedonale di Porta Genova (il punto WC2 della mappa QR Code), qui troviamo i primi food deliverydeliveroo, GLOVO e UBER EATS, non trovando solo l'ormai meno diffuso Just Eat.


Prendiamo la metro verde e scendiamo a Cadorna, con un ottimo azimut arriviamo nei pressi di via Torino per la casa in demolizione (WC1, foto sotto) e poi corsa fino a Cordusio per il mosaico vicino a MAIA (WC6). Il tram Atmosfera non si vede nei paraggi, la speranza era di intercettarlo nella zona tra via Cantù e Piazza Cairoli. Invece nulla :-(
All'improvviso con la coda dell’occhio scorgo un tram verde in lontananza sta arrivando proprio dove doveva essere: in Piazza Castello. Click! Raccolti 50 preziosissimi punti!

Visto che siamo sulla linea rossa cambiamo strategia e decidiamo di andare verso Porta Venezia a fare la mappa 2 (Città Studi). Prendiamo la metro ma a Duomo un calo di tensione ferma il convoglio! Continua il boicottaggio!

Nulla ci fermerà! Scendiamo dal treno e corriamo verso la linea gialla, nuovo cambio di programma che ci porta in Piazzale Corvetto a risolvere la prima parte della mappa Gabrio (la numero 4) con quattro spicchi delle due piazze.

Siamo velocissimi (forse troppo visto che commettiamo il secondo, e ultimo, errore). Procediamo a piedi verso la mappa Symbiosis (6) ma perdiamo diversi minuti a causa di un'uscita pessima da piazza Gabrio R. La mappa enorme e il tracciato impreciso dell’autobus 95 non ci aiutano. E' poi proprio un 95 ad arrivare in soccorso e sfruttiamo il passaggio per fare esattamente una fermata.

Nella mappa dei parchetti (Symbiosis), con in mezzo un punto della mappa QR Code (WC3), perdiamo un po' di tempo a contare gli alberi di un semiaperto confrontandoci con la squadra di Dario e Massimo. A volte le domande sono talmente ricche di informazione che al posto di aiutarci ci disorientano. Trovata la risposta e procediamo spediti scoprendo angoli di Milano nascosti e riqualificati che un po' ci conquistano.

La domanda WC7 è a un paio di km di distanza che dovremo percorrere di corsa. Anche in questo caso riusciamo a sfruttare il passaggio del tram 24 per una fermata (perché i mezzi con tragitti lunghi si fanno attendere infiniti minuti mentre arrivano al volo i mezzi per fare solo una fermata?)
Scesi dal tram corriamo verso Ovest sapendo che, dopo il selfie dal valore di 20 punti, dovremo prendere la 91 in direzione Est, proprio in quel momento vediamo passare non una, ma ben due 91. Comprendiamo che l’attesa successiva sarebbe stata interminabile. Ho la tentazione di rinunciare a questo dannato selfie e prendere subito la seconda 91 ma optiamo per tentare di rispondere a tutte le domande del MOO anche se ce ne mancano ancora molte.

Alla fermata effettivamente il tempo d’attesa è di ben 14’. Ci consola il fatto che proprio durante quest'attesa passa un ragazzo con lo zaino Just Eat che immortaliamo alle nostre spalle intento a fare la sua consegna.

Approfittiamo del tempo anche per rinfocillarci e per cambiarmi, ci è mancato un cicchetto di whisky che avevo promesso ma che mi sono dimenticato a casa (così come l’orologio per visualizzare le tracce e i km percorsi e un paio di pantaloni di ricambio che mi costringeranno, dopo la doccia, a rimettere quelli utilizzati in gara).

Arrivata la 91 la prendiamo ma rimaniamo basiti quando, in piazzale Lodi, arresta la sua corsa e ci informa che era solo un mezzo di rinforzo e che avremmo dovuto aspettare quella dopo.
Fortunatamente poco dietro c’è il capolinea della 92 (che effettua un percorso non segnato nelle nostre mappe ma, scaricando l'app di ATM, scopriamo possa fare al caso nostro). L’autista ci informa che entro due minuti saremmo partiti. Non ci informa invece che, causa blocco di un mezzo nella corsia preferenziale, avrebbe modificato il suo tragitto e allungato non poco la sua corsa (non vi narro le manovre da ritiro patente).
I passeggeri del filobus sono disorientati e pochi capiscono cosa stia succedendo. Eugenia, con incredibile senso civico, ma anche per fare in modo che nessuno disturbasse l’autista, diventa il megafono del filobus e spiega ai più irrequieti il problema rincuorandoli e illustrando il nuovo tragitto.

Dopo troppo tempo, vicino a piazza Novelli, scendiamo e ci dirigiamo verso mappa 2 (città studi), ovvero una carta topografica stilizzata da Porta Venezia a Piazza Piola.

Qui completiamo anche la seconda parte di mappa 4 (Gabrio).
E' tempo di dirigerci verso il WC5, il punto più a Est dell'intera gara. In questa zona incrociamo Giana con Niccolò, Quelli del '67 (Giovannini e Galletti) e le sovversive Fede Negri e Laura. In tutta la gara, fortunatamente, incontriamo pochissime altre coppie. Una volta raggiunto il punto potremmo tornare sui nostri passi per prendere la metro in Piola oppure potremmo correre verso la Stazione di Lambrate. Vedo in lontananza arrivare un tram in direzione Lambrate e decidiamo di sfruttarlo. Giungiamo alla banchina, attendiamo il tram, ma questo non si ferma.
Era un mezzo di soccorso che trainava un tram guasto a rimorchio. Ok, si continua a piedi, poi metro verde fino a Gioia.


Il punto a Gioia è simpatico e per nulla banale, chiediamo al dipendente ATM informazioni specifiche sul passaggio dei treni per rispondere alla domanda, pare che altre coppie abbiano fatto la medesima domanda perché il tipo ci spedisce senza esitazioni nel punto esatto dove reperire la risposta. Qui serve esser lucidi perché la domanda è volutamente difficile e porta all'errore se non risolta con attenzione.

Usciti da Gioia corriamo fino all'Esselunga di Garibaldi dove inizia mappa 3 che ci porterà sui binari del treno in stazione. Risolverla si rivelerà più semplice di quanto poteva sembrare ascoltando il prologo. Siamo arrivati all'ultimo passaggio in metro, per non farci mancare nessun colore prendiamo la lilla.

Correndo verso la sede dell'A.C. Milan vediamo Kri e Metka e un altro team. La mappa ci porta verso il centro commerciale e il parchetto del nuovo quartiere Portello.
Cominciamo ad essere un po' stanchi. Le risposte tra di noi sono più secche del solito ma riusciamo a mantenere quel giusto equilibrio tra tensione e serenità per non guastare il feeling di squadra. Il cronometro però ci informa che manca solo mezz'ora alla fine della gara.

Conclusa mappa 5 ci troviamo sotto il ponte della Ghisolfa scoprendo che il servizio della 90-91 è soppresso e non passerà. Non ci resta che dirigerci di corsa verso Piazzale Stuparich, dove sta per iniziare un qualche evento sportivo. Poi dritti fino a Piazzale Lotto, invaso dai tifosi interisti in uscita dallo stadio dopo il pareggio con il Cagliari.

Il sogno era quello di trovare la 90-91 o, meglio ancora la 98. Prendere la metro rossa, e cambiare a Pagano, ci avrebbe portato molto probabilmente oltre le 5 ore di gara.

Fortunatamente, dopo aver sbagliato il sito del capolinea della 98, vediamo il nostro autobus.
Sfortunatamente quando arriviamo chiude le porte e parte senza di noi.

Abbiamo solo una speranza: correre verso la fermata successiva e anticipare il bus. Attraversare piazzale Lotto durante l'esodo dallo stadio è rischioso quanto cercare di attraversare l'A4 con la nebbia. Miracolosamente usciamo illesi dall'impresa arrivando prima della 98 alla fermata, sull'autobus incontriamo Chiara Gatti e Giorgio che ci confessa aver fatto del sano tifo-contro rispetto alla nostra impresa di inseguimento ;-)

Non facciamo in tempo a tirare un sospiro di sollievo che ci accorgiamo che il mezzo procede molto lentamente, ci domandiamo se riusciremo ad arrivare in tempo. Ad Eugenia viene la voglia di scendere e provare a correre fino al ritrovo più veloce del bus. I chilometri che mancano però sono ancora molti e smonto la sua proposta. Incrociamo le dita e optiamo per scendere comunque a Bande Nere, una fermata prima del dovuto, facendo affidamento sulla nostra velocità.

Anche lo sprint finale è corso al massimo, benché con un po’ di lucidità avrei realizzato che non aveva senso impegnarsi non vedendo nessuno nei paraggi. Alla fine il cronometro fa registrare 4h e 53' sulle 5h a disposizione; lo stesso tempo del 2019.

Come ogni anno siamo riusciti a vedere tutti i punti ma i soli 2 errori ci portano a conquistare un prestigioso secondo posto impreziosito da una birra artigianale a testa e dalla confettura di frutta brutta ma buona.
Non ho mai corso il MOO per i premi (anche se fa piacere conoscere l’attenzione che Remo mette nel cercare prodotti di piccolissime realtà locali), mi piace di più la soddisfazione di aver battuto tanti amici come gli Animals ma anche Mark e Mauro con cui vado a bere un paio di birre e racconto scelte e peripezie.
E' bello vedere come guardano con ammirazione e stupore le scelte strategiche e le soluzioni prese da quel ciccione, lento, che ogni anno li batte.

Oltre agli amici citati al MOO c'erano anche i nirvanici Hiroki con Liela, il canguro, Friz e Marcello, ma soprattutto Alessandra in coppia con Chiara Sergenti. Dico ‘soprattutto’ perché so che l'amicizia e la rivalità tra loro ed Eugenia è forte e se ci avessero battuto sarebbero stati dolori (per me).
Poi c’era un furgone di tosco-emiliano capeggiati da Whites e dalle spetteguels. C'erano tutti i Barenghi (anche Rocco!), Piero con nipote, Davide e Paola, Lucia, la Manu Pozzi che non vedevo da tanti anni e soprattutto l'unica squadra capace di batterci composta da Grilli, Fabrizio e Cesare.

Un ringraziamento speciale, come sempre, va alla mia compagnia di MOO che mi tira il collo, mi sgrida quando le chiedo due volte la stessa cosa, ma che mi stima e mi fa dare il massimo!

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