venerdì 25 ottobre 2019

Essen 2019 - Day 2

Una carrellata di giochi provati ad Essen: giochi nuovi, giochi vecchi, pochi turni o partite intere. Queste le mie primissime impressioni, non definitive, molto personali e a volte anche influenzate dalla composizione del tavolo. 
Ma tant'é...

12. Bat Cup - 2018 - Mystical Games - 7.5
Questo gioco spagnolo mi colpisce grazie ad una grafica vivace e colorata e per le belle miniature di automobili; si tratta di un tradizionale gioco di corse automobilistiche simile a Rush&Bash, ma con alcuni aspetti euro presi addirittura da Race! Formula 90. Il gioco fa il suo molto bene e permette di aggiungere diverse regole opzionali a seconda del tavolo e dell'esperienza di gioco. Acquisto mancato con rimpianto.

13. The Path of the Adventurers - 2020 - Juegorama - 3
Ancora un cooperativo, nello specifico un dungeon crawler con predominante presenza di dadi. I nostri avventurieri (che in maniera molto originale sono un barbaro, un elfo, un nano e un semiorco), dopo essersi adeguatamente equipaggiati, dovranno esplorare nuovi ambienti, sconfiggere goblin e troll, che appariranno nel corso della partita sempre più potenti e numerosi, per poi sconfiggere il Signore Oscuro (uno dei due potenti antichi) che sta causando angoscia nel regno. Penso che il pensiero condiviso al tavolo dopo questo suggestivo scenario sia: "Wow, che idea originale...". In sintesi tutto già visto e poco coinvolgente.

14. Dekalko - 2019 - Happy Baobab - 6
Gioco coreano; ricorda tanto Pictionary ma con una realizzazione che lo porta ad essere giocabile anche dai più piccoli. In sostanza bisogna ricalcare con un pennarello cancellabile l'immagine/foto ricevuta, posizionandola sotto ad una pellicola trasparente. Una volta terminato il disegno (ma velocemente per fare più punti) bisogna nascondere l'immagine e far indovinare il soggetto. Tutto molto semplice e veloce: banale se vogliamo, ma al tempo stesso funzionale, divertente e adatto a tutte le età.

15. Farben - 2018 - Pegasus Spiele - 6.5
Ottimo family game. In estrema sintesi bisogna raccontare delle storie e abbinare dei colori partendo da una parola estratta (da un mazzo di carte) e comune a tutti. Il racconto deve essere intrigante per fare in modo che venga ricordato. Infatti, dopo tutti i racconti di tutte le parole estratte, si faranno punti in base agli abbinamenti corretti che gli altri giocatori riusciranno a fare aiutandosi nel ricordare i racconti. Un gioco molto carino che ha il pregio di far conoscere tra loro le persone sedute al tavolo. Perfetto family e party game.

16. Second Chance - 2019 - Pegasus Spiele - 5.5
La cosa stancante di Uwe Rosenberg, autore che tra l'altro apprezzo, è che quando idea un gioco di successo poi deve farne almeno un altro paio che replichino quella meccanica. Ed eccoci a giocare a questo Second Change, gioco tra l'altro gradevole, che replica parte della meccanica di Patchwork (che comunque considero superiore sia per strategia che per materiali). Second Chance permette però di avere al tavolo un numero variabile di giocatori da due a sei.

17. Pictures - 2019 - PD-verglag - 6.5
Sarò onesto: a questo gioco non avrei dato un centesimo. Solo grazie alla dritta di Nonno Goblin mi ci sono avvicinato. Ogni giocatore ha un'immagine che deve cercar di far indovinare agli altri giocatori (con la stessa modalità descritta in Dekalko). In questo gioco però dovremo utilizzare oggetti differenti, ovvero:

  1. cubetti colorati
  2. carte
  3. due stringhe
  4. sassi e tronchetti
  5. prismi di legno
Le immagini sono spesso composte e articolate, il gioco è banale ma devo dire che le persone ai tavoli che ho visto e a cui ho giocato si sono divertite molto. Party game adatto a tutti.

18. Yōkaï no Mori - 2013 - Ferti - 5
Passiamo agli astratti (anche se con grafica graziosa e curata), questo gioco di spostamento pedine con regole che ricordano gli scacchi (semplificandoli) sembra banale, mentre in realtà offre una buona profondità. Il gioco ha anche la possibilità di essere configurato con pedine differenti (e abilità differenti) per garantire maggiore longevità.

19. Senseï - 2016 - Ferti - 8
Questo secondo astratto, con un paio di miniature bellissime, mi ha colpito ancora di più. Gioco per due giocatori che prevede la conquista dell'estremità avversaria un po' come Quoridor e Kamisado. Rispetto a questi però permette in maniera alternata di fare fino a tre mosse consecutive. Il gioco mi ha conquistato e ci ho fatto subito diverse partite, alcune con Gionata. Non l'ho acquistato (costava venticinque €uro) perché non ho mai modo di giocare a questi astrattoni per due giocatori, ma è un gran bel gioco.

20. Montmartre - 2019 - Bankiiiz - 5
Spinti da Oscar proviamo questo gioco. Le illustrazioni sono a mio avviso bellissime, ma con questa affermazione ho terminato i punti di forza di questo gioco dove la casualità, nell'uscita delle carte, la fa da padrone. Le semplici meccaniche offrono un minimo di strategia e tattica ma nulla di speciale o innovativo. Giochino da venti minuti senza infamia e senza lode.

21 Yōkai - 2019 - Bankiiiz - 8.5 
Tra tutti i cooperativi provati in questi quattro giorni Yokai è quello che mi ha più sorpreso e conquistato. Siamo ai livelli di Hanabi per peso, profondità e bellezza. Già fatte tre partite perché non siamo riusciti a resistere e ci abbiamo giocato subito anche a casa. In sostanza la squadra deve riuscire a posizionare le carte (coperte) dello stesso colore (ci sono quattro colori diversi) in maniera tale che siano adiacenti. Entrare in sintonia con la squadra non è immediato e spesso si tende a ricercare tutte le informazioni, mentre si dovrebbe provare ad intuire quando già visto dagli altri. Molto bello!

22. Avalon - 2012 - Indie Boards & Cards - 10
Non credo ci sia bisogno di altre parole, però ci abbiamo giocato anche a Essen, e Agz mi ha intortato.

23. Insider - 2016 - Oink Games - 2
Che ci posso fare, il gioco proprio non mi è piaciuto. Continuo a trovarlo casuale e senza senso anche se so che c'è chi lo apprezza molto. A mio avviso fare l'insider, specie in gruppo numeroso è facilissimo e sgamabile solo casualmente. Il giochino, da cinque a otto giocatori, non gira e gli preferisco i più articolati Spyfall e Avalon. Malgrado ciò alla fine ci abbiamo fatto tre o quattro partite.

Day1
Day3
Day4
Resoconto Finale

giovedì 24 ottobre 2019

Essen 2019 - Day 1

Una carrellata di giochi provati ad Essen: giochi nuovi, giochi vecchi, pochi turni o partite intere. Queste le mie primissime impressioni, non definitive, molto personali e a volte anche influenzate dalla composizione del tavolo. 
Ma tant'é...

1. Omerta - 2019 - Helvetiq - 8
Giochino di carte molto carino da venti minuti. L'obiettivo del gioco è quello di restare con pochi punti (bottiglie) in mano. La particolarità è che la mano è coperta e non visibile nemmeno al proprietario. Gioco con molta interazione, ci sono ribaltamenti di fronte frequenti, gradita una buona memoria. Ambientazione gangster.

2. Bandido - 2016 - Helvetiq - 7.5
Giochino del 2016 di carte che già avevo provato. Si tratta di un cooperativo dove bisogna cercare di non far fuggire il bandido senza però rivelare le carte in mano agli altri giocatori. Sebbene il gioco sia semplice da apprendere, non è così facile batterlo: ci sono due livelli di difficoltà (con cinque o sei vie di fuga) per adattarsi alle esigenze di ogni squadra. Gioco dove non manca un po' di casualità ma resta gradevole e veloce.

3. Misty - 2019 - Helvetiq - 3
Giochino di carte abbastanza banale e senza troppa originalità. Gli elementi che lo caratterizzano sono la casualità nella pesca delle carte e il draft iniziale. La grafica delle carte riporta gli immaginari disegni di un bambino su un vetro tutto appannato, dovremo cercare di posizionare i disegni in maniera ottimale per poi spostarli (se richiesto) e quindi fare più punti possibile. Gioco poco longevo con ambientazione completamente inesistente, non mi ha per nulla conquistato.


4. Team Up! - 2018 - Helvetiq - 7
Rispetto agli altri giochini della casa editrice svizzera questo ha materiali più pregiati, tutti in legno, di conseguenza scatola più grande e prezzo più alto. Nel gioco viene riprodotto un pallet in miniatura su cui posizionare pacchi di varie dimensioni: bisognerà cercare di tenere tutto compatto e non troppo in alto. Cooperativo con il problema non risolto del giocatore dominante. Il meccanismo gira comunque bene e diverte. Gioco tattico e nel complesso un bel prodotto, forse poco originale (si rifà a Tetris) e un po' semplice. Anche la fortuna riveste un ruolo importante.

5. Control V - 2019 - JoyEnjoy Inc. - 6.5
Gioco coreano, astratto, di espansione territoriale. Meccanica interessante a specchio che offre differenti strategie: dall'espansione rapida a quella più ragionata. I materiali di plasticaccia non mi piacciono e lo banalizzano: in realtà il gioco è strategico e rende sia in due che in più giocatori, noi lo abbiamo fatto in quattro. Astrattone di buona profondità, anche il titolo ha il suo perché.

6. Who am I? - 2019 - JoyEnjoy Inc. - 4
Altro gioco coreano. A mio avviso da il meglio in due giocatori, anche se viene spacciato come giocabile fino a quattro. Il gioco non è nemmeno presente su Boardgamegeek e, a mio avviso, fanno bene a non mettercelo. Obiettivo del gioco è indovinare abiti e tipo di animale dell'altro giocatore/schieramento con la deduzione e le informazioni reperite dalle prove precedenti. Ricorda, alla lontana, Mastermind, ma a mio avviso risulta meno profondo e strategico.

7. Dadaocheng 2nd edition - 2019 - Soso Studio - 7.5
Seconda versione, migliorata, di un gioco di Taiwan che già mi era piaciuto molto (ho la prima versione), uno dei migliori del 2015 a mio avviso. Anche la nuova edizione però non risolve il principale problema di Dadaocheng: la paralisi di analisi. La nuova edizione elimina moltissime carte e semplifica meccaniche e flusso di gioco. Ora risulta più elegante la seconda parte della fase azioni, quella successiva alla raccolta delle risorse, e permette notevoli combo e incastri. Gioco con buona interazione ma che continua ad essere poco apprezzato.

8. Humboldt's Great Voyage - 2019 - HUCH! - 5.5
Malgrado una partita stupenda con Pupina, Davide e Claudia e con uno spiegatore molto simpatico, il gioco si è rivelato piatto. Meccaniche semplici e lineari, ma non ho trovato idee originali. La scintilla non è scattata anche a causa dell'interazione modesta e di un ambientazione inesistente. Al di là delle scelte durante la fase di giocatore attivo, Humbold's Great Voyage sembra giocarsi da solo, quindi il mio giudizio lo rilega a gioco poco gratificante e interessante. Un plauso invece a grafica, molto chiara e gradevole sia nei colori che nei materiali.

9. Bruxelles 1897 - 2019 - Geek Attitude Games - 8
Splendido concentrato del fratellone: Bruxelles 1893. Questa versione di carte ne mantiene i principali elementi e il flavor. La versione deluxe, che però costa più del doppio, ha un tappetino molto bello e funzionale in aggiunta al Manneken-Pi in metallo (ovvero il segnalino primo giocatore raffigurante il ragazzetto che fa la pipì) e una carta promo. Il gioco è molto profondo e trasmette la sensazione della coperta corta. Gioco sia tattico che strategico con interazione fortissima. Mi ha conquistato perché offre anch'esso, come il fratello maggiore, diverse strategie tutte molto valide. Ottimo lavoro.

10. Mystery House: Adventures in a box - 2019 - Cranio Creations - 4
Altro collaborativo (sembra essere l'anno dei cooperativi) con un'idea di fondo carina. Il gioco sfrutta il supporto tecnologico con un applicazione per cellulare o talet che sostituisce il vecchio ruolo del master. Mi sembra di aver capito che sia l'unico gioco andato esaurito della Cranio (avevano anche Barrage, per dirne uno). Detto questo, a testimonianza che i miei gusti sono decisamente personali, il gioco non mi ha per nulla conquistato. Alla simpatica fase di ricerca informazioni guardando dettagli attraverso fessure e cercando indizi vari, si contrappone il pragmatismo che mi ha fatto notare alcune falle nel gioco, soprattutto se giocato da giocatori euro (sappiate che all'estero non si chiamano german ma euro). Seppur ci siano numerosi scenari e storie, trovo poco longevo e ripetitive le dinamiche e mi potrebbero stancarmi già dalla seconda partita.

11. Electropolis - 2019 - Homosapiens Lab - 8.5
Piccolo gioiellino taiwanese con ambientazione presa in prestito da Alta Tensione. Materiali resistenti e di buona fattura e grafica gradevole: il gioco risulta semplice ma al tempo stesso profondo. Il meccanismo di scelta azioni è ben ideato e garantisce una forte interazione. Siamo dei sindaci di una città e dobbiamo valutare pro e contro di ogni soluzione energetica/fabbrica per soddisfare le esigenze della cittadinanza; al tempo stesso dobbiamo tenere sotto controllo il livello di inquinamento dell'aria. Gioco molto tattico, veloce ma al tempo stesso gratificante. Mi fa piacere averlo consigliato agli amici di Ken (l'americano) e tutti lo hanno comprato ed apprezzato. Inoltre è stato divertente battere quei furbacchioni di Agz, Killa e Paolino nella sfida a casa di Anjelica.

Day2
Day3
Day4
Resoconto Finale

domenica 13 ottobre 2019

MOO BICI 2019



Con questa gara ho chiuso il cerchio, aperto lo scorso anno, intorno a Milano.

Cambiano le zone, cambiano i parchi e i campi rom, cambia anche la/il compagna/o di avventura ma la versione pedalabile del MOO, organizzata da Remo, resta una gara che mi diverte molto.

La pedalata parte esattamente dove si era conclusa l'edizione 2018: il parco recuperato ex Area Pozzi, un luogo mai visto fino ad un anno fa. 

Con il mio compagno, mio fratello Andrea, decido di incontrarmi e lasciare le macchine in zona arrivo per poi raggiungere la partenza in Metro e quindi in bici.

La frazione in Metro è rilassante e cerco di recuperare le ore di sonno perse (la sera prima giochi in scatola fino alle 4 di notte e la mattina compromesso per nuova casa) con il metodo Milani che in pochi minuti dovrebbe far recuperare ore di sonno. Arrivati a Bisceglie, impreparati, puntiamo verso la partenza ma sbaglio completamente strada e direzione ritrovandomi in zona Tangenziale Ovest.

Mi accorgo che non sono in grado di utilizzare google maps per orientarmi, e temo di non arrivare in tempo per il via, ma mi rincuoro pensando che è meglio fare errori prima della gara che non durante.
In Metro con noi c'erano Alberto Grilli e il trio dei GariGott, tutti arrivati in partenza molto prima e infatti presenti nella foto pre-gara. Noi arriviamo comunque in tempo, al pelo, per il brifing.

Inizialmente la squadra doveva completarsi con un terzo componente, il quasi extra comunitario Mark Hayman. L'inglese, un po' come Tevez quando stava per passare al Milan, all'ultimo minuto decide di ripensarci e sceglie come compagno il pluricampione italiano di MTBO Giaime.

Il MOO BICI riesce a portare ai nastri di partenza tanti amici orientisti, oltre ai già citati Mark e Giaime, GariGott e Alberto, troviamo alcuni nirvanici come AndrEma in bici, il socio Oscar con l'ispanico, la Friz e il suo team di Turbigo, Miki Titoli con Marco, Marco Giovannini e Mary, il terzetto Angelo, Fabrizio e Cristina Karen, l'immancabile Giorgio Gatti, Licia, la coppia Vivaio Belisario e Maia (che ci presta una biro per poter rispondere alle domande, GRAZIE). Tra i partenti anche il competitivo Samuele (secondo lo scorso anno) con un suo amico bolognese e alcuni 'animals', orfani di Danilo, quali il canguro, Dario, Hiroki e Leila.

La gara inizia con un tradizionale prologo che propone 10 punti di controllo a destra e sinistra del Naviglio Grande. Si parte a razzo, vedo 5 o 6 squadre davanti, noi capeggiamo il secondo gruppetto distanziato di qualche secondo. Dopo poche centinaia di metri mi salta il porta-cellulare fissato sul manubrio, finirà subito nello zaino.

Noto che tutti puntano al punto 6, per evitare code decido di andare al 5 per poi fare 9, 10, 7 e quindi recuperare il 6. Tutte le squadre sono vicine ma, un po' come prevedibile, mi accorgo che i team Samuele/amico e Mark/Giaime hanno un passo migliore.

Il selfie del prologo lo faremo in mezzo ad un set cinematografico.

Per il primo giretto riceviamo solo una mappa così Andrea è costretto a fidarsi delle mie scelte di percorso che prevedono poi di fare 8, 2, 3, 4 e per ultima la 1.

Penso di esser terzi ma mi accorgo che la coppia di Mark/Giaime deve recuperare la 5. Transitiamo così, in meno di 15', secondi al cambio carta dietro a Samuele/amico e con una coppia di giovani in rosso poco dietro. Quasi tutte le squadre concluderanno il prologo in meno di 30', tranne i poveri Hiroki e Leila che ci metteranno quasi un'ora a causa di un imprevisto meccanico. 

Ricevute le 3 mappe in A3 partiamo verso le cascine di Ronchetto sul Naviglio, una zona anomalamente agricola per essere così vicina a Milano. Dalla 13 alla 14 ci supera il FrecciaRossa Mark/Giaime. Una volta a testa però faranno dei micro errori che ci permettono di ripassarli per poco tempo.
I punti dal 14 al 19 sono buttati sulla mappa un po' a casaccio, questo offre l'opportunità alle squadre di scegliere sequenze differenti. Opto per il giro 14, 16, 19, 18, 17 e poi 15. Nessun altra squadra seguirà questo ordine permettendoci di incrociare tutti gli avversari e appurare che siamo terzi a poco dai primi due team. Dietro di noi abbiamo la coppia rossa, il trio GariGott, altri 3 ragazzi, Friz e Turbigo, il trio Angelo, Fabrizio e Cristina Karen, quindi socio e ispanico.
Da quel momento in poi non vedremo più nessuno se non per un istante Samuele e amico.
Tra le particolarità della mia scelta c'è la corsa fino al punto 17 (la molla GIALLA del cane) fatta a piedi perché le bici le abbiamo lasciate al di là del ponte sull'autostrada.

Suggestivo il selfie sul Naviglio, peccato che la caratteristica foschia milanese non ci premi con lo skyline meneghino.

Dal punto 20 in poi seguiremo la sequenza numerica senza alcuna variazione.

Il sentierino pedonale che porta alla 22 è molto bello, non so come fa Remo a trovarli certi passaggi. Mi fa ridere però che mio fratello, ormai rassegnato a compilare il foglio delle domande lasciando a me oneri o onori della navigazione, dicevo, mi fa ridere Andrea che alla 22, per trovare il nome della ditta tedesca, abbia praticamente analizzato ogni componente della giostra di corda per poi supplicare un mio intervento per trovare l'incisione ricercata.

Analizzando le scelte solo la tratta 25-26 penso avrei potuto farla in modo differente e forse migliore. Noi siamo passati da Sud, vedendo in lontananza Samuele e amico, mentre si poteva passare da Nord come hanno fatto le altre coppie.

La 29 è l'ultimo punto della prima carta A3, anche se noi cominciamo a navigare sulla nuova mappa già dalla 26.


Rischiamo di lisciare le 'bandiere italiane' della 29 perché sono già concentrato sulla strada per la 30. 

L'attraversamento di via Ripamonti è molto rischioso, ma non tanto quanto il passaggio nel campo rom in zona 31 dove faccio il pelo ad una serie di auto probabilmente rubate. Abbandonata la Zona di Via Vaiano Valle, e dopo il selfie che non mi autorizzava a passare per via del peso, scopro il bel Parco della Vettabbia, ottimo esempio di zona recuperata.

Non ancora recuperata la zona più a Nord, quella del Parco Cassinis dove passiamo vicino a dormitori per homeless e angoli non ben frequentati. Anche qui selfie con dei macchinari gialli.

Intricato, sia per la lettura della mappa che per i sottopassi, l'attraversamento della Stazione di Rogoredo. Al punto 40 troviamo dei supporter che ci indiano la lapide da guardare informandoci del passaggio di qualcuno prima di noi. Necessitano di attenzioni le viette che portano ai punti di controllo 41, 42 e 43.

Il trasferimento verso il punto 44 prevede il passaggio tra i nuovi palazzi del Quartiere di Santa Giulia. Purtroppo troviamo il cancello del parco chiuso. Non ci demoralizziamo e andiamo verso il passaggio più a Nord, anche questo chiuso. Decidiamo di scavalcarlo e passarci le bici sopra l'alta cancellata. Il guaio è che anche l'uscita del parco ha i cancelli chiusi con lucchetto, dobbiamo risalire fino al secondo ingresso per trovare un passaggio aperto.

Appena usciamo dal 45 riconosco Viale Ungheria, la Via dove ha abitato per una vita mia nonna. Il punto di controllo 46 è esattamente di fronte alla sua finestra ed è nel parco giochi dove ho passato l'infanzia. Purtroppo non esistono split time punto su punto (complimenti per gli split time abbinati ai selfie) perché sono certo di aver fatto registrare il miglior passaggio.




Cambio carta e quinto selfie davanti ad un AUTO RIPARAZIONI, proprio dove trent'anni fa benedivano le auto e mio papà ci aveva portato la sua Lancia Trevi.


Intricato il quartiere dei punti 48 e 49 che un po' conosco perché ai tempi dell'ISEF insegnavo in una scuola in zona. Tra l'altro qui, tra i passanti che imbrogliano il nostro passaggio, incrociamo un orientista della Punto Nord.

Vicino al Parco Forlanini, oltre alla grossa manifestazione di Linate con le Frecce Tricolori e blocchi stradali della Polizia, dobbiamo fare il selfie col gasmetro che mio fratello voleva immortalare già all'altezza dei Tre Ponti visto che si vedeva già. Come indicato nel foglio delle domande ci spostiamo nel punto corretto e incontriamo dei ragazzi che ci confermano che siamo probabilmente in terza/quarta posizione.

Il momento più duro della gara è stato il passaggio della ferrovia a Nord di via Corelli. Quattro rampe di scale con bici in spalla prima in salita e poi in discesa mi fanno capire che sono proprio stanco.

Ci ritroviamo quindi al Parco di Via Rubattino con il selfie più complesso perché dobbiamo farci entrare la staccionata, l'acqua, i piloni, Andrea e me (che si sa non sono proprio un fuscello).

Ormai ci mancano solo una manciata di punti di controllo, ma il 56 si rivela complesso perché ci mettiamo troppo a capire come finisce la frase CI PENSA LA VITA...

Il punto 58, come il 26, chiede di identificare esattamente il numero del lampione al centro del cerchietto. Preferisco fermarmi e essere sicuro, faccio bene perché ci sono diversi incroci di sentiero. Entriamo poi nel Parco Lambro e anche qui poteva essere facile sbagliare la collinetta con il lucchetto visto che ce ne sono più d'una.

I passanti del parco sono fantastici perché ancora una volta ci informano sul nostro piazzamento (terzi) e ci forniscono i relativi distacchi e commenti. Precisamente ci dicono: "I primi sono velocissimi e sono passati da tanto, non li prendete più" (Giaime e Mark) "i secondi invece non sono molto lontani" (Samuele e amico).

Manca troppo poco per pensare ad una rimonta e mi accontenterei di non essere superato nel finale ma sono ottimista perché non ho mai visto l'ombra di alcun inseguitore. In questo momento ripenso alle varie domande sperando di non aver commesso errori.

Siamo già in zona Naviglio della Martesana e, dopo aver impiegato qualche secondo di troppo per trovare il GATTO tra il gufo e il topo, e l'appellativo di MIMMO, arriva l'ultimo selfie, il più bello, quello con gli Azulejos dove mi ricordo di fare il sorriso richiesto da Remo.

Rimango attento per l'ultimo punto (63!!!) ma non è così intricato come eravamo stati informati prima di partire.

Sprint finale e le previsioni vengono confermate, oltre la linea del finish ci sono infatti già le bici di Giaime, Mark, Samuele e amico.

Troviamo Mark con una birra in mano e seguiamo l'esempio.

La trepidazione per la correzione delle domande è palpabile, alla fine viene confermato che nessuna delle prime squadre ha commesso errori e quindi terzo posto e podio confermati. 3h e 05', quasi 30' dai primi e 8' dai secondi.

Alla spicciolata arrivano tutti gli amici, anche chi, ormai al buio, non si è mai dato per vinto.

Come sempre dopo queste gare torno a casa felice di esserci stato. Oltre all'organizzatore devo quindi ringraziare Andrea. Avevo infatti rinunciato alla gara sommerso da vari impegni salvo poi ricevere una telefonata martedì scorso che mi diceva: "Allora ho portato giù la bici dalla montagna per fare insieme quella gara di cui mi avevi parlato..." 






martedì 7 maggio 2019

OTrailRun 2019


Cinghiale e Zia Papera
E’ con vero piacere che mi sono iscritto al O.Trail Run. Il primo raid di ori in Ticino, più precisamente a Capriasca che trovo un’area ideale per ogni attività di orienteering.

Ad organizzare il tutto Davide Melena e i suoi studenti, il tracciato oltre alla supervisione di Elena Ross è stato pensato dall'esperto Roby Tetta, una garanzia che non deluderà.

Il ritrovo e la partenza sono nel moderno centro sportivo di Tesserete. Finalmente, chiedendo ad un local, capisco che differenza ci sia tra Tesserete e Capriasca.

I Nirvanici e alcuni simpatizzanti al via
Alle 8.30 partono i concorrenti del percorso Lungo, alle 9 partiamo noi del Corto, che poi viste le lunghezze di 18 Km con 1.300 di dislivello mi piacerebbe venissimo chiamati almeno percorso Medio, ma questa è un’altra polemica.

Iscritti nel Corto comunque vedo atleti quali Seba Inderst, Gigi Pedrini, Gianni Guglielmetti oltre a tante atlete ticinesi molto forti. Nello schieramento vicino a me e a zia papera trovano spazio coppie italiane come le indomabili Silvia B. e Monia M. e Hiroki con la sua principessa Leila.

Pronti per partire
Queste sono le due coppie da battere, tutte le altre mi sembrano inarrivabili.

Al via, come sempre, ci aspetta una bella scalata per uscire dal paese e raggiungere i boschi e poi i pascoli. I local con disinvoltura prendono le viuzze nascoste e i tagli quasi illeggibili in carta, noi ci manteniamo al passo raggiungendo agevolmente la prima lanterna.

Per arrivare alla seconda lanterna ci si presentano diverse scelte di percorso, tagliando per il bosco prendiamo sicuramente la più faticosa.

Il primo trasferimento importante è quello che ci porterà alla lanterna numero 3. Decido di affrontarlo dall'alto nella speranza che la traccia che parte dalla casa vicino alla lanterna numero 2 continui per un po'. Ci troviamo così a correre in un sentierino non segnato in carta ma che segue esattamente la direzione che ci serviva.

La navigazione in questa tratta non è semplice ma sono molto soddisfatto di come procediamo riconoscendo case e prati che ci circondano. Arriviamo alla lanterna in compagnia di coppie accreditate come quella di Gaia e quella di Carol. A fine gare apprenderemo, con orgoglio, che in questa tratta abbiamo fatto il miglior tempo di tutti.

Nella breve tratta che dalla 3 ci porta alla 4 succede l’imprevedibile, zia papera viene costretta a rallentare da un infortunio. Il ritmo che stavamo tenendo l’avrebbe portata a strapparsi costringendo noi a ritirarci e lei ad un problema più serio. Lasciamo andare le coppie vicino a noi e veniamo superati anche dalla coppia che andrà a vincere e, poco dopo, anche da Brambi e Giuga.

La strada che sale e poi scende verso la lanterna 5 ci vede fare la scelta a sinistra, differente, ma molto valida, che però viene vanificata da un attacco al punto anticipato ed errato.

Il ristoro dei campioni
Poco male, capisco che è il momento di bere e rifornirsi. Lo stradone che va verso la 6 è troppo bello e semplice per essere seguito. Decidiamo quindi di tagliare dritto per dritto, scelta più corta che ci porta a salire per poi scendere lentamente verso il laghetto, procediamo sicuri fino al punto ma mi rimane il dubbio se il giro largo sarebbe stato più veloce. Il laghetto visto dall'alto è spettacolare, sembra rosso per via del riflesso degli alberi intorno.

La lanterna numero 7 è la più dura, nessuna scelta, si tratta di seguire un sentiero per poi abbandonarlo e salire fino alla vetta di Cima di Lago (1.146). Fortunatamente a metà tratta incrociamo DeVecchi, Roby Tetta e soprattutto un fornitissimo ristoro con dell’ottima cioccolata!
Era la carica che ci serviva per arrivare in cima al monte.

Sulla Cima di Lago
Qui sorprendiamo il fotografo arrivando da Nord-Ovest. Ci concediamo il tempo di qualche scatto manco fossimo su un set fotografico e poi riprendiamo la gara scendendo verso sud.

La vegetazione e i sentieri non ci risultano chiari tant'è che ci troviamo a correre senza trovare le tracce attese tra boschi e sterpaglie. La lanterna numero 8 è in un bellissimo borgo di poche casette chiamato Chiesa, punzoniamo rapidamente e ci troviamo di fronte ad una scelta difficile, salita fuori sentiero tra prati e boschi o correre su strada perdendo 150 metri di dislivello per poi rifarseli tutti?

La mappa di Capriasca Gola di Lago con il percorso Corto
Optiamo per la seconda scelta più sicura ma anche più letale.
Se salire alla 9 ha messo a dura prova polpacci e polmoni, arrivare alla successiva 10 sarà distruttivo per le ginocchia visto che in pochi metri, su sentiero pietroso, perderemo quasi 400 metri di dislivello passando per il Convento di Santa Maria. 

La stanchezza è talmente tanta che pur di non fare una ventina di metri di dislivello in salita su una comoda strada decidiamo di passare per boschi, cancelli e sentierini in costa che ci porteranno però a far registrare l’unico intertempo peggiore a quello delle coppie Silvia-Monia e Hiroki-Leila.

La gara non è finita, dopo la corsa alla 11, lanterna che avevamo già incrociato, ci tocca dare tutto anche per arrivare alla 12 e poi fino al finish visto che altre coppie cercano di superarci. 

Come spesso accade ci sopravanza solo un componente delle squadre avversaria, quello munito di chip che punzona incurante che il compagno sia alle nostre spalle. Poco importa a livello di classifica trattandosi di coppie maschili.

Commenti post gara
Stanchi ma soddisfatti troviamo docce calde e pasta, anche in questi dettagli l'O.Trail Run si rivela una gara perfettamente organizzata: tracciati all'altezza, pacco gara ricco, sicurezza sul percorso, adesivo di finisher e un caldissimo sole tutto il giorno!
Sfatti ma soddisfatti