venerdì 27 luglio 2007

O-Ringen 2007

Conclusa l’O-Ringen 2007. Ignoriamo una volta tanto i SuperElite e parliamo degli amici italiani leggendo i risultati dal sito oringenonline.


Il gruppo più numeroso è quello del Primiero con tantissimi giovani. Il miglior risultato secondo me è quello di Giancarlo Simion capace di concludere l’H20 Elite al 31° posto con il 14° posto nella prova a caccia. Altrettanto bene Nicole Scalet arrivata 14^ in generale nella D18 Elite malgrado la terza e la quinta tappa al di sotto delle sue possibilità.
Ottimo anche il comportamento di Carlotta Scalet e Claudia Zanetel che si sono date battaglia fino all’ultimo giungendo sull'ultimo traguardo fine separate di soli 15 secondi, un po’ più indietro Elena Jagher. Da elogiare anche le prove di Aaron Gaio, Daniel Orler e Tommaso Scalet nelle rispettive categorie Elite, ma anche di Jessica Orler 23^ nella D20 Lång e di Marina Simion nella D21; tutte categorie molto toste!
Sempre tra le file del Primiero ottime le prove di Roberto Pradel 47° in H40 e Renzo DePaoli 50° in H55.

Camuffati da svedesi ci sono Jacopo Benini, che ha corso per la Eksjö, e Antonio Serini che, come Klaus Schgaguler nella quarta e quinta tappa, ha corso per la IFK Lidingös. Jacopo dopo una prima prova esaltante si è allontanato sempre più da Giancarlo Simion nella H20 Elite concludendo solo (si fa per dire) 79°. Antonio invece ha corso in maniera molto regolare la sua H21 rifilando distacchi pesanti all’altro italiano di categoria, lo Stankanov Stefano Ocean Gottardi che pare non abbia portato a termine correttamente la prova a caccia.

Sempre tra gli Stankanov esordio svedese per Florinda Boschetti, incappata in un errore nella terza tappa, ma in costante crescita. La vera battaglia tra i ‘cani d’orientamento’ però si è svolta nella H21 Kort con ben 6 Stankanov. A primeggiare tra il ‘branco’ Alberto Wheat Grilli che dopo una prima tappa disastrosa (155° e solo 4’ meglio di Azul) si è migliorato ogni tappa concludendo all’88° posto fermandosi però a due minuti da Marco Costella il miglior italiano in questa categoria. Dietro Grilli troviamo Remo White Madella, l’irregolarità di Davide Teal Spagnoli, Nicola Pradel e Alessandra Azul Gariboldi, la quale sfidando i maschietti conclude le prime 3 tappe con ottimi parziali per poi, dopo i miei complimenti, far registrare tempi meno buoni nelle ultime due prove a causa però di una distorsione. Tempi comunque che gli permettono di dare 12 minuti a Andrea Orange Gianotti e un’ora e 12 minuti a Paolo Yellow Bocchiola, l'italiano che perlustra il bosco svedese per più tempo con le sue 8h21', ma capace di scatenarsi nell'ultima prosa e di battere Orange e Azul.

Oltre agli Stankanov ci sono altri due gruppi lombardi e sono quelli del GOK e dell'Interforest. Il primo è un quartetto di milanesi che per l’occasione ha deciso di battezzare tutti i suoi componenti con il cognome Hähnchen, che se non vado errato in tedesco significa galletto”. Facile a questo punto comprendere chi siano Stephen, Piero, Roberta e Attyla Haehnchen.
Dell’Interforest, nome nato nel 2001 per una spedizione in Finalandia formata da atleti di Interflumina e Forestale (ero in quel team), fanno parte i giovani Bruno Brozzi, Alberto Trauzzi, Lorenzo Piola e Luca Castangia tutti rivali nell’H18 che ha visto Luca imporsi tra i compagni con le quattro tappe stupende e la prova a caccia da dimenticare. Chiudono il gruppo dell’Interforest Daniela Poete (rivale di Florinda e come lei senza tempo finale) e Anna Piola, decima nella prima tappa e 31^ in classifica generale.

Torniamo ai SuperElite per fare i complimenti ai nostri alfieri in preparazione per i mondiali: Marco Seppi, Michele Tavernaro, Klaus Schgaguler (9° nell’ultima prova) e Manuel Negrello più l’unica azzurra presente a tutte e cinque le prove: Christine Kirchlecner in gran forma e capace di imporsi nella finale B della tappa Sprint. Oltre a loro hanno partecipato nella categoria Open nella quarta tappa Edoardo Viale, immagino il figlio di Gabriele, e l’allenatore azzurro Andrei Pruss, secondo al traguardo.

Proprio per dovere di cronaca menzioniamo la terza vittoria in W SuperElite per Simone Niggli-Luder (a sinistra) e la prima in M SuperElite per Anders Norberg. Rimane misterioso il motivo dalla non partenza per l'ultima tappa di Emil Wingstedt (nella foto sotto tra atleti di diverse categorie), vincitore della quarta tappa, secondo in classifica generale fino a quel momento e già vincitore dell’O-Ringen 2005.

Presto il commento dei protagonisti...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Un bravo a tutti i giovincelli (e non) lombardi, trentini e alto atesini presenti... ai "galletti" con cui ho avuto dei piacevoli discorsi in questi giorni...

Complimenti anche a LUCA, DENIS e PAOLO che "nonostante" non siano bombardi hanno corso nella dura H20 LANG...

Insomma Dipa... ti trovo sempre qualche errore...

E vediamo se scopri dove corro io a breve...

Anonimo ha detto...

Ti è sfuggito il tuo giovane idolo Jonas??? Anche lui camuffato da svedese.
Il socio

Anonimo ha detto...

A dire il vero con il suo quarto posto nella seconda tappa... ha fatto saltare la copertura...

Oramai Ale è da revisionare...

ale ha detto...

E bravi voi altri... ma con tutta questa gente che corre sotto le bandiere di altre nazioni chi ce la fa più... ;)