martedì 27 luglio 2021

Paleo


Dopo aver provato il gioco vincitore dello Spiel des Jahres 2021 (MicroMacro), con curiosità mi accingo a provare anche il fresco vincitore del premio Kennerspiel des Jahres 2021.

Malgrado la specifica "kenner" nel titolo del premio, ovvero "intenditori/esperti", di solito non mi solletica particolarmente perché mantiene un livello di complessità family. Per onestà intellettuale confermo che non sono mancati giochi di mio interesse quali Village, 7 Wonders e il pluripremiato The Crew dello scorso anno. Sicuramente entrambi i titoli indicati da questi premi sono ottime idee regalo natalizie anche per amici non troppo appassionati.

Paleo, ambientato nell'età della pietra, è un cooperativo come recita l'unica frase sulla cover. Le regole si rivelano semplici e risultano ancora più immediate giocandolo, in sostanza l'obiettivo è quello di completare un graffito parietale preistorico prima di rivelare un numero prestabilito di teschi.

Durante la fase diurna di ogni turno i giocatori cercheranno di recuperare risorse, cibi, pelli o fare scoperte che permettano di superare le avversità della fase notturna. In questa seconda fase infatti dovremo utilizzare le risorse accumulate e sfamare tutte le persone della nostra cerchia, ovvero le carte personaggi molto utili che forniscono abilità speciali.

In base ad elementi noti come il retro delle carte sceglieremo di volta in volta quale missione intraprendere e, se non avremo abbastanza risorse, potremo chiedere la collaborazione degli altri giocatori che potrebbero rinunciare al proprio turno per dei beni comuni più preziosi.

Questa sorta di semi-cooperazione permette a tutti di sentirsi attivi nella fase di gioco e di contribuire alla riuscita dei vari micro obiettivi. Le sfide non saranno per nulla banali e sarà necessario lavorare di squadra per superarle. La pesca delle carte creerà quella variabile di casualità che renderà le partite sfidanti, inoltre il gioco prevede differenti moduli per rendere le sfide sempre diverse.


Un gioco che trovo divertente e godibile, con materiali curati e sagomati, bella la grafica e i disegni dove mi ha stupito notare che tutti i personaggi sulle carte fossero diversi tra loro. La durata della partita è contenuta, è prevista anche la modalità in solitario e può supportare fino a 4 giocatori. Trovo sia perfetto per giocatori occasionali che apprezzano cooperare sfide tutt'altro che banali.

Mio giudizio in sintesi:
Accessibilità ****
Complessità **
Divertimento ***
Strategia **

domenica 25 luglio 2021

Deckscape: l'ora del test

 
Un po' deluso da questo Deckscape.

Ormai mi ero fatto la bocca buona con Ciurma vs Ciurma (il mio preferito, La Maledizione della Sfinge e Fuga da Alcatraz e le aspettative erano sempre più alle stelle.

L'ora del Test invece non ha riservato grosse sorprese, forse perché un po' simile a quanto già visto in precedenza anche se risolvere i diversi enigmi è sempre divertente e qualche indovinello ci ha messo in seria difficoltà.

Questa partita l'ho giocata con a Vezza d'Oglio con Roberta, Andrea e Francesca anche se un po' disturbata da Lisa. Ad occhio i più divertiti siamo sembrati io e Andrea. Il flusso del gioco di carte ci ha subito condotto (ma lo avevo già visto in Fuga da Alcatraz) a percorrere quattro strade simultaneamente, non entro ulteriormente nei dettagli per non generare spoiler.

Come al solito il consiglio è quello di provare fino all'ultimo a risolvere gli enigmi senza guardare le due carte con i suggerimenti aiuto che, anche se non restituiscono penalità, aiutano un po' troppo togliendo un po' di gusto alla sfida.

Mentre giocavamo abbiamo incuriosito Pietro (9 anni) che pare il giorno dopo lo abbia preso in solitaria e risolto (forse con qualche aiutino della mamma).

In sintesi un buon modo per passare una serata, meglio se con poche distrazioni intorno al tavolo e adatto a qualunque tipo di giocatore. Lo consiglio massimo in 4 (ma anche meno) e lo trovo adatto per giocatori dai 9 anni in su se accompagnati da almeno un adulto. Non il migliore della serie ma comunque promosso.

Mio giudizio in sintesi:
Accessibilità *****
Complessità *
Divertimento **
Strategia *

giovedì 22 luglio 2021

Le leggende di Andor


Un gioco in scatola che ricorda i giochi di ruolo. Forse è proprio questa l'intenzione di Michael Menzel, autore all'epoca esordiente, che si è specializzato nel lanciare innumerevoli missioni, espansioni e spin-off di questo gioco.

Già nel 2012 avevo identificato nel gioco alcune scelte stilistiche originali che mi avevano colpito. La più evidente è quella della guida alla Leggenda introduttiva. Un modo intelligente di spingere il gioco giocando senza passare da interminabili regolamenti che solitamente vengono raccontati ai partecipanti con lunghe spiegazione prepartita. La Leggenda 1 di Andor è infatti una sorta di tutorial che illustra le regole in maniera graduale e guidata approfondendo poco alla volta ogni singolo aspetto.

Tornando al gioco, che è inevitabilmente molto dipendente dalla lingua, ci troviamo nelle terre fantastiche di Andor e, in maniera cooperativa, cercheremo di difendere il regno dall'invasione di Gor, Skral, Wardrak, Troll e successivamente da tante alte sorprendenti creature. I giocatori, da 2 a 4, dovranno scegliere e impersonare personaggi quali il mago, il guerriero, l'arciere o il nano, ognuno disponibile anche nel suo alter ego femminile, ed ognuno con la sua caratteristica abilità speciale.

Le successive Leggende offrono scenari e sfide variabili che aggiungeranno di volta in volta nuovi elementi, nuovi mostri ma anche alleati... Nel gioco base troviamo già 6 Leggende, ogni Leggenda ha il "difetto" che una volta affrontata diventa nota e quindi poco longeva, togliendo gran parte dell'effetto sorpresa fondamentale in questo gioco; rimangono possibili differenze che potrebbero variare l'esito di una sfida dettate da tasselli nebbia, carte evento e lanci del dado.

Già, come nei giochi di ruolo, anche nelle terre di Andor un ruolo fondamentale lo determina il risultato dei dadi che, come noto, rappresenta croce e delizia di molti giocatori. I dadi vengono principalmente utilizzati per determinare il risultato dei combattimenti.

L'esperienza di gioco a me diverte molto. Seppur non adori i cooperativi gioco volentieri ad Andor anche solo spinto dalla curiosità di scoprire cosa mi riserveranno le varie Leggende.
Consigliato agli amanti del mondo fantasy, dei giochi di ruolo, dei libri game e dei cooperativi. Lo consiglio anche a giocatori alle prime armi e a chi cerca giochi con un'ambientazione sentita.

Mio giudizio in sintesi:
Accessibilità ****
Complessità ***
Divertimento ****
Strategia **

martedì 20 luglio 2021

Lettere da Whitechapel


"Letters from Whitechapel"
trovo sia uno dei migliori giochi del genere deduttivo.

L'idea di base riprende lo spunto ideato dal vecchissimo Scotland Yard al quale hanno attinto successivamente anche diversi titoli come Inkognito, Mister X, La Furia di Dracula...

Il gioco, uscito nel 2011 e localizzato nel 2013 (il gioco base comunque è privo di testo), ci porta indietro nel tempo, nel 1888, nel povero e squallido quartiere di Whitechapel a Londra, luogo tristemente noto per i misteriosi omicidi di Jack lo Squartatore.

Tra i viottoli stretti e intricati del quartiere i poliziotti (che potranno essere impersonati da 1 a 5 giocatori) si lanceranno alla ricerca di indizi e prove per arrestare Jack.

Il gioco con l'aumentare del numero di giocatori (massimo 6) vedrà la sua durata crescere esponenzialmente non rispettando l'ambizioso 90' indicato sulla scatola, salvo veloci catture di Jack.

Durante il gioco Jack avrà il compito di commettere 5 delitti e raggiungere il suo covo senza essere arrestato, mentre i detective della polizia dovranno collaborare per catturarlo prima che sparisca per sempre.

Il tabellone di gioco è contrassegnato da 199 cerchi numerati collegati tra loro da linee tratteggiate che rappresentano le strade di Whitechapel. Jack lo Squartatore potrà muoversi furtivamente sfruttando passaggi segreti e viaggi in carrozza mentre i poliziotti, che si muovono lungo i quadretti neri tra le linee tratteggiate, potranno muoversi di due spazi a turno e inizieranno la sfida senza informazioni particolari ma solo cercando di scoprire il percorso fatto da Jack e le sue intenzioni.

La mappa e il gioco sono ben ideati regalando partite avvincenti e adrenaliniche (attenzione a non perdere troppo tempo in analisi). Il ruolo più gratificante è quello vissuto da chi interpreterà il ruolo di Jack (si auspica un giocatore esperto) da cui dipenderà la riuscita della partita stessa. Anche i poliziotti però, rispetto a Scotland Yard, vivranno un'esperienza divertente e gratificante.

Il gioco è completato da un'espansione dipendente dalla lingua che offre un filo di longevità e flavour con piccoli poteri per i poliziotti e posizioni variabili delle vittime. Offre anche belle miniature in plastica che andranno a sostituire quelle in legno del gioco base.

Gioco consigliatissimo agli amanti dei deduttivi e dell'adrenalina.

Mio giudizio di sintesi:
Accessibilità ***
Complessità **
Divertimento ***
Strategia **

lunedì 19 luglio 2021

Hanabi

E' stato improvviso, scoppiettante e luminoso, proprio come i fuochi d'artificio, il lancio nel 2010 di questo giochino compatto di carte.

Forse nessuno si sarebbe aspettato il successo che ha generato. Il risultato è stato localizzazioni in molte nazioni, edizioni deluxe con materiali sempre più belli e mini espansioni e spin-off.

L'ambientazione racconta che dovremo essere gli artefici del più scoppiettante evento di fuochi d'artificio da far impallidire il buon Gandalf. In realtà dimenticheremo presto il tentativo di ambientare il tutto lasciandoci un gioco di carte cooperativo puro (quindi senza traditori o simili) molto originale e al tempo stesso semplice.

L'originalità del gioco sta nel fatto che ogni giocatore riceverà 5 carte e NON dovrà guardarle ma tenerle ben visibili verso gli altri giocatori. Al proprio turno ogni giocatore può giocare una carta tra quelle in mano o dare un'informazione ad un altro giocatore.

L'obiettivo collettivo è quello di riuscire a giocare, in ordina crescente da 1 a 5, le carte di tutti e 5 i colori.

Per riuscire in questa impresa saranno fondamentali gli indizi che i giocatori si forniranno. Il numero di indizi che si possono dare e limitato e potrà crescere solo eliminando dal gioco una carta, sperando sia tra quelle in surplus, sapendo che ogni colore conta tre versioni della carta numero 1, due versioni delle carte 2, 3 e 4, ed una sola carta numero 5.

Gli indizi potranno essere dati in maniera criptata, ovvero ogni volta che si potrà dare una sola informazione comunicando quindi o il numero o il colore di una determinata carta e, se il giocatore ha in mano più carte di quel colore/numero, andranno indicate tutte insieme.

Si evince che la sfida non sarà per nulla semplice, anzi saranno necessarie diverse partite per codificare regole non scritte nel fornire consigli. Indispensabile inoltre è che al tavolo tutti partecipino attivamente, col tempo diverrà fondamentale condividere e adottare un modo comune di tenere le carte in mano per evidenziare meglio quali sono le carte appena pescate rispetto a quelle 'più vecchie'. Codici e decodifiche al termine di ogni partita alimenteranno divertenti discussioni in stile partite a briscola al bar.

Quando diventerete abbastanza bravi da capirvi al volo, quindi facendo pochi errori, un ulteriore livello di sfida si verificherà aggiungendo le carte color arcobaleno con regole speciali tanto da rendere le partite al limite dell'impossibile. Inoltre è uscita una mini espansione per offrire altre varianti sul tema.


Il gioco rimane gradevole e, a distanza di anni dalla sua scoperta, continuo a divertirmi con gli amici con sfide in serie. Gioco consigliatissimo anche a chi solitamente non gradisce i cooperativi (quasi del tutto annullato il giocatore alpha) ma che ama le sfide di gruppo, veloci e alla ricerca della giocata perfetta. Massimizzare mosse e suggerimenti sarà determinante. Gioco che sconsiglio a chi non ama troppa concentrazione, responsabilità o non sopporta le convenzioni a incastri.

Versione Deluxe

Il gioco si trova in commercio veramente a pochi euro e in differenti edizioni. Dopo diverse partite io sono passato alla versione deluxe, un tantino più costosa, perché a mio avviso molto bella ma soprattutto pratica per mostrare i pezzi di domino (che sostituiscono le carte) agli altri giocatori. 

Mio giudizio in sintesi:
Accessibilità ****
Grafica *
Materiali ***
Divertimento ****
Strategia ***

domenica 18 luglio 2021

Immagica

Piccolo gioiellino per originalità e semplicità. Siamo di fronte ad un altro party game rivolto ad un pubblico molto giovane, ma in una sfida tra genitori e figli non sono sicuro che ad avere la meglio sarebbero i primi.

La finalità del gioco è quella di disegnare e riconoscere alcune figure simultaneamente attraverso delle indicazioni da decodificare e da ritrovare nella propria scheda di gioco. Il gioco si basa sul colpo d'occhio, sul saper leggere i dettagli, sulla velocità e anche sulla precisione per interpretare i suggerimenti di ogni codice.

Molto più semplice provare a giocarci che spiegarlo, anche perché come per altri giochi del genere si inizia da una modalità base per poi aggiungere nuove regole atte a rendere le sfide sempre più avvincenti e intricate.

Il gioco è nuovissimo, del 2020 con localizzazione della dV Giochi nel 2021. L'esperienza di gioco al primo impatto è da wow, grazie ad elementi geniali e al divertimento che ne scaturisce se fatto in gruppo.

Il dubbio che mi rimane è legato alla longevità, penso che dopo un po' di partite possa perdere parte della magia.

Consigliato a giocatori occasionali, a chi gioca con i propri figli ed apprezza giochi veloci e di colpo d'occhio.

Mio giudizio in sintesi:
Accessibilità *****
Grafica **
Materiali ***
Divertimento ****
Strategia *

sabato 17 luglio 2021

Just One


Un party game, teoricamente non il mio genere, ma devo ammettere che Just One alla fine è stato capace di farmi compagnia per un'intera serata lasciandomi un buon ricordo e il costante desiderio di non interromperlo.

Questa versione aggiornata di Taboo o giochi analoghi verte su due regole in croce permettendo di iniziare a giocare immediatamente.
In sostanza ogni giocatore, a turno, deve indovinare una parola prestabilita da una carta estratta. Gli altri partecipanti devono agevolarlo suggerendo una parola (just one) che richiami quella da indovinare.

Attenzione però, se più giocatori avranno indicato lo stesso suggerimento questo non verrà rivelato fornendo meno indizi a chi dovrà scoprire la parola misteriosa. 
Il gioco è frizzante e invoglia a continuare a giocarci.

Lo stimolo in più a mio avviso è dato dal fatto che tutti si sentono sempre partecipi sia in veste di suggeritori che nella fase attiva.

Anche se si tratta di un party game, cooperativo e semplice, non mancherà la possibilità di dimostrare le proprie capacità nel saper giocare di squadra e provare a prevedere cosa scriveranno gli altri per esser coordinati e fornire più indizi possibili e, possibilmente, in grado di integrarsi.


Gioco consigliatissimo a chi
ama i giochi in compagnia, per fare quattro risate
, per stimolare spunti e condivisioni senza stress e tensioni.

Mio giudizio in sintesi:
Accessibilità *****
Grafica *
Materiali ***
Divertimento ****
Strategia *

venerdì 16 luglio 2021

Deckscape Ciurma contro Ciurma: L'isola dei pirati

Terzo gioco della serie Deckscape che ho il piacere di provare, dopo La Maledizione della Sfinge e Fuga da Alcatraz, al momento quello che più mi ha colpito. Successivamente ho provato anche L'ora del Test. 

Premetto che trovo la serie dei Deckscape, tra quelle che sfruttano il concetto di Escape Room come Exit , Unlock! e Sherlock, quella con i giochi più gradevoli e meglio riusciti. Penso inoltre che Martino Chiacchiera, uno dei due autori, sia un piccolo prodigio tra i designer dei giochi in scatola.

Detto questo Ciurma contro Ciurma: L'isola dei pirati inserisce nella tradizionale dinamica della serie, che sfrutta un flusso di gioco guidato dalle carte, la sfida a due squadre. I giocatori dovranno dividersi in equipaggi di pirati, quelli nella nave rossa e quelli nella nave blu, cercando di diventare la ciurma che collezionerà più monete d'oro.

Questa dinamica porterà adrenalina e ritmo alla sfida spingendo spesso ad anticipare la risposta per arrivare prima degli avversari senza pensare attentamente ai dettagli.

Gli enigmi da risolvere richiedono più colpo d'occhio che conoscenza, li ho trovati ben congegnati e, a volte, non semplici da risolvere.

La confezione pocket è comoda e perfetta da portare con se per passare una serata diversa, io credo li proverò un po' a tutti perché è un genere che mi diverte. Gioco consigliato a chi ama le Escape Room, i giochi in compagnia e gli enigmi.

Mio giudizio in sintesi:
Accessibilità *****
Grafica *
Materiali *
Divertimento ***
Strategia *

martedì 13 luglio 2021

Crystal Palace

Il miglior gioco del 2019?

Sicuramente uno dei migliori, non a caso tra i finalisti del Premio Magnifico 2020. Crystal Palace è un gioco ambientato nel triennio del 1849, 1850 e 1851, ovvero a ridosso della prima Fiera Mondiale di Londra. Ogni giocatore assume il ruolo di una nazione che proverà a presentarsi alla Fiera con le più spettacolari e fantasiose invenzioni/strutture sfruttando l'ingegno e la conoscenza di luminari internazionali e i favori di personaggi potenti.

Il gioco si presenta senza una plancia di gioco ma con tante tessere di differenti dimensioni che rappresentano gli otto luoghi dove potranno esser svolte le azioni (Patent Office, Reform Club, London Times, Port of London, Waterloo Station, British Museum, Bank of England, Westminster). In questi ambienti i giocatori potranno aggiudicarsi i migliori progetti, le risorse, compensi economici ma anche assoldare i migliori cervelli in circolazione.

Per farlo dovranno posizionare un proprio dado nella location desiderata ma attenzione perché a scegliere per primo, in ogni location, non sarà il primo a piazzarsi ma chi lo farà con il valore di dado maggiore. Altra grande particolarità del gioco sta nel fatto che i dadi non verranno mai lanciati ma ogni giocatore, a piacimento, deciderà quale valore attribuirgli pagandone il costo in base alla somma dei valori rappresentati. Chi avrà pagato di più, inoltre, sarà il primo giocatore per l'intero turno di gioco (consiglio una house rule per regolare anche le altre posizioni e non procedere in senso orario come da regolamento).

Il gioco è lievemente asimmetrico per i poteri attribuiti alle differenti nazioni impersonate. Il ricorso a prestiti durante la partita è quasi inevitabile vista la poca liquidità in circolazione e, a seconda dell'andamento e di alcune variabili che caratterizzano le partite, potrebbe essere più o meno vantaggioso ricorrervi spesso. Il gioco offre una forte interazione con la possibilità di giocare brutti scherzi agli avversari come assegnare benefici+malus di alcune invenzioni ma anche il ricorso al Mercato Nero che potrebbe esser identificato dalla polizia e bandito a causa di una soffiata. Saper sfruttare la costante e pulsante campagna pubblicitaria assegnerà vantaggi e punti vittoria. Da non sottovalutare nemmeno il peso dei giornali nazionali che permetteranno di ricevere aiuti e risorse al momento del bisogno. 


Durante la partita non è immediato decodificare quale sia il reale andamento della stessa se non al momento del conteggio finale. Un gioco indipendente dalla lingua con un'iconografia chiara anche se non mancheranno poteri speciali su alcune carte che necessiteranno di metter mano al regolamento (comunque ben scritto e completo di specifiche). Nel complesso ho apprezzato il gioco e ho piacere a giocarci anche se non lo consigliere a giocatori occasionali.

Mio giudizio in sintesi:
Accessibilità *
Grafica ****
Materiali **
Divertimento ***
Strategia ****

domenica 11 luglio 2021

E poi c'è l'O-Marathon




Dopo una settimana di vacanza in Primiero concludo le mie avventure a Millegrobbe teatro della XIII edizione dell'O-Marathon degli Altipiani.

Ho preso parte a diverse edizioni precedenti, spesso pernottando in tenda su qualche prato della zona con il socio (Oscar). Quest'anno invece, con famiglia al seguito, ho preferito passare la notte in un alberghetto affacciato sull'altopiano di Asiago.

Domenica mattina ai nastri di partenza arrivano un centinaio di atleti divisi in categorie. Tra i nirvanici c'erano Andrea Villa tra gli ME e Chiara Magni in WE. Con lo stesso percorso delle WE, in M35, ci siamo io, Marco Colombo e il socio, pronti a lanciarci all'inseguimento dei favoriti Cipriani, Pin e Mark Hayman.

Alle 9:30 mass start. Rimango stupito, in periodo di Covid, dalla scelta organizzativa di far partire tutti insieme, ancor più sorprendente accorgermi che la prima lanterna è in comune per tutti i percorsi. Sono fiacco e rimango nel gruppo dei più lenti. La scelta per andare alla 2 sarà quella che segnerà la gara, la mia navigazione non è ottima, mi tengo alto sul primo pratone e una volta entrato nel bosco scendo molto ritrovandomi nel punto più basso del secondo pratone costretto a fare più dislivello del previsto. Incrocio Marco e Alessio Manfrin che si sono spostati ancora più esternamente ma hanno un altro passo e se ne vanno.

La lanterna è in un boschetto e per me sono giù quasi 50' di gara. Fortunatamente la 3 è banale ma anche qui sono impreciso. Con un po' di rammarico scopro che tutte le prime lanterne saranno in comune con gli altri percorsi, malgrado ciò mi trovo solo mentre vado verso la lanterna numero 4.

La tratta successiva è la più lunga della gara e, tristemente, prevede oltre 3 km su strade bianche o asfaltate che mi vedono barcollare all'inseguimento dell'unico avversario a vista. Dopo aver raggiunto senza problemi la 5 sbaglio anche la 6 andando lungo e perdendo qualche minuto.

Concludo il primo giro distrutto avendo percorso già gran parte dei 15 km che pensavo di fare. I due giri successivi si riveleranno fortunatamente molto più corti anche se le uniche lanterne degne di nota, a livello di difficoltà, saranno la 11, la 12 e la 13. Io riesco a sbagliare anche la 12 che per la cronaca sarebbe un pino isolato in mezzo ad una pineta (?). In questa tratta mi passano il socio e la Giuganino ma sbagliano la 13 e vengono da me ripassati. Tutto senza che nessuno di noi si sia accorto di nulla fino al confronto degli split time.

Il terzo giro non offre grandi sussulti anche perché ripassare per la terza volta negli stessi luoghi lo trovo noioso e poco stimolante. Chiudo la prova con oltre 20 km percorsi e con un paio di minuti di vantaggio sul socio. Mark è già partito per la Rasa per vedere la finale degli Europei (Inghilterra-Italia ndr) e anche Chiara e Marco mi hanno quasi doppiato.

Nel complesso una bella gara grazie soprattutto a boschi fantastici, peccato per la tratta su strade. A non piacermi per nulla i tre giretti con stesso senso orario, stessa uscita dalla partenza, stessi luoghi e soprattutto accorgermi che tutti i percorsi avevano gli stessi punti salvo qualche lanterna in meno senza nessuna farfalla o altre idee per frammentare i treni.







domenica 25 aprile 2021

Serina e Dossena - Coppa Italia 2021


Ci sono voluti oltre 14 anni ma alla fine ce l'hanno fatta!

Correva l'anno 2006 e, organizzare una prova di Coppa Italia a Dossena, era l'idea che Paolo Mario Grassi e Simone Grassi mi avevano confidato.
Intorno alla casetta di Dossena di Maurizio e Grazia, infatti, i fratelli Grassi avevano realizzato una mappa di orienteering che si caratterizzava per dislivelli importanti e ampi prati ma anche per una morfologia interessante e zone tecniche.

In più occasioni sono stato invitato per garette tra amici come 'notturne di San Silvestro' e 'Battistin Fest'. Ricordi stupendi immortalati da foto e brevi racconti come orienteering a Dossena, Dossena 2006 e, a cura di Alessio Tenani, Capodanno in Valle Brembana.


Alla fine ci sono riusciti e, con l'aggiunta della prova sprint a Serina, hanno offerto agli orientisti vogliosi di tornare alla normalità una due giorni di gare stupenda anche grazie a giornate calde e soleggiato.

Come detto si inizia con la 4^ prova di Coppa Italia Sprint di Serina, un piccolo comune con un centro storico grazioso ricco di scalinate e salite spacca-gambe. Il tracciato di Lorenzo Pinna e Tommaso Civera offre diverse scelte e ci porta dal parchetto comunale (4 punti in 100 metri) al centro del paese.
Al mio ritmo riesco a fare una gara senza sbavature, mi sorpassa Giuliano Rampado mentre io riesco a passare Alessandro Selleri e Omar Causin. Con quest'ultimo arrivo al finish praticamente insieme e, non capisco come, per errore prendo i suoi split time.

Assurdo che non mi accorga dell'errore commentando i miei tempi (che in realtà non erano i miei) con l'amico Andrea Gianotti, il quale farebbe registrare uno splendido tempo di 19' salvo scoprire di aver sbagliato la penultima lanterna. Il mio foglietto parla di 25' e soprattutto riporta un errore di oltre 3' alla lanterna 6. Per quanto sia andato piano non mi capacito di averci messo tutto quel tempo, si tratta di un stradina in discesa_
Devo aspettare qualche ora per accorgermi che in classifica il mio tempo di gara è di 20', cinque meno di quanto ci fosse scritto sugli split. Finalmente colgo il malinteso e scrivo subito al Giana sottolineando quanto fossi fuso!

Finita la gara non ho voglia di riprendere la macchina, rifare quei tornanti, tornare a casa, dormire sul divano in taverna (la casa è in ristrutturazione) e l'indomani all'alba rifare il viaggio a ritroso. Trovo in Chiara Magni un alleato con le mie stesse perplessità. Decidiamo di chiamare gli alloggi della zona per vedere se ci sono due posti per la notte. Logicamente le strutture sono piene di orientisti. Al telefono ci rispondono alcuni personaggi bizzarri, ultima tra loro la signora Lucia che ci dice che l'albergo "Tranquilla" è pieno ma ci offre ospitalità a casa sua. Il tutto risulta un tantino curioso e buffo ma decidiamo di accettare di buon grado visto anche il buon prezzo comprensivo di colazione e cena.

Poco dopo Marco Ponteri ci offre alloggio nel suo furgone-camper che ci fa vacillare ma decidiamo di dare una possibilità alla signora Lucia. La scelta alla fine si rivelerà azzeccata anche grazie all'abbondante e ottima cena con casoncelli alla bergamasca, penne al salmone, polenta taragna con brasato e tiramisù o fragole e gelato.
Dopo cena torniamo nell'ampio appartamento a noi prestato che sembra non esser più abitato da dicembre 2010. Per casa sono esposti un paio di addobbi natalizi, agende e calendari del 2009-2010, caffè scaduto nel 2010 e foto in età scolare del piccolo Kevin, il figlio della signora Lucia. Kevin però ora, secondo i racconti della signora Lucia avrebbe 18 anni. La camera del ragazzo però è arredata con giocattoli e vhs di cartoni che mal si abbinano a un diciottenne. La situazione è tra il buffo e l'inquietante. A me e a Chiara frullano per la testa improbabili scenari di cronaca nera che però non turberanno il mio sonno profondo agevolato da un comodo ed enorme letto!


L'indomani, dopo un'energetica colazione, è il fatidico giorno della gara a Dossena.
La mia aspettativa di pratoni e dislivello viene confermata, soprattutto la seconda voce che supera le aspettative. Al posto dei 315 metri di dislivello dichiarato, infatti, alla fine ne farò registrare 533, percependone molti di più. Come mi aveva consigliato Lorenzo Pinna prima della gara mi consolo con delle vedute panoramiche stupende: tutto intorno si possono ammirare alcune cime innevate e vallate incontaminate. 

Le prime 5 lanterne sono tutte in salita e mi servono quasi 50' per completarle. Andando alla 6 mi supera il ticinese Michele Ren già vincitore a Serina con un tempo incredibile. Vederlo correre nel bosco è poetico: bello, magro, leggero ed elegante. Quando mi passa sembra danzare sul terreno, come se non ci fossero sassi ne rami in quel terreno accidentato fuori dai sentieri. Lui è l'immagine che ho io in testa dell'orientista tipo! In quel momento non mi demoralizza la differenza di andature (e di tutto il resto) tra me e lui, ma anzi mi inorgogliosisce la consapevolezza di aver fatto la stessa scelta di percorso. Quel momento dura un attimo perché non faccio a tempo ad arrivare alla lanterna 6 che è già sparito.

La zona con meno prati e sentieri mi restituisce soddisfazioni trovandomi particolarmente a mio agio nella lettura della mappa e arrivando alla 10 senza sbavature. Qui raggiungo Andrea Gianotti e Federico Caldini. Avendo avuto il tempo di studiare la mappa nelle salite parto deciso per il lungo trasferimento che mi porta alla 11. Sono molto soddisfatto della prima parte di scelta di percorso mentre mi rammarico di non aver preso in considerazione le due alternative nella seconda metà di tratta. Alla fine probabilmente le scelte sarebbero state equivalenti, ma non aver pensato che i fratelli Grassi avessero in serbo una tratta con tante alternative mi stupisce.

Il finale di gare è tra le grotte della vecchia miniera e la pista di motocross: nel finale faccio il mio unico errorino, alla lanterna 13, partendo a ovest dimenticandomi quasi della lanterna 14. Il cronometro si ferma sotto le due ore di gara e nel complesso sono soddisfatto della mia prova e più in generale di tutta la due giorni. Tornare a fare orienteering mi mette felicità.


Come spesso mi campita torno a casa con una gran voglia di fare altre gare, allenarmi e magari mettermi a dieta. I soliti splendidi propositi che però spesso disattengo.

domenica 28 marzo 2021

3.TL 2021 Monte San Giacomo - Vergiate


Per fortuna c'è il Trofeo Lombardia a distrarci da questo momento surreale e triste.

La gara organizzata da Ist. Dalla Chiesa e Unione Lombarda ci offre anche la possibilità di correre su una mappa inedita che si aggiunge alle numerose del comprensorio di Sesto Calende.

A est del Monte San Giacomo ci ospitano le frazioni di Cuirone e Cimbro, il nome di quest'ultima mi ricorda mappe trentine. Non siamo a quei livelli ma i boschi di queste latitudini, nel periodo primaverile, sono tra il meglio che la Lombardia possa offrire.

Nel pre-partenza rivedo i soliti amici, soprattutto i miei avversari in M35 e M45 che sono gli ultimi a partire. Saluti e qualche chiacchera con Marco Colombo, Davide Spagnoli e Antonio Cancelli anche se il leitmotiv delle parole più pronunciate sono distanziamento, mascherine e autocertificazione.

Alle 11:33 parto ed è subito salita su per una costa sporca. Inizio con il fiatone, non sono in forma e si vede ma mi rincuoro trovando la lanterna 1 senza troppi problemi. Per andare alla 2 prendo il sentiero che scende ma lo abbandono presto per tenermi in quota. Passo vicino ad un lanterna non mia che è su un evidente muretto che mi trasmette sicurezza. Continuo in costa e la lanterna si trova esattamente dove pensavo.

Il terzo punto è molto in basso, a livello di prati e abitato. Decido si spostarmi un pelo a Nord per poi scendere sfruttando una nuovissima pista di mountain bike. Confrontando le scelte a fine gara probabilmente la scelta migliore sarebbe stata quella del sentiero a nord più veloce e diretto.

Grazie ai tanti particolari andare alla 4 è semplice. Appena più avanti di me scorgo Gianbattista Ravasio che mi partiva qualche minuto prima, così come mi accorgo che probabilmente anche Luca Iennaco sta affrontando il mio tracciato e poco dopo mi conferma che si è iscritto nella categoria Viola.

Esco maluccio dal punto 4 ma mi ritrovo presto. Per attaccare la 5 scelgo di percorrere il pulito canalone sotto la linea elettrica. Scorgo poco più avanti i miei due avversari ma vanno più forte di me. Nel punto più alto abbandono il canalone alla ricerca della lanterna ma devo esserci passato pochi passi sotto perché devo girarci intorno sfruttando il sentiero per trovarla. E si che il masso è effettivamente enorme.

Tagli e sentieri mi portano facilmente alla lanterna 6 dove vedo per l'ultima Gianbattista che ne ha più di tutti. Con Luca e Barbara Giuganino attraverso il fiumiciattolo ma da qui riprende la salita e finiscono le mie energie. Salire fino alla 7 mi gratifica a livello di navigazione facendo un taglio perfetto, ma mi accorgo che fisicamente sono cotto.

Il guaio è che anche per andare alla 8 c'è salita, anche se su sentieri o gradini. Per prender fiato mi fermo a fare i bisogni e a allacciarmi le scarpe. Potrei dare la colpa all'intertempo di frazione a queste cose, in realtà stavo andando proprio piano.

Purtroppo a questo punto la gara non ha più molto da dire a livello tecnico e gli ultimi 5 punti sono tutti solo da correre. Perderò in questo finale diverse posizione perché fiato e gambe non sono pronte ad andare oltre l'ora di gara.

La tratta che porta alla 9 offre 3 scelte di percorso, per evitare salite e verdi prendo la più facile su sentiero (e non riuscirò nemmeno a correrla tutta) ma supererò Roberto Baitieri e un altro avversario. Proprio in quel momento invece mi passa Federica Negri, percorso diverso, che ha proprio un bel passo gara (mi confesserà che andava così forte perché era arrabbiata per un errore appena commesso).

Andando alla 11 non casco nel tranello disegnato da Roberto Biella. Poi solo corsa per andare alla 12,  dove mi ri-supera Luca, e all'ultima lanterna.

Il tempo di 1h e 27 minuti mi fa scivolare in basso in classifica ma sono molto contento di aver ripreso a gareggiare. Il bosco, spesso ricco di rovi e tronchi abbattuti, si è rivelato in altre zone attraversabile e parzialmente pulito. Numerosissime le nuove tracce e piste per bikers che devono trovare in questo bosco un piccolo paradiso. 

Ho trovato la nuova mappa molto leggibile, anche perché avevo la 10.000, mi sono fatto regalare anche una mappa a 15.000 del percorso ME che si espandeva più a nord e offriva la bellissima tratta 12-13 (io credo sarei sceso a ovest verso il paese per poi risalire. Anche la zona 5-6-7-8 deve essere interessante.

Il tracciato della M45 come detto è stato vario e interessante per i primi due terzi di gara. Il finale da centro storico ha offerto sentieri e asfalto e l'ho trovato un peccato visto il bel posto.

Classifiche

Chiudo con la consueta critica sulle griglie di partenza. La presenza di un Delegato Tecnico, tra l'altro della mia società, non è bastata per sensibilizzare l'argomento. Ancora una volta, e trattandosi di una long il peccato è più grave, tutte le categorie hanno visto gli atleti distanziati di soli due minuti.

Anche le categorie Elite, che non avevano problemi di sovrapposizioni con altri percorsi, hanno mantenuto questa assurda scelta che contrasta con la costante richiesta di distanziamento che nel pre e nel post gara ci è stata rivolta. 

Ancora più assurda la situazione che si è venuta a creare in diverse categorie come la mia. La M45 infatti si sovrapponeva al percorso VIOLA e quindi sono partiti spesso atleti con distanziamenti di un solo minuto e con stesso percorso.

domenica 14 marzo 2021

2.TL 2021 Canonica di Triuggio

Prima prova del 2021 nei boschi lombardi, anche se il volantino riporta "2^ prova Trofeo Lombardia", vista la situazione sanitaria anche quest'anno non mancheranno prove rimandate o soppresse come la 1^ prova che avrebbe dovuto svolgersi nella Brughiera Comasca di Cantù.

Questa prova, valida anche come Campionato Lombardo Middle, avrebbe dovuto svolgersi nella più complessa mappa del Cunardo ma gelo e freddo hanno rovinato parte del bosco e reso la mappa inutilizzabile. 

Eccoci quindi a Canonica, una della mappe più stressate dell'intero territorio regionale.
Per allenarmi decido di andare alla gara in bicicletta e mi dirigo direttamente vero la partenza che è nel vallone più orientale della mappa, non ho mai capito se è la valle del Pegorino o quella di Cantalupo.

In partenza, seppur rispettando il distanziamento, si rivedono i soliti noti. Le procedure in pre-partenza garantiscono le norme di sicurezza e solo all'ultimo secondo possiamo abbassare la mascherina e lanciarci nel bosco. Per proteggermi anche dal freddo tengo comunque la bandana sul naso per la prima parte di gara che inizia con la ricerca di un punto in un territorio rimodellato da diverse inedite piste per mountain bike.

Le prime 4 lanterne sono ravvicinate e, facile da prevedere, ci fanno rimbalzare sulle sponde del letto del fiume come biglie in una pista di sabbia. Mi bastano pochi metri per apprezzare la pulizia del bosco e soprattutto quella del greto, decido quindi di sfruttarlo per andare alla lanterna 5.

Il tracciato del mio percorso (viola) si rivela ben progettato e interpreto la mappa con facilità riducendo al minimo errori e imprecisioni. La salita di metà gara che porta ai prati si fa sentire e arranco evidenziando lo stato di forma indecente. I sorpassi degli amici Sanvito, Labanti e di un terzo avversario sono degli stimoli a non mollare e a spingere per quanto possibile.  

Dopo l'attraverso stradale mi butto nell'altro vallone per un breve loop. Anche qui la fitta rete di sentieri invasa da cicloturisti mi offre evidenti riferimenti e ottimi punti d'attacco.
Alla 10 e alla 12 passo altri due avversari che non conosco. Scendendo dalla 11 invece rischio di cadere rovinosamente prima di appendermi ad un tronco.

Sono in dirittura di arrivo ma commetto un'imprecisione alla lanterna 13 cominciando a cercarla prima del dovuto, vengo aiutato dall'ultimo ragazzo che avevo appena superato. Sprinto fino all'arrivo dove giungo contento della mia prova, anche se la conoscenza della mappa mi ha sicuramente agevolato. Faccio i complimenti a Gigi Giuliani per il disegno del percorso con cambi di direzione, lunghezze variabili delle tratte e costante richiesta di concentrazione.

Ringrazio anche il direttore gara Ivo Benini per il servizio extra che mi ha offerto portandomi la bici dalla partenza all'arrivo. La Besanese, come spesso capita, si è dimostrata efficace nel curare i dettagli, notevole ad esempio il presidio dell'attraversamento stradale con almeno 4 persone sul posto.
Unica pecca che si ripete nelle prove lombarde, ma è una mia guerra persa, le griglie di partenza che distanziavano i concorrenti delle categorie di soli due minuti.


Il percorso della M45, al netto dello svizzero, viene dominato da Stefano Brambilla. Eccellente il secondo posto del neo nirvanico Andrea Cavara che regola il fratello Massi e il favorito Alberto Grilli. Soddisfacente il mio quinto posto, anche comparato ai tempi delle altre categorie con stesso che hanno fatto registrare le splendide prove di Maria Chiara Crippa, la migliore in assoluto, Angelo Bozzola e Federica Negri. Mi gratifica molto essermi imposto, per soli due secondo, sull'amico Massimo Accorroni.

lunedì 25 gennaio 2021

Allenamento alla Brughiera di Cantù

Visto che il blog viene letto meno delle pubblicità infilate nelle cassette della posta mi sento tranquillo nello spoilerare l’allenamento della Brughiera Comasca con le mie considerazioni.

La prima cosa che viene in mente quando si parla di un allenamento nel bosco brianzolo sono i rovi. Effettivamente i rovi non mancheranno anche se gennaio è probabilmente il mese migliore per affrontare questa mappa specie dopo le nevicate di quest’anno.

Il mio personale “comunicato allenamento” che lascerei a chi stesse per prepararsi a questa prova evidenzierebbe due punti

·  Portate ghette o calzettoni protettivi.

·  Quasi ancor più indispensabili delle ghette sono le scarpe chiodate o comunque ben scolpite.     

Le piogge e le abbondanti nevicate hanno infatti reso il terreno particolarmente fangoso e con molte pozze d’acqua.

Passo ad una disamina dei punti del percorso middle, la long non ho fatto a tempo a provarla e direi che la middle mi basta e avanza. Il percorso è caratterizzato da una prima parte lenta e faticosa ed una seconda più veloce e scorrevole.

I primi punti servono a prendere confidenza con vegetazione fitta e terreno pesante (se non piove questa settimana il terreno migliorerà ma ad ora molte canalette sono diventate ruscelletti).

La 3 non saprei dire esattamente quale cespuglio fosse ma la zona è bianca e la fettuccia la si vedrebbe comunque da distanza. Stesso discorso un po’ per tutti i punti nel fitto, ovvero anche la 13 e la 14, anche qui la visibilità è buona.

Scendere dalla 3 ho trovato una bella traccia di sentiero, almeno nella parte alta. Una volta attraversato il ruscello c’è una traccia di sentiero a tratti poco visibile, non in mappa, che continua parallela al fiumiciattolo e si collega alla traccia di sentiero a sud del punto 6 (lascio queste note per il cartografo che magari può verificare con più calma).

La zona della 4 è impestata ma la canaletta si riconosce bene.

Dalla 4 alla 5 è la zona dove ho sbagliato lo scorso anno ed effettivamente è un casino di vegetazione e pozze. Le zone paludose segnate in mappa sono oggi dei laghetti. Qui servono scarpe chiodate soprattutto per salite e discese del sentiero paludoso.

Scendere alla 6 è fattibile anche se ripido. Risalire dall’altra parte verso la 7 invece è tutto un roveto, ma se ce l’ho fatta io i ragazzi e quelli forti non avranno problemi. Al contrario per partecipanti meno atletici obbligatorio andare direttamente verso la 12 perché qui comincia il bello...

Dalla mappa forse si evince poco ma lasciare il sentiero all’ultimo momento per andare verso la canaletta della 7 è un suicidio. Poco più a nord è nato un vallone che già comincia ad essere profondo e ripido, sul come diventerà ne riparliamo tra poco…

Una volta saliti la 7 la si trova in un attimo, così come la 8 che è in una zona inedita per noi orientisti ma molto bella e, stranamente, pulitissima.

Per affrontare la 9 (attenzione il numero non si vede perché è fuori stampa) bisogna prendere il coraggio a due mani. Per affrontare questo vallone mi sono spostato un po’ più a nord, dove si trovato meno rovi per buttarsi dentro. Con calma in qualche modo si riesce a scendere. Il passaggio più ostico è l’attraversamento del fiume, mentre la risalita è meno proibitiva di quanto pensassi, forse sono stato fortunato ma ho trovato una cresta che si lasciava scalare.

Arrivati in cima però ho trovato una zona piena di rovi. Quel triangolo bianco, il bianco non lo vede nemmeno quando nevica… se possibile modificherei il colore. Anche per arrivare al punto ho preferito fare il giro dal sentiero e avvicinarmi a quella radice è stato doloroso. Ho trovato una grande ed evidente radice anche se in mappa ne sono segnate due. Forse toglierei il punto mandando direttamente verso la 10 in modo da indurli anche ad attraversare il vallone nella parte che ho esplorato io.

Logicamente anche la zona 10 non è per nulla bianca.

Dopo la 10 si comincia a correre. Andare alla 11 non è un problema se si sta attenti a non lasciare i sentieri perché intorno ci sono molti rovi.

Sulla strada che ho fatto per andare verso la 12 non mi è parsa netta quella radura sul sentiero, stesso discorso per la radura a nord del punto 13.

Personalmente tra il punto 13 e il sentiero a ovest del punto avrei allungato l’avvallamento (almeno come fossa) portandolo fino a 10 metri dal prato a nord, ovvero a pochi passi dal secondo verde, quello più a nord.

Come dicevo i puntini verdi vicino a 13 e 14, e le rispettive radure, non sono così nette ma la zona è con buona visibilità e non creeranno difficoltà.

Il punto 15 è in una zona bellissima e ricca di movimenti del terreno. La strada per andare alla 16 invece è la più fangosa di tutto il giro. Per attaccare la canaletta gli giro intorno perché da nord non ci sono punti di riferimento ed è verde. La parte a sud delle canalette invece è molto più pulita e forse quel verde 1 è troppo, bastava la vegetazione bassa (lineette verdi).

Grazie alla zona pulita 17 e 18 sono a vista. La 18 addirittura è una grande vasca da bagno che si vede dal salotto di casa.

La 19 è una piccola radice, poco prima c'è un pungifoglio (pensavo fosse quello il punto) che forse si potrebbe segnare in carta.

Dalla 19 all’arrivo e dall’arrivo al parcheggio si faranno gli ultimi fanghi in un sentiero impraticabile.


Con tutte le dovute verifiche io ci ho messo 1 ora e 30’, ma me la sono presa comoda e secondo me chi corre lo completerà in un’oretta. Mi sono divertito molto e non lo varierei, al limite quel punto 9 nei rovi.

Credo di non essermi dimenticato nulla e spero di aver fornito informazioni utili.

mercoledì 20 gennaio 2021

Reset

Non sono solito consigliare libri o letture, più spesso parlo di giochi in scatola, attività sportive. Al più consiglio giocatori al fantacalcio...

Questa volta però vi parlo di RESET, opera prima di un collega che ho supportato più per amicizia che per altri motivi. Non sapevo che tipo di romanzo avrei trovato e non mi sono curato di leggere le anticipazioni o specifiche che ricevevo.

I primi giorni del 2021 poi, quasi inaspettatamente, mi sono trovato recapitato un piccolo pacchetto. Una bella sorpresa, una sorta di regalo di Natale tardivo.

Un po' per curiosità e un po' per rispetto per il lavoro fatto da Andrea mi sono affrettato a leggerlo. Tanti libri iniziati senza finirli mi facevano temere che RESET avrebbe seguito la stessa sorte, pronto a vergognarmi quando avrei incrociato lo sguardo interrogativo del buon Marlano. 

Mi sbagliavo completamente. Ho divorato il libro come non mi accadeva da anni, l'ho letto tutto d'un fiato quasi fossi il protagonista di una disperata gara conto il tempo.

Ho viaggiato con i protagonisti per luoghi e città che spesso mi erano familiari e ho anche corso per arrivare all'ultima parola e scoprire come sarebbe andata a finire. Mi sono affezionato alla protagonista così come mi hanno affascinato altri personaggi incrociati di sfuggita. Se ho ben capito sono già pronti altri due libri scritti da Andrea e mi auguro tanto riprendano i personaggi incontrati.

Mi ha spiazzato scoprire che il libro iniziava proprio nella mia Milano se non addirittura nella mia azienda o in quella che in futuro distopico potrebbe diventare. Chiudo facendo i complimenti ad Andrea Marlano e confessando che mi spiace il tutto sia già finito anche se non escludo una rilettura.



domenica 20 dicembre 2020

Paolo Rossi

Il 2020 si porta via anche il sorriso di Paolo Rossi, eroe del Mundial '82 e patrimonio italiano. Un nome e soprattutto un cognome talmente comune e caratteristico da farlo sentire vicino a tutti. Un campione che grazie alla sua gentilezza ed educazione sentivamo caro e sopra il tifo, non a caso la maglia che più lo rappresenta è quella azzurra benché abbia segnato molti gol anche con Vicenza, Juventus e altri club. 

Proprio nome e cognome così comuni mi fanno tornare alla mente uno dei monologhi più riusciti del comico Paolo Rossi. Tanti altri frammenti di storie come la dichiarazione di Junior che dopo Italia Brasile 3-2 disse che se il Brasile avesse fatto un terzo gol, Pablito avrebbe segnato il quarto gol. O l'amore di Giussy Farina che, dopo averlo avuto al sui Vicenza lo volle anche al Milan indebitarsi a tal punto da dover successivamente dichiarare la bancarotta. E poi altri frammetti come le ginocchia, il calcio scommesse, la doppietta nel derby...

Grazie Paolo per le emozioni che ci hai regalato e i ricordi che ci hai lasciato.